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di Pietro Nicolai Edizione "Città Nuova" Cari amici, lo sapete che tra la fine del Seicento e i primi decenni del Settecento il Pensiero europeo, tutto o quasi, ha scelto una direzione decisamente anticristiana e antireligiosa? Io non lo sapevo e ora lo so. Ma so anche purtroppo che le divisioni tra i cristiani (la Riforma e le lotte che ne seguirono fino alle sciagurate guerre di religione) sono state la causa prossima e determinante di questa svolta epocale. Lo so e debbo esser grato al Fratel Antonio Nicolai (1) che me l'ha fatto scoprire con il suo libro "Il processo al Cristianesimo:dal Deismo all'Ateismo. Un testimone esemplare: G. D'Annunzio". Vi invito a leggerlo.Non vi spaventino gli "ismi":Illuminismo, Spinozismo, Idealismo ecc.ecc. La materia trattata é certamente ardua, ma l'esposizione e lo stile sono volutamente semplici e chiari, come se si trattasse di un colloquio con il lettore. Il libro vuol essere una documentazione obiettiva, facendo cioè parlare i protagonisti di quel "Processo" plurisecolare, dell'anticristianesimo della cultura moderna: la cosa ci riguarda direttamente come credenti.Viviamo in un ambiente culturale in cui parlano e si fanno sentire soprattutto gli eredi di questo passato. Quelle divisioni, quello spettacolo miserando offerto dai cristiani indignò le coscienze di certa "Intellighenzia"europea. Presto ci si convinse che il cristianesimo era ormai irreversibilmente finito e che era necessario combattere ciò che restava di esso, la Chiesa, ovviamente (E' risaputo che il Cristianesimo è vivo e vegeto, per grazia di Dio, contro tutte le (loro) previsioni, come tutti sanno che l'anticlericalismo passato e presente ha qui le sue radici). In tal modo si passava dalle guerre di religione alla "guerra alla religione "Sic res se habent, amici". Così stanno le cose. Per tutto il corso del Settecento, fino a Kant compreso, non c'è pensatore o scrittore o libellista che non abbia denunciato con odio e con orrore le malefatte recenti compiute dai cristiani e questo e questo soltanto. Si dimenticava, per cecità polemica, il bene immenso operato dal Cristianesimo in tutti gli aspetti del vivere umano.Ma non era quello, pensavano, il "secolo dei lumi? Non erano diventati "adulti"? (Kant)
Le tappe di questo cammino del pensiero moderno, nei limiti che si é imposti l'Autore, si possono indicare brevemente così: Queste idee, riviste e aggiornate e spesso peggiorate, hanno libero corso anche oggi. Mi sono chiesto che cosa ci facesse uno scrittore come il nostro D'Annunzio in questo "Processo" e ho capito che gli scrittori interpretano le tendenze del loro tempo, meglio, a volte dei filosofi di professione. Infine dirò che anch'io, come l'autore, mi son posto una domanda: le due guerre micidiali e altre guerricciole del secolo in cui son nato, le stragi orrende perpetrate da ideologie concepite e generate dalla cultura moderna, come il Nazismo pagano e il Marxismo ateo sono un caso inspiegabile o sono il frutto della negazione di Dio? Si parla di decine e decine di milioni di vittime umane e di creature innocenti, soppresse come se si trattasse di insetti nocivi ! La verità é che, negato Dio, si nega necessariamente l'uomo poco più che un animale, ma animale e basta. E allora mi chiedo,anzi è doveroso chiedersi:Se il pensiero moderno è sorto anche come negazione del Cristianesimo,per via delle stragi causate dalle lotte religiose e dalle guerre di religione,questo stesso pensiero, che è 1a causa di stragi incommensurabilmente più gravi, non dovrebbe mettersi in discussione e dire"mea culpa"? Forse non é azzardato sperare che questo avvenga. Ma anche i cristiani, che continuano ad essere disuniti e a volte in contrasto, dovrebbero interrogarsi e cambiare strada: "ut unum sint" cosicché "il mondo creda" (Sono parole di Cristo). Il libro é insieme una denuncia coraggiosa di un errore di una gravissima portata storica e 1'invito appassionato a correggere quell'errore :"Quod est in votis"
On. Carlo Alberto Ciocci
(1) Fratel Antonio Nicolai è stato insegnante e preside per oltre quarant'anni di una delle più antiche e prestigiose scuole di Roma: la Scuola Pontificia Pio IX che attualmente ha sede in uno storico palazzo del cinquecento in via della Conciliazione: Palazzo Serristori.
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