LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN SICILIA

di Francesco Butini


Le elezioni amministrative parziali che si sono svolte in Sicilia il 25 novembre 2001 hanno avuto due sostanziali risultati politici: da un lato, la conferma di una ricompattazione dell'elettorato storicamente democratico cristiano intorno ai partiti del centro destra aderenti al PPE, con una significativa presenza anche dei cosiddetti "cespugli" del centro destra (CCD, CDU, ed ora anche Democrazia Europea); dall'altro, una sconfitta del centro sinistra così netta da innescare un processo di polemiche dentro la Margherita che paventano espulsioni o esclusioni aprioristiche.

I dati elettorali sono sostanzialmente schiaccianti a favore del centro destra.

Nelle elezioni comunali per la città di Palermo, il candidato sindaco del centro destra Diego Cammarata ha vinto al primo turno con il 56,1% dei voti.
La città della Rete, di Leoluca Orlando, dei gesuiti di mons. Pintacuda e dei processi a Giulio Andreotti e Bruno Contrada, ha voltato nettamente le spalle ad una stagione politica su cui può iniziare una analisi politica e storica più serena ed oggettiva, per comprendere meglio vicende che negli ultimi anni non hanno certo avuto una valenza solo siciliana.
Il consiglio comunale di Palermo vede Forza Italia con 14 seggi (ne aveva 7 nella passata legislatura), il CDU con 7 (ne aveva ottenuti 4 alle passate elezioni comunali del 1997) ed il CCD con 2 (ne aveva 3). A questi vanno aggiunti i 2 seggi della lista Biancofiore - Liberalsocialisti - Democrazia Europea, i 3 di Alleanza Nazionale, i 3 di Nuova Sicilia.

A Trapani il nuovo sindaco è Girolamo Fazio, del centro destra, eletto al primo turno con il 60,1%.
Anche a Trapani, i partiti del centro destra aderenti al PPE arrivano ad avere 14 seggi su 30: Forza Italia con 6, CCD 4, CDU 2, lista Biancofiore 2.

Ad Agrigento, il risultato rischia di essere imbarazzante: il candidato sindaco del centro destra Aldo Piazza ha vinto con il 76% dei consensi. I partiti del centro destra aderenti al PPE raggiungono 20 consiglieri comunali su 30.

Il risultato elettorale deludente per il centro sinistra ha accentuato la polemica dentro la Margherita tra Clemente Mastella e la leadership di Francesco Rutelli. Mastella considera la gestione rutelliana eccessivamente "radicaleggiante" e scarsamente attenta alla cosiddetta "questione democristiana".
Inoltre, Mastella rifiuta lo scioglimento degli attuali partiti della Margherita in un unico, nuovo partito, annullando ogni differenza e autonomia.
Lo scontro politico con Rutelli ed i popolari sostenitori del partito unico pare inevitabile, date le differenze sostanziali che intercorrono con Mastella.


Francesco Butini
30 novembre 2001


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