INFORMATIVA URGENTE DEL MINISTRO DEGLI INTERNI SCAJOLA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI A SEGUITO DELL'OMICIDIO DEL PROF. BIAGI
(20 marzo 2002)




Alle ore 12 del 20 marzo 2002, nel corso della seduta n. 119 della Camera dei Deputati, il Ministro degli Interni on. Claudio Scajola ha letto un'informativa urgente sull'omicidio del prof. Marco Biagi, consulente nel ministero del Lavoro, avvenuto la sera precedente a Bologna. Il testo riportato è lo stenografico della seduta dell'Aula.

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Pierferdinando Casini (Presidente della Camera dei Deputati)

Avrà ora luogo lo svolgimento di un'informativa urgente del Governo sull'assassinio del professor Marco Biagi.
Dopo l'intervento del ministro dell'interno, onorevole Scajola, potrà intervenire un oratore per ciascun gruppo, per cinque minuti, in ordine decrescente. È altresì previsto un tempo aggiuntivo per il gruppo misto. È prevista la ripresa televisiva diretta.
Ha facoltà di parlare il ministro dell'interno, onorevole Claudio Scajola.

Claudio Scajola (Ministro dell'interno)

Signor presidente, onorevoli colleghi, il primo pensiero commosso e deferente è rivolto alla famiglia del professor Marco Biagi, colpito a morte ieri sera a Bologna, dalla violenza barbara ed aberrante di mani e di menti che, con un lucido disegno criminoso, tentano nuovamente di destabilizzare la democrazia e la società italiana.

Con l'assassinio vile e bestiale di un uomo che coltivava la forza delle idee, con nobiltà e coraggio al servizio di un migliore futuro, è stato colpito, nei suoi sentimenti più alti, l'intero paese e l'intera comunità nazionale.

Questo atto gravissimo che rivela la persistenza attiva ed insidiosa di un fenomeno terroristico che appare e scompare, in un diabolico gioco di misure e di tempi premeditati, ha ucciso proditoriamente un uomo moderato che, con la sua vivida ed ingegnosa intelligenza, da anni si era, con grande disponibilità al dialogo ed alla mediazione, dedicato alla costruzione di progetti tutti orientati a creare le migliori condizioni per la crescita e la prosperità della vita dei lavoratori.

Ancora una volta un manipolo di assassini, imbevuti di una folle ideologia distruttrice, privi di ogni valore di civiltà, ha seminato terrore e panico fra la gente di una città, già profondamente colpita nel passato, da altri ignobili attentati alla vita e alla pacifica convivenza sociale.

Fornisco i primissimi elementi dei fatti accaduti: ieri sera, alle ore 20,10 circa, a Bologna, in via Valdonica n. 14, il professor Marco Biagi, ordinario presso le università di Modena e Reggio Emilia, nonché consulente del ministro del lavoro, è stato ucciso, nei pressi della propria abitazione, da almeno due killer che viaggiavano, pare, a bordo di uno scooter e che indossavano caschi.

Gli attentatori hanno esploso almeno tre colpi di arma da fuoco, calibro 9 per 17, due dei quali hanno colpito mortalmente il professor Biagi, che tornava da Modena con il treno e si era diretto verso casa con la propria bicicletta, parcheggiata nei pressi della stazione ferroviaria. È stato colpito mentre si accingeva ad aprire il portone di ingresso dello stabile.

Tra i maggiori esperti di problematiche del lavoro, il professor Biagi figura tra i coordinatori, insieme al professor Sacconi, del gruppo di lavoro che ha redatto il Libro bianco sul mercato del lavoro in Italia, pubblicato nell'ottobre del 2001. È stato anche, quale rappresentante del comune di Milano, coautore del patto per il lavoro di Milano, ampiamente ed aspramente criticato nel volantino del nucleo proletario rivoluzionario che ha rivendicato il fallito attentato alla sede CISL di Milano, avvenuto il 6 luglio del 2000. Quale consulente del Ministero del lavoro, in epoca più recente, egli si era dedicato all'analisi delle problematiche connesse alla modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

L'azione, per il modo in cui è stato condotto l'agguato e per la scelta della vittima, richiama l'omicidio compiuto il 20 maggio 1999 del professor Massimo D'Antona, contro cui vennero esplosi sei colpi di pistola, calibro 9 per 17, cinque dei quali lo uccisero, e rivendicato con un comunicato delle Brigate rosse-PCC (per la costruzione del partito comunista combattente).

