IL DISCORSO DELL'EX PRESIDENTE DELL'IDC WILFRED MARTENS

Città del Messico, 21 novembre 2001


Un anno fa accettai durante una crisi esistenziale dell'IDC il mandato di presidente per un periodo limitato al fine di riguadagnare la fiducia e di dare alla nostra organizzazione:

  • una nuova base operativa
  • una identità chiaramente definita
  • un nome adatto all'apertura dell'IDC e dei partiti membri verso altri partiti popolari e di centro che condividono i nostri valori umanisti.

    Oggi posso dire che l'organizzazione della riunione dei dirigenti e questa manifestazione pubblica testimoniano la nuova vitalità dell'IDC.

    Io ringrazio i miei colleghi membri del Comitato Esecutivo ed il nostro Segretario Esecutivo, Alejandro Agag ed i suoi collaboratori per il loro impegno ed il loro aiuto.

    Inoltre, accettai questo mandato di presidente per cercare e preparare una personalità politica di levatura internazionale per presiedere l'IDC. Sono molto felice che il Presidente del Governo spagnolo, il mio amico José Maria Aznar, abbia voluto essere il nuovo presidente della nostra organizzazione e con lui sei nuovi vice presidenti: Eduardo Frei, Lourdes Flores, Viktor Orban, Peter Hintze, José Manuel Durao Barroso e Joseph Duran Lleida.

    Durante lo scorso anno abbiamo preparato un nuovo documento ideologico e una nuova denominazione. Quattro qualifiche caratterizzano ormai la nuova IDC: democratico cristiana, centrista, umanista e riformista.

    Questo rinnovamento era possibile grazie all'apertura e alla volontà di collaborare con i movimenti che condividono gli stessi valori umanisti: libertà e responsabilità, solidarietà, uguaglianza e giustizia.

    Lo stesso spirito di apertura e lo stesso orientamento politico sono stati la base dell'allargamento delle nostre due organizzazioni regionali: l'ODCA ed il PPE. Con questo allargamento il Gruppo PPE al Parlamento europeo è diventato il più importante.

    Noi viviamo in un mondo che è divenuto globale per ciascuno di noi per queste opportunità e questi pericoli. C'è "globalizzazione" nell'economia, nella tecnologia, nelle finanze, nelle comunicazioni, nei pericoli e nei rischi.

    Noi vogliamo risolvere i problemi globali sulla base di un approccio etico con un reale progresso per tutta l'umanità. Noi vogliamo dare una dimensione umana a questa globalizzazione. E' la ragione per la quale noi differenziamo "mondializzazione" e "globalizzazione".

    Noi vogliamo una mondializzazione perché noi viviamo come esseri umani in un mondo interdipendente dove noi condividiamo tutti la stessa responsabilità e lo stesso destino universale.

    La mondializzazione per noi è anche una gestione umana sulla base dei fondamenti della democrazia, dello stato di diritto, del rispetto dei diritti fondamentali e dello sviluppo sostenibile di società libere, aperte, dinamiche e prospere che rispettano la dignità di ciascun essere umano.

    Noi tocchiamo qui le radici del nostro movimento. I nostri ispiratori sono Teihlard de Chardin, Jacques Maritain con il suo libro sull'Umanesimo integrale ed Emmanuel Mounier. Il vero fondatore dell'IDC è don Sturzo che creò il Partito Popolare Italiano e che fu obbligato sotto il regime di Mussolini ad andare in esilio a Londra e poi a New York. Prima della Seconda guerra mondiale riunì a Londra i nostri predecessori. Ho cercato tutti i suoi libri nelle università americane.

    Dicevo che noi vogliamo delle società libere. Il loro nemico più irriducibile è il terrorismo. Un mondo migliore è un mondo di pace senza violenza e senza terrorismo. Non c'è alcuna ragione che possa giustificare il terrorismo.

    La lotta contro il terrorismo è per noi una priorità assoluta nella nostra azione politica. Io sono fiero che durante più di dieci anni sono stato solidale con i nostri amici spagnoli e le famiglie delle vittime e che nessuna ragione mi ha fatto dubitare o deviare da questa posizione.

    Ma noi vogliamo anche il dialogo con i nostri fratelli musulmani. Sono già molto numerosi nelle nostre organizzazioni nelle grandi città europee. Noi andiamo a incontrarli in Paesi che sono candidati all'adesione all'Unione Europea come la Bulgaria e la Turchia.

    Gli avvenimenti dell'11 settembre avranno secondo molti pensatori e uomini politici conseguenze più importanti per il mondo che la caduta del Muro di Berlino. Io sono convinto che i movimenti politici responsabili che difendono la sicurezza e la dignità di ciascun essere umano ed i valori che compongono una vera democrazia guadagneranno la fiducia dei nostri concittadini.

    Che la nostra nuova IDC sia degna di questa fiducia!



    Wilfred Martens
    Presidente del PPE, Presidente uscente dell'IDC


    [traduzione: democraticicristiani.it]


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