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di Luigi Giorgi Editrice Scriptorium
Nel libro, l'Autore parte dalla partecipazione dei cattolici alla Resistenza contro il nazi-fascismo e dell'impegno di Dossetti: "un impegno molto sofferto, stretto tra le convinzioni religiose e Ie necessità politiche. Egli, comunque, non si tirò indietro e si assunse Ie proprie responsabilità, dando il suo contributo umano e politico alla lotta di Liberazione". Terminato il secondo conflitto mondiale, troviamo Dossetti impegnato nella DC di Reggio Emilia, un partito che, scriveva in un articolo del giugno 1945, "rivendica per sé, come partito, piena libertà di scelta e di azione in tutto quanto non investe la morale, ma è aperto al mero calcolo della prudenza politica come virtù umana, al di fuori di ogni direzione od influsso della gerarchia ecclesiastica". Nel settembre del 1945 assume la carica di Vicesegretario nazionale della DC che lo vedrà impegnato a far prevalere la scelta repubblicana, nell'opera di ricostruzione morale e materiale del Paese, nel favorire una reale democratizzazione delle istituzioni dello Stato, nelle posizioni assunte nei Congressi e nelle Assemblee organizzative della DC, nella manifestazione del suo pensiero politico nella costituzione dei Governi presieduti da Alcide De Gasperi. La figura di Dossetti emerge, soprattutto, nel contributo alla elaborazione della Costituzione. Nello stesso periodo (1947) nasce la rivista "Cronache sociali", alla quale daranno un validissimo contributo personalità come Amintore Fanfani, Giuseppe Lazzati, Giorgio La Pira, Aldo Moro ed altri ancora che si riconosceranno poi nel "gruppo dossettiano". II momento in cui Dossetti decide di abbandonare la vita politica, coincide con la nascita del VII° Governo di Alcide De Gasperi. Passeranno quattro anni di silenzio, per poi assistere al suo rientro nella scena politica quale candidato DC a Sindaco per il Comune di Bologna. La sua fu una campagna elettorale molto impegnativa che però, alla fine, dette ancora una volta la vittoria al fronte della sinistra capeggiata dal PCI. Nella sua esperienza in Consiglio comunale, dai banchi dell'opposizione, Dossetti si dimostrò rispettoso del responso delle urne. L'ultimo scontro di un certo rilievo politico, fu il dibattito sulla legge di bilancio per il 1958. Ma, ormai, sentiva più forte il richiamo alla vita ed agli studi religiosi. Il 29 marzo 1958, giorno in cui vennero discusse e accettate le sue dimissioni da Consigliere del Comune di Bologna, segnava la fine dell'esperienza amministrativa di Dossetti: "un momento vissuto con quella carica di innovazione e di moralità, che egli aveva sempre vissuto nella sua azione politica". Nel gennaio del 1959, divenuto sacerdote, celebrerà la sua prima Messa al santuario di San Luca, a Bologna.
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