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Reggio Calabria, 15 luglio 2002 Il 15 luglio 2002 è stata approvata, all'unanimità, dai Presidenti dei Parlamenti regionali e delle Province autonome, la presente Dichiarazione sulle Regioni e l'Europa. L'incontro si è svolto a Reggio Calabria. Si riporta il testo integrale della Dichiarazione. * * * I Presidenti dei Parlamenti regionali e delle Province autonome,
Richiamata la Dichiarazione di Madeira, adottata all’unanimità dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative regionali europee il 30 ottobre 2001, nella quale si propone: Posizione del Consiglio europeo Vista la Dichiarazione sul futuro dell’Unione europea adottata dal Consiglio europeo di Laeken il 15 dicembre 2001, condividendone lo spirito sull’opportunità di rafforzare il sistema di partecipazione e di decisone democratica in tutta l’Unione europea anche per il ruolo che l’Unione si prepara a svolgere nel cotesto mondiale; Considerato che la Dichiarazione di Laeken fa esplicito riferimento alle competenze legislative ed esecutive regionali quando pone alla Convenzione europea il quesito se occorra … “demandare in modo più marcato l’ordinaria amministrazione e l’esecuzione della politica dell’Unione agli Stati membri e, ove la loro costituzione lo preveda alle Regioni”, e … “se non occorre dar loro [alle Regioni] garanzie che le loro competenze non saranno intaccate” anche per "assicurare che un riassetto di competenze non si traduca in un ampliamento strisciante delle competenze dell’Unione, oppure in un’interferenza in settori di competenza esclusiva degli Stati membri e, laddove previsto, delle Regioni” ; Considerando che la Dichiarazione di Laeken, nel convocare la Convenzione europea ha stabilito come criteri di composizione della Convenzione di assicurare un peso doppio al livello parlamentare rispetto a quello governativo per ogni Paese membro, e che tale principio, in sede di nomina, non è stato applicato al livello degli osservatori di nomina del Comitato delle Regioni; Costatato quindi che i Parlamenti regionali non sono esplicitamente rappresentati alla Convenzione europea, pur detenendo essi quelle competenze legislative infrastatali evocate dalla Dichiarazione di Laeken; Posizione del Parlamento europeo Visto il Rapporto sul ruolo dei Parlamenti nazionali, gli emendamenti presentati e in particolare quelli volti ad assicurare l’allargamento della Conferenza degli organi specializzati in affari comunitari (COSAC) ai Parlamenti regionali e costatato il rinvio dell’esame della questione ad una successiva Relazione sul ruolo delle Regioni con competenze legislative e dei relativi Parlamenti regionali; Visto il Rapporto sulla ripartizione delle competenze approvato dal Parlamento europeo il 16 maggio 2002, con particolare riguardo:
a) alla proposta di ripartire le competenze comunitarie in proprie, condivise e complementari e di applicarvi i principi di proporzionalità sussidiarietà; Rallegrandosi per la decisione del Parlamento europeo adottata la stessa Relazione sulla ripartizione delle competenze del 16 maggio 2002 di modificare il proprio Regolamento per consentire ad una rappresentanza di Parlamenti regionali aventi capacità legislativa di partecipare regolarmente ai lavori della Commissione competente in materia di affari regionali; Considerando che il prossimo Rapporto sulle Regioni con competenze legislative avrà un ruolo importante nel dibattito anche in seno alla Convenzione circa le questioni evocate dalla dichiarazione di Laeken sulla partecipazione al processo decisionale comunitario e sul ruolo delle competenze legislative ed esecutive infra-statali; Posizione della Commissione europea Visto il Libro bianco sulla Governance approvato dalla Commissione europea nel 2001 in particolare sulla necessità di estendere il sistema di partecipazione anche alle fasi preliminari di formazione delle decisioni e di legificazione e circa l’opportunità di dare una veste legale al partenariato anche con le Regioni e gli Enti locali; Vista la Relazione al Consiglio dal titolo “Meglio legiferare” del 7 dicembre 2001 con cui la Commissione europea propone l’allargamento della consultazione, della collaborazione interistituzionale e il coinvolgimento dei diversi livello legislativi ed esecutivi nella formazione delle decisioni e della legislazione comunitaria anche a Trattati invariati; Posizione del Comitato delle Regioni Vista la Risoluzione del Comitato delle Regioni approvata a 5 luglio 2002 con cui il Comitato procede per intanto a proporre un proprio rafforzamento istituzionale, un maggior ruolo delle regioni e collettività locali senza tuttavia ancora affrontare le questioni poste dalla Dichiarazione di Laeken circa il rispetto dell’organizzazione costituzionale interna di ciascuno Stato membro e circa la ripartizione delle competenze legislative a livello regionale; Posizioni recenti di Parlamenti regionali europei Vista la risoluzione dei Parlamenti regionali tedeschi, orientata essenzialmente ad individuare i metodi per la migliore delimitazione delle competenze dell’Unione e per ridurre la sottrazione e l’invasione in competenze in capo ai Laender, in particolare per le proposte:
