"Memorie, foto e articoli raccolti da Rosita, Maurizio e Roberta per gli 80 anni di papà".
Questo libro parte come affettuoso omaggio al proprio papà, ma subito diviene documentazione di professionalità ed insieme panorama fotografico della indimenticabile "Dolce Vita", periodo d'oro non solo del cinema italiano, ma di Roma.
Un volume prezioso per conoscere il lavoro di un uomo che alla fotografia ha dedicato il cuore e che ha saputo cogliere emozioni e sentimenti di tanti personaggi.
Scattare una fotografia è certo facile: si punta l'obiettivo, si preme e via, la foto è fatta; ma il più delle volte è statica, piatta, fissa un momento ma comunica poco o niente. Per Carlo Riccardi, un fotoreporter "storico", non è stato mai così. I suoi scatti hanno calore, fissano un'emozione, lavorano nel cuore con l'offrire l'attimo fuggente di un episodio, di un incontro. E diventano storia. Storia di vita di personaggi che hanno affollato la cronaca con le loro vicende, con le loro immagini che Riccardi ha finito per evitare che la polvere del tempo le facessero scivolare nel dimenticatoio. Così una pubblicazione che doveva essere un affettuoso omaggio, diviene storia fotografica indispensabile sia per il nostalgico sia, cosa più importante, per chi non si accontenta di un elenco freddo di date per conoscere un periodo. Carlo Riccardi, per chi ha vissuto e vive a Roma, costituisce quasi un elemento di arredo nelle manifestazioni più importanti, politiche e culturali. Egli è lì con il suo occhio meccanico che si aggira fra i presenti, silenzioso come un gatto, astuto come un infiltrato, pronto a scoprire volti noti o a catturare atteggiamenti e sentimenti che separano la fantasia dalla realtà in un crogiuolo di varia umanità.
Il volume non è tutto fotografico, ma è preceduto da una ricca serie di contributi da parte di personaggi che hanno conosciuto il Riccardi , l'hanno seguito (o, il più delle volte, sono stati da lui inseguiti) e sono loro che con gli scritti dei loro ricordi, dei loro descrittivi profili, costituiscono un interessante palcoscenico di vita. Sono questi veri e propri acquarelli di situazioni, episodi nei quali il Riccardi era lì, ombra sgusciante nella sua abilità, a fissare e documentare avvenimenti. Omaggi, questi, sentiti, ora affettuosi per la profonda stima che essi hanno per il Riccardi, ora con sottili accenni ad una sua invadenza di cui solo ora ne apprezzano l'importanza. Fra questi contributi firmati da poeti, giornalisti, artisti, Riccardi ha aggiunto suoi scritti su episodi da lui vissuti con personaggi celebri che ebbe occasione di conoscere: sono, questi, ricordi che rivelano in lui una genuina vena giornalistica con le sfumature e le essenzialità descrittive che esse contengono. Ecco De Chirico, Cagli, Villoresi, per citarne alcuni; e poi profili di immagini di Giovanni XXIII, dell'indimenticabile Suor Pasqualina, la "suorina" di Pio XII, i tanti "Personaggi della memoria". Riccardi è anche pittore e Massimo Grillandi scrive della sua pittura Metamorfica, mentre M. Mancini, in una corrispondenza da Parigi, ricorda la partecipazione del Riccardi con le sue tele , fuori concorso al 5° Grand Prix delle "coollines de Roma".
Ma il Riccardi fotografo è la storia. Lo ricorda la testimonianza di Walter Attenni che di lui ha fatto un profilo con stilistica essenzialità. Lo rivede nella Roma liberata, quando si spostava da una parte all'altra della città con la sua bicicletta da corsa, con al collo la sua inseparabile Rolley e quando, prima di fotografare una diva, le faceva il baciamano, quando si intratteneva con Fellini e Flaiano in naturali confidenze. E qui c'è una vera e propria chicca giornalistica, quanto mai preziosa. Scrive Attenni: "per questo (Riccardi) non può essere considerato un paparazzo, semmai un pappatacio come lo chiamavano Fanfani e Flaiano...". Ed aggiunge: "Il pappatacio, ha spiegato Ennio Flaiano a Carletto è un moscone tipo mosca cavallina, che in certi dialetti chiamavano anche paparazzo".
La seconda parte del libro contiene un'articolata galleria delle foto di Carlo Riccardi, raggruppate in capitoli. Apre "Cinema, attori, registi, scrittori", con ritratti ed istantanee di tutti i più noti attori da Aldo Fabrizi ad Anita Ekberg, da Marcello Mastroianni a Geraldin Chaplin (splendido ed intenso questo ritratto), da Anna Magnani a Virna Lisi. Ed ancora: Pasolini, Malaparte, Eduardo De Filippo, colto in una passeggiata con la sua famiglia. Segue "La Dolce Vita", con foto di momenti di cronaca, tutte con il tocco del professionista che non si limita al semplice scatto, ma impressiona momenti e sensazioni. Poi è la volta de "I Papi", subito seguito dal capitolo "Italia 1943" con pagine di una drammaticità e di una bellezza unica espressiva di un momento drammatico dell'Italia ma con dentro la spinta a riaprire le porte alla speranza.
"Arte e pittura" è infine il capitolo che chiude la galleria documentando l'attività di pittore del Riccardi. Il libro termina con la pubblicazione della tesi di laurea di una studentessa, Cristina Martinelli che con "A tu per tu con Riccardi" ha steso un puntiglioso e particolareggiato ritratto di questo personaggio di Roma, questo "petit monsieur souriant e tranquille", come lo ha definito Mancini simpaticamente ma con una giusta ed affettuosa veridicità.
Carlo Pistilli
democraticicristiani.it
Febbraio 2007