L'omicidio del professor Biagi va, quindi, ad inserirsi, secondo la consolidata prassi di quei gruppi eversivi, in un momento di particolare tensione sociale, legato in modo specifico alle proposte di modifica dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Sottolineo che, nel recente passato, si era già registrata una corposa diffusione documentale, accompagnata anche dal compimento di attentati esplosivi da parte di quelle sigle terroristiche che, all'indomani dell'omicidio D'Antona, nel solco dell'impianto programmatico delle Brigate rosse per il partito comunista combattente, si sono proposte come avanguardie rivoluzionarie per costruire il partito comunista combattente e il fronte combattente antimperialista. Faccio riferimento, nel dettaglio, agli attentati rivendicati dal nucleo di iniziativa proletaria rivoluzionaria il 14 maggio 2000 a Roma, ai danni della Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero dei servizi pubblici; il 10 aprile 2001, ai danni di uno stabile che ospita gli uffici del Consiglio per le relazioni Italia-Usa e dell'Istituto affari internazionali; ma anche agli attentati rivendicati dal nucleo proletario rivoluzionario il 6 luglio 2000 a Milano, ai danni della locale sede della CISL, dai nuclei territoriali antimperialisti, il 15 settembre 2000, ai danni della sede triestina dell'organismo internazionale denominato Iniziativa centro Europa e, quindi, il 9 agosto 2001 ai danni del tribunale di Venezia.

Nella produzione documentale dei citati gruppi, particolare attenzione viene rivolta alle tematiche sociali e del lavoro, con ripetuti attacchi all'asserita politica neocorporativa e di concertazione sviluppatasi nel corso degli anni tra Governo, Confindustria e sindacati, finalizzata a vanificare le conquiste della classe ottenute nel passato.

Su questo crimine sono già in corso attive indagini ed il direttore del servizio antiterrorismo si è subito portato a Bologna, già ieri sera, per coordinare, d'intesa con l'autorità giudiziaria, le prime fasi dell'investigazione. Presso la prefettura si è tenuta una riunione cui hanno partecipato gli organi di polizia e la competente autorità giudiziaria per valutare le prime strategie investigative. Oggi pomeriggio, a Bologna, convocato dal ministro dell'interno, si terrà il Comitato nazionale dell'ordine e della sicurezza pubblica. In quella sede, si incontreranno anche i massimi responsabili delle istituzioni regionali e locali, nonché i vertici della magistratura.

Per quanto riguarda la circostanza che il professor Biagi non usufruiva più di un servizio di tutela, non ho difficoltà ad esporre la sequenza dei fatti.

A seguito del rinvenimento, in data 6 luglio 2000, di due ordigni incendiari presso la sede provinciale della CISL di Milano, in sede di riunione di coordinamento delle forze di polizia, i prefetti di Bologna (25 luglio 2000), di Milano (2 settembre 2000), di Roma (7 settembre 2000), di Modena (11 settembre 2000) disponevano l'attivazione di un servizio di tutela a protezione. A distanza di circa un anno, le stesse autorità, in occasione delle periodiche verifiche della sussistenza di concrete situazioni di esposizione al rischio, riesaminavano la questione e, nelle riunioni dei comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica, si decideva a Roma, il 9 giugno 2001, a Milano, il 19 settembre 2001, a Bologna, il 21 settembre 2001, e a Modena, il 3 ottobre 2001, ritenendo cessate le esigenze di tutela.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, la subcultura terroristica ha voluto così eliminare una vita preziosa per il paese e per la sua famiglia, immaginando di troncare per sempre una progettualità, contando di seminare panico ed angoscia per soffocare ogni dibattito pacifico ed ogni confronto di idee, per cancellare il dialogo e la ragione, per creare una profonda frattura nella società italiana.

Chi ha immaginato tutto questo sappia subito che la Repubblica ed i suoi cittadini hanno la forza, i sentimenti, la volontà e la determinazione di reagire con fermezza, senza lasciarsi intimidire, la forza per dire «no» ad ogni forma di imbarbarimento, ad ogni tentativo di interruzione della vita democratica che è circuito di civiltà e non di terrore, di unione e non di divisione, di cultura della pace e non dell'odio, di arricchimento e non di impoverimento della dinamica sociale.

Il Consiglio dei ministri, nella riunione ancora in corso, ha deciso che i funerali del professor Biagi saranno funerali di Stato.

Il paese ed i cittadini sappiano di poter contare, sino in fondo, sull'impegno senza sosta delle Forze di polizia, della magistratura; sappiano che la civiltà e la libertà saranno difese ad ogni costo e tutti uniti.

(Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Alleanza nazionale, della Margherita, DL-l'Ulivo, dell'UDC (CCD-CDU), della Lega nord Padania, Misto-Verdi-l'Ulivo, Misto-Minoranze linguistiche, Misto-Nuovo PSI e applausi di deputati del gruppo Misto-Socialisti democratici italiani)


20 marzo 2002



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