Il 3 ottobre 2002 si è svolta in Parlamento la votazione di varie risoluzioni per l'invio di un contingente degli alpini in Afghanistan. Si riportano le risoluzioni approvate alla Camera dei Deputati.
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RISOLUZIONE N. 6-00033 DEL 3 OTTOBRE 2002
presentata dai deputati Ramponi (Alleanza Nazionale), Cossiga (Forza Italia), Ascierto (Alleanza Nazionale), Ciro Alfano (Udc), Bricolo (Lega Nord Padania), Moroni (Misto)
La Camera,
premesso che:
con le risoluzioni n. 6-00004 del 9 ottobre 2001 e n. 6-00009 del 7 novembre 2001, approvate a larghissima maggioranza parlamentare, è stata deliberata la partecipazione italiana all'operazione internazionale «Enduring Freedom», finalizzata al ripristino della legalità internazionale, in conformità alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 1368 del 12 settembre 2001 e n. 1373 del 28 settembre 2001, e sono state approvate le comunicazioni del Governo relative all'impiego delle forze armate nazionali messe a disposizione della coalizione internazionale impegnata nell'operazione «Enduring Freedom»;
il Governo, dando seguito ai predetti atti di indirizzo nelle forme e con le modalità autorizzative da essi previsti, ha reso disponibili alla coalizione internazionale un contributo militare di uomini e mezzi quantitativamente definito ed il cui impiego è stato previsto in fasi successive;
preso atto che:
l'operazione «Enduring Freedom», che si svolge in stretta complementarietà con la missione ISAF, nonostante i risultati molto positivi finora conseguiti, non ha ancora completato la neutralizzazione del pericolo terrorista e la stabilizzazione democratica dell'Afghanistan;
persiste l'urgenza di garantire una completa pacificazione, per contribuire in ogni modo all'implementazione delle misure necessarie alla lotta alla povertà ed alle malattie endemiche, alla distruzione delle colture destinate al mercato degli stupefacenti quale fonti di finanziamento delle attività terroristiche, al fine di favorire un adeguato sviluppo economico e sociale dell'Afghanistan;
come confermato dalle comunicazioni del Governo, si pone l'esigenza di proseguire le operazioni militari, impegnando le nostre forze all'interno dell'attuale contesto operativo e nei limiti dell'impegno militare a suo tempo previsto ed autorizzato dal Parlamento;
nel richiamare e confermare gli atti di indirizzo di cui in premessa
condivide
l'intendimento del Governo di contribuire al proseguimento delle operazioni contro il terrorismo, in linea con gli impegni assunti e nel rispetto degli atti di indirizzo già deliberati dal Parlamento.
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RISOLUZIONE N. 6-00035 DEL 3 OTTOBRE 2002
presentata dai deputati Pisicchio (Misto), Ostillio (Misto), Luigi Pepe (Misto), Cusumano (Misto), Mazzuca Poggiolini (Misto), Potenza (Misto), Mastella (Misto)
La Camera,
premessa l'assoluta necessità di una cooperazione dell'Italia nella lotta contro il terrorismo, conformemente alle esigenze della difesa dei valori della libertà e della democrazia ed in linea con le sue tradizioni;
rilevato che - per quanto riguarda l'Afghanistan - tale lotta va condotta con modalità idonee ad assicurare la difesa degli obiettivi sensibili, la tutela dei luoghi e delle persone a rischio, l'isolamento dei terroristi ed il consolidamento della democrazia;
rilevato che uno dei fattori più rilevanti per continuare la lotta al terrorismo, conseguendo una sempre maggiore sicurezza internazionale, è oggi la costruzione di uno Stato afghano che si riconosca nei principi e negli ordinamenti della comunità internazionale;
considerato che tale condizione appare rilevante anche dal punto di vista del consolidamento dei risultati sinora raggiunti attraverso la campagna militare condotta con l'operazione Enduring Freedom;
tenuto conto che in questa fase un ruolo importantissimo è anche affidato alla missione ISAF, la cui attività - al momento limitata alla città di Kabul - potrebbe essere estesa, come richiesto dal presidente Karzai, ad altre aree, enti e soggetti, ampliandone il profilo e l'ambito di azione, e ciò anche al fine di garantire un più ampio apporto di aiuti umanitari alla popolazione afghana;
considerato che, nel contesto sopra descritto, deve essere valutato il tema di un accresciuto impegno - sia sotto il profilo civile che militare - in Afghanistan;
tenuto conto di quanto disposto dagli atti di indirizzo precedentemente approvati con larga maggioranza dalla Camera sull'argomento in oggetto, in data 9 ottobre e 7 novembre 2001, così attestando la convergenza del Parlamento sulle grandi questioni attinenti alla sicurezza e alle politiche della difesa;
considerato che il profilo dell'impegno militare italiano in Afghanistan, nella misura indicata dal Governo, non configura un fatto nuovo tale da portare il Parlamento a conclusioni diverse da quelle dei precedenti atti approvati dalla Camera e dal Senato;
valutato che tale impegno non prelude in alcun modo ad una estensione del conflitto a teatri diversi da quello afghano e - in particolare - non ha alcuna correlazione con l'evoluzione della vicenda irachena;
nell'esprimere l'apprezzamento e la gratitudine per il lavoro sinora svolto dai militari italiani nello svolgimento di importanti ed impegnative missioni di peace keeping e peace enforcing, a carattere multinazionale;
ascoltate le comunicazioni del Governo,
condivide
l'impiego - nell'attuale contesto operativo - delle Forze Armate del nostro Paese all'operazione Enduring Freedom, alle condizioni e nei limiti indicati dal ministro della difesa, impegnando il Governo a riferire tempestivamente in Parlamento su ogni sviluppo degli eventi qualora eventuali ulteriori decisioni si rendessero ancora necessarie al prosieguo delle operazioni militari in Afghanistan.
