PRIGIONIERI DEL SILENZIO
di Giampaolo Pansa

Sperling&Kupfer Editore



Scalpore, interesse, polemiche, consensi e dissensi, è quanto ha provocato Giampaolo Pansa con il suo recente libro dal titolo "Prigionieri del silenzio - Una storia che la sinistra ha sepolto". L'Autore non può certamente essere definito, in senso politico, uomo di destra (basta leggere i suoi articoli e i libri), ma poiché appartiene a quella categoria di giornalisti eticamente fedeli al principio di servire la verità, non esita, in questo suo libro, a rendere di pubblico dominio "un mattatoio politico che la sinistra italiana ha sempre tenuto nascosto, nonostante abbia straziato la vita di molti militanti, spinti a combattersi e poi dimenticati".
Il libro racconta la storia, vera, di un giovane sardo, solitario e ribelle, Andrea Scano, che, lasciato il suo paese natale di S.Teresa in Gallura negli anni Trenta, alla ricerca della libertà e di un po' di fortuna, dopo varie vicissitudini in Corsica, Francia, Spagna (arruolato nelle Brigate internazionali), approda in Liguria. Qui, partecipa alla vittoria sul nazi-fascismo del 25 aprile 1945, ma è poi costretto a rifugiarsi in Jugoslavia, nel paradiso proletario del Maresciallo Tito: "un vincitore, che alla fine di un lungo tragitto, scopre di essere un vinto".
E sì, perché il protagonista del libro sarà condannato, come altri comunisti italiani che vi erano stati deportati dalle milizie di Tito, ad una orribile prigionia in un gulag tra i più rigidi, l'Isola Calva, dove sarà torturato da comunisti come lui, "ridotto a un cadavere vivente". Rientrato poi in Italia, dall'inferno jugoslavo, sarà nuovamente prigioniero del silenzio imposto dal Partito comunista italiano, perché così vuole la cinica ragione di partito.
Come nel libro "Il sangue dei vinti", dove Pansa narra la resa dei conti sui fascisti sconfitti, nel racconto "Prigionieri del silenzio" l'Autore affronta una vicenda parallela anche se opposta: il dramma dei militanti rossi, sicuri di aver trionfato e finiti invece "sotto le unghie di un regime altrettanto rosso, per poi essere messi a tacere dai loro stessi capi" e dove gli idealisti come Andrea Scano vengono sacrificati agli ordini dei padroni del dopoguerra comunista.

democraticicristiani.it
Gennaio 2005


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