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di Sergio Zoppi Edizioni Rubbettino
Un programma che trovava strenui sostenitori nel Presidente del Consiglio dei ministri di allora, Alcide De Gasperi, e nel meridionalista Luigi Sturzo, rientrato in Italia nel settembre del 1946, dopo il lungo esilio inglese e statunitense. Un ritorno, annota l'Autore, "rinviato di un paio di anni, non tanto per le sempre precarie condizioni di salute, quanto per le preoccupazioni del Vaticano che seguiva non inqueta attenzione la fase nuova della politica italiana, temendo anche ritorni al passato e per la freddezza di alcuni tra i più autorevoli collaboratori del vecchio partito popolare che non dimenticavano l'antico piglio autoritario e lo spigoloso carattere del piccolo prete di Caltagirone ma che sapevano altresì quanto Sturzo, in quei frangenti, potesse giovare alla causa italiana per i suoi rapporti con le autorità statunitensi e con tanti influenti italoamericani". Il libro ricostruisce quelle vicende, utilizzando fonti archivistiche arricchite da testimonianze e ricordi di numerosi protagonisti di una stagione innovativa e ricca di grandi speranze.
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