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RISOLUZIONE N. 6-00037 DEL 3 OTTOBRE 2002
presentata dai deputati Castagnetti (Margherita), Villetti (Misto), Intini (Misto), Loiero (Margherita), Monaco (Margherita), Boccia (Margherita), Pistelli (Margherita), Mattarella (Margherita)
La Camera,
premessa l'assoluta necessità di una cooperazione dell'Italia nella lotta contro il terrorismo, conformemente alle esigenze di difesa dei valori della libertà e della democrazia e conformemente alle sue tradizioni;
rilevato che, per quanto riguarda l'Afghanistan, la lotta va condotta con modalità tali da assicurare la difesa degli obiettivi sensibili, la tutela dei luoghi e delle persone a rischio, lo sradicamento del terrorismo ed il consolidamento della democrazia;
che in Afghanistan il fattore rilevante per continuare la lotta al terrorismo e conseguire una sempre maggiore sicurezza internazionale è oggi la costruzione di uno stato afghano che si riconosca nei princìpi e negli ordinamenti della comunità internazionale;
considerato che tale condizione appare rilevante anche dal punto di vista del consolidamento dei risultati conseguiti dalla campagna militare condotta attraverso Enduring Freedom;
tenuto conto che in questa fase un ruolo importantissimo è affidato alla missione Isaf, la cui attività - al momento limitata alla città di Kabul - può essere estesa, come richiesto dal presidente Karzai, ad altri centri, ampliando quindi il profilo e il raggio di azione della missione anche al fine di garantire una più ampia e visibile rete di aiuti umanitari alla popolazione;
preso atto che il Governo ha affermato che «non esiste alcuna correlazione fra il livello delle nostre forze impiegate in Afghanistan e l'evoluzione della questione irachena» e ribadita la contrarietà ad ogni iniziativa preventiva unilaterale in Iraq, che moltiplicherebbe la tensione già presente nell'area e indebolirebbe la coalizione internazionale contro il terrorismo;
preso atto che il Governo ha dichiarato altresì che con l'invio di un contingente dell'esercito in Afghanistan si dà attuazione agli impegni assunti nei limiti del mandato a suo tempo conferito dal Parlamento;
sottolineato che l'esperienza dimostra l'alta qualificazione delle nostre forze armate in compiti di peace keeping;
ritiene necessario che l'Unione europea promuova in sede ONU soluzioni per rafforzare le iniziative internazionali in Afghanistan per la ricostruzione e la pacificazione del Paese anche attraverso una nuova risoluzione che autorizzi la formazione di una più ampia forza di pace in grado di aiutare la difficile transizione del paese verso la democrazia;
riafferma la necessità, per una efficace lotta al terrorismo, del mantenimento e del rafforzamento della presenza civile e militare italiana nella missione ISAF, secondo le richieste del Governo afghano, del segretario generale delle Nazioni Unite e di molte organizzazioni umanitarie che hanno reiteratamente richiesto l'ampliamento dell'area di attività dalla missione ISAF a fini di stabilizzazione di alcune città e aree del Paese per la piena affermazione di diritti umani inalienabili;
conferma l'impegno
dell'Italia contro il terrorismo e per la costruzione della democrazia in Afghanistan per contribuire al proseguimento delle operazioni contro il terrorismo, in linea con gli impegni assunti e nel rispetto delle linee di indirizzo a suo tempo deliberate dal Parlamento;
impegna il Governo
ad agire nelle sedi europee ed internazionali per sostenere lo sforzo diplomatico in atto alle Nazioni Unite sulla crisi irachena, così da evitare ogni intervento armato preventivo unilaterale.