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di Alessandro Mencarini Il Papa ha recentemente preso posizione sul sensibile aumento dei matrimoni in crisi e delle conseguenti separazioni e divorzi, invitando magistrati ed avvocati, di ispirazione cattolica, a non sentenziare o patrocinare le separazioni o di divorzi. Non ho il compito né, tantomeno la preparazione, per commentare il magistero della Chiesa, mi limito soltanto ad esprimere alcune riflessioni. Non v'è dubbio che la pace e la concordia familiare sia un bene immenso, non solo per i coniugi ed i figli, ma per l'intera società, quindi la tutela della famiglia è un dovere dell'intera collettività. D'altro canto noi cattolici abbiamo anche il dovere di essere, come tutti, degli ottimi cittadini, rispettosi, rispettosi delle leggi del nostro Stato; per cui appare, per chi svolge certe importanti funzioni, estremamente oneroso seguire tali insegnamenti, tenuto conto che, al contrario dell'aborto, non si uccide alcun essere umano. Forse un mezzo efficace sarebbe la scrupolosa attuazione, da parte dei nostri governanti, del dettato costituzionale che pone la famiglia a fondamento dello Stato democratico. Bisogna ammettere che finora i Governi non hanno riservato alla famiglia quella attenzione che meritava; gli assegni familiari sono troppo modesti, le agevolazioni fiscali dovrebbero essere migliori, i servizi sociali (asili nido, scuole, ecc) lasciano ancora a desiderare, senza contare il pesante problema della casa per i giovani che si sposano, che meriterebbero maggiori aiuti e contributi. Se si farà di più, per le nuove famiglie, i giovani avrebbero meno problemi nella vita quotidiana e quindi minori possibilità di attriti e maggiori coesione. Andrebbero però escluse, a mio avviso, quelle che famiglie non sono, comprese le convivenze che, non essendoci documenti certi, potrebbero favorire intrallazzi ed abusi con sperpero di denaro pubblico. Infine le ragazze madri, che hanno coraggiosamente scelto la vita per la loro creatura, rifuggendo dall'aborto, dovrebbero, a mio parere, essere tutelate al pari delle famiglie regolari. Occorre quindi che il Governo si faccia carico di una ancor più incisiva politica della famiglia, come vuole la nostra Costituzione repubblicana. Alessandro Mencarini 17 marzo 2002
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