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di Ivo Butini Il rito purificatorio della crisi formale del governo erlusconi si è concluso. Il lavoro non è stato perfetto perché qua e là emergono al sole residui di macchie. E' vecchio il tessuto o debole il detersivo? C'è una diffusione dello scontento. Siamo alla negatività del piacere perché ciascuno è contento dello scontento dell'altro. E' vero, tuttavia, che nulla è più mobile del bipolarismo all'italiana. Nel corso del rito propiziatorio delle consultazioni, il Presidente della Repubblica ha ricevuto 28 delegazioni. Con una galanteria procedurale, la senatrice Helga Thaler è stata ricevuta due volte: la prima con la delegazione del Partito Popolare Sud-tirolese (SVP), la seconda con la delegazione del Gruppo delle autonomie del Senato. Nel 1999, c'informa "La Repubblica", in occasione della crisi del primo governo D'Alema, l delegazioni annunciate erano state 29, ma qualcuna poi si raggruppò. Nella nuova, e stanca, Italia bipolare le cose vanno però in allegria. "A comic opera" scrive "The Economist", certamente sempre autorevole e un po' maligno nel vezzo di classificare le cose della politica italiana con riferimenti teatrali. Il teatrino della politica. Nemmeno la Francia sembra passarsela bene. Nemmeno il suo Presidente, un po' demodé, il quale, secondo Gilles Martinet, fa sull'Europa discorsi da anni Sessanta ("Corriere della Sera"). Barbara Spinelli scrive, infatti, della "nostra malattia francese" (sono permessi gli scongiuri di rito) e Giuliano Amato, più accorto, scrive del "malessere francese" (non sono necessari gli scongiuri di rito). Nell'articolo della Spinelli ("La Stampa") non una sola volta viene citata la "Costituzione" europea. Giualiano Amato, invece, la cita ben quattro volte ("Il Sole 24 Ore"). La prima, per dire che "il mal francese" (rieccoci!) può farmorire la "Costituzione" europea (scongiuro obbligatorio). La seconda, per dire che i motivi del disagio dei Francesi sono francesi, domestici, e che la "Costituzione" europea con quei motivi ha poco o nulla a che fare. La terza è una citazione d'autostima perché un'idea di Giuliano Amato in merito alla unicità del Consiglio legislativo fu lasciata cadere dai Governi. Al solito. La quarta e ultima rileva che il referendum sulla "Costituzione" europea appare l'occasione più ghiotta ai cittadini europei per manifestare il proprio scontento contro "l'Europa reale". Situazione paradossale perché i cittadini europei hanno ora l'opportunità di sostenere il tentativo di ridurre il deficit democratico dell'Unione Europea. Barbara Spinelli conclude con la citazione colta di Kojève, De Gaulle e Marx. Il filosofo Alexander Kojève, francese d'origine russa, aveva ricordato al Generale De Gaulle che l'èra degli Stati Nazionali era tramontata )agosto 1945). De Gaulle aveva però detto (giugno 1940) che la libertà francese sarebbe sopravvissuta "grazie al vasto Impero che aveva alle spalle". Indocina, Algeria e via dicendo, per capirsi. Carlo Marx era stato il solo ad avere l'ardire di promettere "la libertà nazionale assoluta". Un regno da fare impallidire gli individualismi libertini di oggi. Tutto scorre. Gilles Martinet teme che la Francia rischi il ridicolo e auspica "bagni d'umiltà e voglia di guardarsi dentro". Questo aspetta non riguarda soltanto la Francia Ivo Butini Aprile 2005
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