"Strano destino davvero quello della Democrazia Cristiana! Da quando non esiste più (gennaio 1994) è iniziata l'attesa di una sua rinascita, alimentata da "nostalgie" diffuse anche in ambienti apparentemente insospettabili.
Questo contrbuisce a rafforzare quella sindrome di un partito "categoria dello spirito" che ha accompagnato la lunga vicenda della DC.
Un partito che assume molti caratteri di originalità nel panorama delle democrazie del secondo dopoguerra: basti ricordare la sua nascita come forza immediatamente di governo ed elemento "costituente" del sistema politico.
A ribadire in qualche modo questa specificità vi sono anche i tentativi fin qui non riusciti di formulare una definizione convincente della natura di questo partito: si va da interpretazioni che sottolineano i retaggi della mancata o ritardata modernizzazione dell'Italia a ipotesi che invece alludono a una presunta capacità di anticipare tendenze evolutive della democrazia."
[tratto dalla Prefazione del prof. Gianni Riccamboni al libro "Che fine ha fatto la DC" di Claudio Baccarin, Gregoriana Libreria Editrice]
"Spesso superata da Verona in campo economico e da Venezia sul piano culturale, Padova, non fosse altro per la sua posizione baricentrica, ha rappresentato il cuore della DC veneta.
A Padova, prima in via Tommaseo e poi in piazza De Gasperi, ha avuto sede il comitato regionale della Balena veneta. Lì stazionavano, quotidianamente, le macchine blu dei potenti.
E sempre nella città del Santo sorgevano i principali centri studi delle correnti, i santuari, sorti come funghi, in cui si decidevano candidature, assessorati e affari."
[tratto dal libro "Che fine ha fatto la DC" di Claudio Baccarin, Gregoriana Libreria Editrice]