Dal punto di vista procedurale e giuridico
Dal punto di vista dell’organizzazione istituzionale
vista la Risoluzione dei Parlamenti regionali austriaci, del 27 maggio 2002 con particolare riferimento a:
vista la Risoluzione del Parlamento scozzese, con particolare riferimento alle proposte rivolte: Vista la Dichiarazione adottata dai Presidenti dei governi regionali europei nella riunione tenuta a Liegi il 15 novembre 2001, con la quale si propone una più importante coinvolgimento dei governi regionali nel processo decisionale comunitario, un più significativo ruolo del Comitato delleRegioni e un rappresentanza diretta delle Regioni con competenze legislative nella Convenzione europea; Visti le risoluzioni e i documenti approvati dall’Assemblea delle Regioni d’Europa, dal Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, dalla Conferenza delle Regioni periferiche e marittime, dall’Associazione delle regioni frontaliere d’Europa e dalle altre associazioni delle Regioni e delle collettività locali europee, unite nell’indicare nell’ampliamento della partecipazione dal basso alla formazione delle decisio ni europee la soluzione per rispondere al problema del deficit democratico; Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti regionali italiani e Assemblee regionali Richiamata la propria deliberazione di Torino del 21 marzo 2002, con la quale si chiede che le Assemblee legislative regionali e delle Province autonome siano rappresentate nella Conferenza degli organi specializzati in affari Comunitari (COSAC) e che in fase di attuazione della legge costituzionale 3/2001 di modifica del Titolo V della Costituzione sia prevista, per le materie di competenza regionale (ex art. 117 e Statuti speciali), la partecipazione delle stesse al Consiglio nelle sessioni deliberanti in merito; Richiamata la propria Dichiarazione di Venezia proposta il 5 maggio e approvata dal Congresso delle Regioni il 5 giugno 2002, con particolare riferimento alla previsione di un riconoscimento delle Regioni e delle Province autonome come partner dell’Unione, di rafforzamento della cooperazione tra Parlamento europeo e Parlamenti nazionali e regionali nonché di sollecitazione ai Parlamenti regionali europei di formulare proposte e richieste alla Convenzione; Richiamato il Programma di animazione del dibattito sulla Convenzione approvato dalla Conferenza dei Presidenti il 22 febbraio 2002, e il Programma dei Forum regionali approvato il 5 maggio a Venezia e le successive deliberazioni dei Consigli regionali o dei rispettivi uffici di presidenza; Richiamati le Deliberazioni e gli Ordini del giorno dei Consigli regionali del Veneto (7 maggio 2002), dell’Abruzzo (7 maggio 2002), della Toscana (7 maggio 2002), della Basilicata (8 maggio 2002) e dell’Emilia Romagna (9 maggio 2002) nonché dalla II Commissione del Consiglio regionale della Sardegna (5 giugno 2002), che convergono nel proporre:
- un riconoscimento nei Trattati dell’Unione delle Regioni e delle Province autonome con competenze legislative; Attuale posizione della CALRE Richiamati gli interventi pronunciati a nome della CALRE alla Convenzione europea il 25 giugno dal Presidente del Parlamento del Voralberg e al Comitato delle Regioni il 4 luglio dalla Presidente del Parlamento della Comunità francese del Belgio, che confermano le posizioni adottate a Madera dai Presidenti delle assemblee legislative regionali europee; Constatando che le posizioni espresse dai Presidenti delle Assemblee legislative regionali a Madera costituiscono ancora la base di partenza per i Presidenti della Assemblee regionali e per le Regioni con competenze legislative, anche per la redazione della prossima dichiarazione di Bruxelles della CALRE, prevista per il 29 ottobre 2002; Ricordato che della posizione espressa dai Parlamenti regionali italiani sarà tenuto conto nella redazione della proposta di dichiarazione della CALRE che sarà adottata a Bruxelles il 29 ottobre 2002 DICHIARANO Delimitazione delle competenze
