IL SECONDO MIRACOLO ITALIANO



In un articolo pubblicato su “Il Quotidiano Nazionale” nello scorso aprile l'on. Mario Segni scriveva che un vecchio signore gli aveva detto pochi giorni prima: “Ridateci la DC” – così, semplicemente. Pensava forse che gliel'avesse portata via l'on. Segni?

L'on. Segni è sempre stato convinto delle sue azioni. Non è un pentito. In Italia è un titolo di distinzione.

Nel 45° anniversario del 18 aprile 1948, una data che è parte delle glorie democratico-cristiane, si tenne, nel 1993, un referendum promosso dallo stesso on. Segni, che scrive: “quel referendum introdusse in Italia il maggioritario, spazzando via i vecchi partiti”. Quasi vero.

L'on. Segni sottolinea orgoglioso i risultati politici di quel referendum:
a) L'Italia conosce una stabilità che non aveva mai visto dai tempi di De Gasperi;
b) Il vergognoso strapotere dei partiti che decidevano tutto è stato ridimensionato.

Però … Però, scrive l'on. Segni, “è rimasto lettera morta il cambiamento della classe dirigente, che fu la vera molla della vittoria referendaria”.

Per l'on. Segni “la sinistra è vecchia e rissosa, anche se rispettabile”, mentre il centro-destra ha riempito il Parlamento “di riciclati e di yes-men”.

Siamo di fronte al secondo miracolo italiano: la grande stabilità politica, eliminati i vecchi partiti e nonostante la sinistra rissosa e i riciclati, evidentemente è merito dell'on. Berlusconi e dei suoi yes-men !

L'on. Scajola di Forza Italia ritiene che l'attuale sistema elettorale non garantisca appieno la governabilità. Ricordando che abbiamo in Italia cinque sistemi elettorali diversi, l'on. Scajola, riconosce che non si può tornare indietro al proporzionale puro, ma sostiene che questo sistema misto, maggioritario e proporzionale, va adeguato alle esigenze di governabilità.

E così, spariti i vecchi partiti, sono rimasti i vecchi problemi. Dopo 10 anni vien da pensare che, forse, abbiamo sbagliato tutto.

Non c'è rosa senza spine. Basterebbe ricordare quello che accadde nel corso della XII legislatura (1994-1996) e quello che accadde nel corso della XIII (1996-2001), ma non serve. L'on. Mario Segni è contento. Però … però si sono riaperte “le porte agli avventurieri”. E allora bisogna rifare la DC. Non la vecchia DC, chiaro, ma la prima DC, quella di De Gasperi, la prima o la vecchissima.

Se i tempi e gli uomini non sono più quelli, ma questi nati dal referendum del 18 aprile 1993 (e da qualcos'altro molto più importante), l'on. Segni ci proverà lo stesso. Se non lui, chi?

* * *

Mercoledì 7 maggio 2003, il combattivo quotidiano di Vittorio Feltri, “Libero”, pubblicò una pagina dedicata alla nascita del nuovo partito liberal-democratico. La pagina ospita due interviste, firmate da Paolo E. Russo quella all'on. Scognamiglio-Pasini e da Gennaro Sangiuliano quella all'on. Segni; e una notizia, ripresa da “Il Foglio” di Giuliano Ferrara: il prossimo 21 giugno nascerà il Partito Liberal-democratico.

Non sappiamo se è questa la DC che l'on. Segni annunciò di voler rifare nell'articolo dell'11 aprile. C'è comunque materia meritevole di attenzione.

L'on. Scognamiglio-Pasini è prudente: la nuova formazione sarà presentata “come un movimento, una associazione politica pre-partitica. Poi si vedrà”.

L'on. Segni è più preciso: “… io vinsi una lotteria straordinaria imponendo con il referendum (del 1993) un cambiamento epocale, ma non mi riuscì il secondo miracolo: quello di far nascere un partito liberal-democratico”.

La condizione per aprire speranze di successo è uno scherzo della storia: il metodo elettorale proporzionale delle elezioni europee.

L'on. Scognamiglio-Pasini annuncia, infatti, che il nuovo movimento o partito si presenterà alle elezioni europee del 2004 quando “gli elettori saranno chiamati a votare con il proporzionale e saranno svincolati dalla necessità di fare una scelta di campo. Potranno scegliere tra valori differenziali”.

Ci verrebbe da dire che il proporzionale è libertà. (Beh! L'abbiamo detto) e che il proporzionale tutela “i valori differenziali”. Un discorso serio.

Il nuovo movimento ha pubblicato un manifesto sui problemi della giustizia. Su questi problemi non ci resta che pregare il Signore implorando pietà per l'Italia.

L'on. Scognamiglio-Pasini richiama due temi di politica internazionale: l'atlantismo e l'europeismo. E fa due osservazioni precise:
1) “la sinistra ha un atteggiamento ambiguo rispetto all'atlantismo e nella Casa delle Libertà ci sono quelli che non sono atlantici fino in fondo”;
2) “la sinistra sbanda verso il pacifismo” e la destra esita “a tributare la giusta solidarietà agli USA” e divide l'Europa.

L'on. Segni avanza un concetto che giustamente ritiene “complesso”. Vediamo:
a) “Forza Italia e la Lega sono nati in rottura con i vecchi partiti centristi, la DC, il PRI, il PLI, il PSDI (il centrismo degasperiano), di cui hanno buttato via la storia e la tradizione politica”;
b) Lega e Forza Italia “si sono definiti nuovi. Salvo, poi, imbarcare schiere di riciclati”;
c) “Andava fatto, invece, l'esatto contrario, bisognava recuperare la tradizione del centrismo senza, però, tenere i riciclati”.

Nel discorso dell'on. Segni sembra chiara la distinzione tra centrismo e pentapartito. Il problema dei socialisti esiste comunque.

Quando l'on. Segni e l'on. Scognamiglio-Pasini (e quanti li seguiranno trovandosi nella loro condizione) daranno vita al partito liberal-democratico e si rivolgeranno agli elettori, non si sentiranno sicuramente riciclati, ma nuovi.

Se i problemi sollevati dall'on. Scognamiglio-Pasini e dall'on. Segni sono reali, come noi pensiamo, bisogna pure prendere in considerazione non il riciclaggio della classe dirigente ma la coerenza dei comportamenti e la fedeltà alle tradizioni cultural-politiche, che negli ultimi dieci anni non sono mancate.

I temi sollevati dall'on. Scognamiglio-Pasini e dall'on. Segni toccano interessi vitali del sistema politico, della democrazia e dello sviluppo in Italia. Sono insidiati però da una ossessione distruttiva diffusa nel Paese.

C'è un lavoro immenso da fare.

Proporsi di ripetere il successo della Lista Bonino nelle elezioni europee del 1999 è la necessaria speranza che sorregge l'impresa. E poi ?

* * *

CHI SONO

L'on. Carlo Scognamiglio-Pasini è stato Senatore della Repubblica, Presidente del Senato e Ministro della Difesa nei Governi D'Alema.

L'on. Mario Segni è stato deputato della DC per 5 legislature.
Nel 1994 fu eletto nella lista del Patto Segni alla Camera dei Deputati e al Parlamento Europeo.
Sottosegretario all'Agricoltura nel II Governo Craxi e nel VI Fanfani.

L'on. Claudio Scajola è stato sindaco DC a Imperia, deputato per Forza Italia, Ministro dell'Interno nel II Governo Berlusconi.


democraticicristiani.it
25 maggio 2003



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