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LETTERA DEL PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DEGLI STATI UNITI AL PRESIDENTE BUSH
La Lettera è stata inviata dal Presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, mons. Joseph Fiorenza, al Presidente Bush il 19 settembre 2001
Caro Signor Presidente,
in conseguenza degli attacchi terroristici della scorsa settimana, vorrei ribadire la nostra solidarietà con Lei e con il popolo americano nella preghiera per la nostra amata Nazione in questo momento di terribile lutto e gravi decisioni.
Gli atti di guerra di martedì scorso stati attacchi scioccanti non solo contro la nostra Nazione ma contro tutta l'umanità. La nostra Nazione, in collaborazione con le altre, ha il diritto morale e il grave obbligo di difendere il bene comune contro tali attacchi terroristici. Perciò, noi sosteniamo gli sforzi della nostra Nazione e della comunità globale per scovare e incriminare, secondo il diritto nazionale e internazionale, quegli individui, gruppi e governi che sono responsabili. Incombe su tutti i cittadini l'obbligo di riconoscere questa minaccia comune, e di voler fare i sacrifici appropriati a supportare lo sforzo multiforme e a lungo termine della nostra Nazione per reagire in maniera moralmente responsabile.
La suo Amministrazione è stata chiara nel sostenere che, per fermare questo tipo di terrorismo e consegnare alla giustizia i perpetratori e i loro sostenitori, sarà necessaria una vasta gamma di misure di sicurezza, politiche, diplomatiche, legali e militari. Pur dovendo considerare la natura unica di questo nuovo tipo di minaccia terroristica, ogni risposta militare deve essere in accordo con i sani principi morali, segnatamente con le norme della tradizione della guerra giusta quali la probabilità di successo, l'immunità dei civili e la proporzionalità. La nostra Nazione deve assicurare che il grave obbligo di proteggere la vita umana innocente governa le decisioni politiche e militari della nostra Nazione.
Mentre ci carichiamo del pesante fardello di difendere, in modi moralmente appropriati, il bene comune dal terrorismo globale, non dobbiamo perdere di vista il fine ultimo e la responsabilità di usare la notevole influenza e il grande potere della nostra Nazione per contribuire a un mondo più giusto e in pace.
Tra le altre cose, spero che la nostra politica estera darà nuova enfasi all'incremento del nostro impegno con il mondo arabo e quello musulmano e, in particolare, porterà avanti ogni sforzo per spingere verso una soluzione giusta e di pace del conflitto israelo-palestinese.
Voglio lodarLa per avere esortato gli americani a ripudiare atti di intolleranza etnica e religiosa.
Gli arabo-americani e i musulmani non sono nostri nemici ma sono nostri fratelli e sorelle, parte della nostra famiglia nazionale.
Gli attacchi contro di loro sono attacchi a tutti noi. La sua continua guida in questo ambito sarà decisiva nei mesi a venire.
Preghiamo che Lei trovi modalità giuste, saggie ed efficaci per rispondere con fermezza e misura al compito a lungo termine di porre fine al terrorismo, fiduciosi, con le parole di papa Giovanni Paolo II, che gli americani non "cederanno alla tentazione dell'odio e della violenza, ma si impegneranno a servizio della giustizia e della pace".
Distinti saluti,
Reverendo Joseph A. Fiorenza
Presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti
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