"Ancora nel 1992 partito di maggioranza relativa, nel 1993 la DC non c'era più. Chi ne aveva decretata la sparizione? I giudici miliziani che da tempo propugnavano la politicizzazione del diritto e recntemente avevano preso a decapitare la classe dirigente di governo? E i democristiani, perché si erano lasciati ferire come agnelli sacrificali sull'altare giustizialista? Non ci furono per caso degli assalti clericali ad un partito democratico ora accusato di non credere più all'eticità di Stato, un concetto tipico dei regimi assoluti? E dov'erano finite le capacità mediatorie di una "forza tranquilla"?
Di questi e di altri controversi interrogativi dà conto questo libro, opera di un osservatore interno che, avendo attraversato per intero la vicenda democristiana dal 1943 al 1993, conosce, per così dire, vita morte e miracoli, uomini e problemi di quello che è stato il più grande partito democratico della storia d'Italia. Cioè di una forza politica costruita nell'autonomia, nella laicità e nella tolleranza da Alcide De Gasperi e scioltasi come neve al sole in un arroventata estate che venne dominata da un "nuovismo" caratterizzato dal "moralismo": due ingredienti che, miscelandosi, non hanno mai prodotto alcunché di buono nella storia, non solo italiana"
[tratto dal libro "Delenda DC" di Giovanni Di Capua, Edizioni Rubbettino]
democraticicristiani.it
Gennaio 2005