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La Dichiarazione del Consiglio dell'UE sulle forze di polizia è stata rilasciata a Bruxelles il 19 novembre 2001 ![]() 1. Diversi Consigli Europei hanno riaffermato il loro impegno a sviluppare le risorse e le capacità civili e militari richieste per consentire all'Unione di prendere e applicare decisioni sull'intera gamma delle missioni per la gestione delle crisi e la prevenzione dei conflitti definite nel Trattato dell'Unione Europea, i cosiddetti "compiti di Petersburg". L'Unione sarà così capace di dare un più grande contributo alla sicurezza internazionale secondo i principi della Carta delle Nazioni Unite e l'Atto Finale di Helsinki. L'Unione riconosce la responsabilità primaria del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il mantenimento della sicurezza e della pace internazionale. 2. Nel campo delle capacità civili, il Consiglio Europeo a Feira identificò quattro aree prioritarie di lavoro: polizia, rafforzamento dell'ordinamento legislativo, rafforzamento dell'amministrazione civile e protezione civile. Riconoscendo il ruolo centrale della polizia nelle operazioni di gestione delle crisi internazionali, ed il bisogno crescente di funzionari di polizia per tali operazioni, gli Stati Membri dell'UE, cooperando volontariamente si sono dati obiettivi concreti sulle capacità globali dell'UE , sulle capacità di dispiegamento rapido e sugli elevati standard per missioni di polizia internazionale. In particolare, gli Stati Membri concordano che entro il 2003 essi dovrebbero, come obiettivo finale, essere capaci di fornire fino a 5000 funzionari di polizia per missioni internazionali nella gamma delle operazioni di gestione delle crisi e di prevenzione delle crisi, e in risposta a specifiche necessità a diversi stadi di queste operazioni. All'interno di questo obiettivo per le capacità globali UE, gli Stati Membri assumono anche di poter identificare e dispiegare fino a 1000 funzionari di polizia entro 30 giorni. 3. Le capacità di polizia che l'UE sta sviluppando aumenteranno e miglioreranno l'efficacia della capacità dell'Unione di rispondere alle crisi. Questo consentirà all'UE di fornire supporto alle operazioni di polizia guidate dall'OSCE e dall'ONU, tanto quanto di condurre operazioni autonome guidate dall'UE. L'Unione Europea assicurerà che i suoi sforzi e quelli delle Nazioni Unite, dell'OSCE e del Consiglio d'Europa siano conformi e mutuamente rafforzanti, senza alcuna inutile duplicazione. 4. Una Police Capabilities Commitment Conference a livello ministeriale si è svolta a Bruxelles il 19 novembre 2001 al fine di riavvicinare gli impegni nazionali per conseguire gli obiettivi sulle capacità di polizia assunti al Consiglio Europeo di Feira. La Conferenza inoltre considera il lavoro presente e futuro sull'implementazione del Piano d'Azione sulla Polizia adottato al Consiglio Europeo di Goteborg, come un seguito della Presidency Conference of National Police Commissioners che si è svolto il 10 maggio 2001.
5. Alla Conferenza, gli Stati Membri hanno fatto su base volontaria i seguenti impegni quantitativi e qualitativi al fine di edificare la capacità di polizia dell'UE per le operazioni di gestione delle crisi. Nel fare ciò, essi contribuiscono alla creazione di una nuova ed essenziale capacità per la gestione delle crisi, capace di coprire l'intera gamma delle missioni di polizia identificate dai Consigli Europei di Nizza e Goteborg, per esempio dalle missioni di formazione, consultazione e monitoraggio alle missioni esecutive. Gli obiettivi assunti a Feira sono stati comunque rispettati. Le capacità di polizia impegnate comprendono sia forze di polizia con status civile che forze di polizia con status militare del tipo gendarmeria. Questa diversità è un asset qualitativo per l'Unione Europea. Nel caso di una operazione coinvolgente componenti nilitari e di polizia, l'azione dell'UE secondo i "compiti di Petersburg" richiede una forte sinergia tra la polizia e le componenti militari di tale operazione. Sul terreno, questo sarò assicurato da uno stretto coordinamento tra le due componenti, tenendo conto dei vincoli sul dispiegamento delle forze di polizia degli Stati Membri. L'Unione sarà così in grado di compiere o fornire l'intera gamma di missioni di polizia, ai vari stadi della prevenzione dei conflitti e della gestione delle crisi. Queste missioni, in stretta congiunzione con missioni finalizzate al rafforzamento dell'ordinamento legislativo, possono contribuire positivamente alla sicurezza di una società democratica, rispettosa dei diritti umani e delle libertà.
6. Gli Stati Membri, sulla base del lavoro dell'Unità di Polizia nel Segretariato del Consiglio, hanno considerato la futura implementazione del Piano d'Azione della Polizia, adottato al Consiglio Europeo di Goteborg. La Commitment Conference accoglie i considerevoli progressi fatti sui requisiti qualitativi sulla formazione e sui criteri di selezione, come sulle linee guida per il comando e controllo e per l'interoperabilità, e guarda verso il lavoro ulteriore in queste aree.
Al Consiglio Europeo di Nizza fu concordato che al contributo degli Stati Membri non UE alle operazioni di gestione delle crisi dell'UE, in particolare in missioni di polizia UE, sarà data una considerazione favorevole, in accordo con le procedure da determinare. In seguito, il Consiglio Europeo di Goteborg adottò i principi guida e le modalità per i contributi degli Stati non UE alle missioni di polizia UE. Perciò, l'interesse mostrato dagli Stati non UE nell'area delle operazioni di gestione delle crisi UE con mezzi civili, ed i contributi che essi potrebbero voler offrire sono caldamente benvenuti. L'incontro del 20 novembre con i membri europei NATO non UE ed altri Paesi candidati all'accesso all'UE rappresenta un'opportunità per informare questi Paesi dei progressi fatti nell'area della polizia, di apprendere i loro sforzi a riguardo, e per coloro che desiderano farlo, di indicare la loro prontezza a fare contributi supplementari alle missioni di polizia condotte dall'UE. [traduzione: democraticicristiani.it]
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