1) che il principio di sussidiarietà non sembra essere sufficiente a delimitare in modo chiaro le competenze e che pertanto debba risultare necessario: Consiglio 2) che la parte del processo legislativo comunitario assicurata dal Consiglio sia svolta in una composizione (Consiglio legislativo) in cui partecipino le istituzioni dei livelli centrali, regionali o locali a cui spettano le competenze legislative o regolamentari stabilite dalle Costituzioni degli Stati membri; 3) che tale composizione sia assicurata sulla base delle Costituzioni nazionali non già dai governi o dalle istituzioni centrali degli Stati membri ma da un’autorità sopranazionale, come ad esempio la stessa Commissione europea; Parlamento europeo 4) che la modifica introdotta nel regolamento del Parlamento europeo circa l’allargamento della Commissione per gli affari regionali (RETT) a una delegazione di Presidenti di Parlamenti regionali sia integrata dall’introduzione di parere obbligatorio di detta Commissione in caso di coinvolgimento di competenze dei livelli legislativi regionali, così come definita nel Consiglio legislativo; Commissione europea 5) che la consultazione pre- legislativa da parte della Commissione europea sia effettuata a tutti i livelli dell’Unione, compreso il livello governativo e legislativo parlamentare regionale, dove previsto dalla Costituzione dello Stato membro; 6) che nei Trattati sia attribuita veste legale al partenariato; Comitato delle Regioni 7) di ritenere necessario che il Comitato delle Regioni modifichi la sua organizzazione interna in modo da rispondere alle singole questioni affidandole ai propri rappresentanti provenienti dalle corrispondenti istituzioni delle Regioni o Enti locali corrispondenti al tema da trattare, legislativo o regolamentare; 8) di considerare opportuno che il Comitato delle Regioni sia elevato al rango di istituzione, sia dotato di capacità di ricorso alla Corte di giustizia in caso di mancata consultazione e di sconfinamento delle altre istituzioni nell’ambito delle proprie prerogative; 9) di ritenere necessario che il sistema di nomina dei membri preveda, per ogni delegazione nazionale la cui Costituzione dello Stato membro preveda competenze legislative in capo alle Regioni, anche di Presidenti di Parlamenti regionali; Corte di Giustizia 10) di ritenere necessario che il procedimento di nomina dei giudici della Corte di Giustizia sia assicurata secondo metodi volti a garantire anche la partecipazione delle Regioni e delle Province autonome con competenze legislative; Carta dei diritti fondamentali 11) di ritenere necessario che la Carta dei diritti fondamentali adottata a Nizza sia integrata nei Trattati; Missioni dell’Unione 12) che tra le missioni dell’Unione europea il perseguimento della coesione economico e sociale sia integrata anche dall’aspetto territoriale e sia tenuto conto della diversità geografica, sociale e strutturale dell’Unione europea e quindi degli spazi insulari, montani e periferici, anche nella prospettiva dell’allargamento, della stabilizzazione nell’adriatico orientale, del processo euromediterraneo; 13) che le missioni di politica estera che saranno affidate all’Unione tengano conto e siano svolte dove opportuno e utile secondo la pratica della cooperazione decentrata e del partenariato regionale e locale, in particolare nel Mediterraneo e nello spazio dell’est europeo. Convenzione europea 14) che la constatazione dell’assenza nella Convenzione europea di Presidenti di Parlamenti regionali europei non contribuisce a facilitare il compito di comunicazione e consultazione reciproca tra Parlamenti regionali e Convenzione e invitano il Presidium ad rimediare a questa assenza di rappresentanza e di voce nel dibattito sull’avvenire dell’Europa in una sede istituzionale adeguata e consona al rango parlamentare; 15) la propria fiducia nella Convenzione che dovrà rispondere con coraggio e serietà alle domande poste dalla Dichiarazione di Laeken e che riguardano le competenze legislative regionali, il ruolo delle Regioni con competenze legislative e dei rispettivi Parlamenti; Conferenza delle Assemblee Legislative Regionali Europee (CALRE) 16) che la Dichiarazione di Madera deve essere considerata come punto di partenza comune per la preparazione della nuova Dichiarazione di Bruxelles e di ritenere necessaria una posizione comune che sia rispettosa del ruolo dei Parlamenti regionali in Europa e nell’avvenire dell’Unione; 17) che la Conferenza delle Assemblee Legislative Regionali Europee (CALRE) deve procedere, sin dalle prossime settimane, ad un rafforzamento politico, tecnico e organizzativo congiunto, e alla creazione di un struttura permanente comune, che faciliti la presenza dei propri rappresentanti nel dibattito in corso, lo scambio delle informazioni tra i Presidenti, il lavoro di documentazione e analisi preliminare comune; 18) di ritenere necessario che la CALRE stabilisca avvii un dialogo formale e permanente con il Parlamento europeo, con il Comitato delle Regioni e con la Convenzione europea.
I Presidenti,
[Il testo è stato approvato il 15 luglio 2002 a Reggio Calabria nella riunione dei Presidenti dei Consigli regionali e delle Province autonome]
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