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Se il buongiorno si vede dal mattino…

Ultimamente mi trovo a pensare molto al se il buongiorno si vede dal mattino. E’ proprio vero, una giornata che comincia male, finisce anche peggio, sono rare quelle volte in cui in effetti si ha una svolta fortunata e felice. Stamani, per esempio, mi stavo preparando con una precisione maniacale per un appuntamento di lavoro davvero importante. Lavoro come rappresentante per una multinazionale, dovevo andare a parlare con uno dei clienti più grandi che abbiamo al momento sotto mano, per cui mi sono svegliata mezz’ora prima del solito – e già io mi sveglio molto presto – per poter fare tutto con calma.

Mi sono lavata i capelli e mentre tenevo su la maschera rigenerante da dare dopo il lavaggio, ho fatto colazione. Sono poi andata in camera per scegliere i vestiti, ho preso dall’armadio un tailleur davvero carino, molto semplice ma di classe, da abbinare a un paio di stivaletti neri laccati. Sono poi andata in bagno, mi sono pettinata bene i capelli, ho messo la crema sul viso e sul corpo e ho preso i phon professionali. Non funzionava. Non si accendeva. Non emetteva segni di vita.

Panico. E ora? Non sapevo cosa inventarmi, i miei capelli stavano iniziando ad assomigliare al manto di un barboncino, essendo di natura, purtroppo, molto crespi. In un black out totale da parte della mente, ho scelto di adottare una soluzione drastica, che sapevo benissimo avrebbe avuto le sue conseguenze. Ho fatto scaldare la piastra per capelli e li ho asciugati coi ferri roventi, probabilmente una delle cose peggiori da poter fare alla propria chioma. Ma avevo scelta? L’appuntamento si avvicinava sempre di più, dovevo ancora vestirmi e truccarmi e la mia testa assomigliava a un cespuglio incolto.

Sono riuscita a ottenere un effetto decente, piangendo quasi per la salute dei miei capelli alla quale tengo più della mia, mi sono preparata velocemente e sono uscita di casa. Non partiva neanche l’auto. Per fortuna l’autobus che avrei potuto prendere sarebbe passato dalla fermata davanti casa in cinque minuti, mi sono fiondata sopra, senza neanche il biglietto, pregando che almeno non salisse il controllore. E ovviamente è salito, mi ha fatto la multa e mi ha pure guardato male i capelli.

Almeno l’incontro è andato bene.

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