Piazza del Gesù
La sede storica della Direzione Centrale della Democrazia Cristiana aveva sede in Roma a piazza del Gesù in un palazzo ubicato a ridosso del ghetto, denominato Cenci Bolognetti.
L'iscrizione sul grande portale indica il nome della famiglia Bolognetti che lo aveva ereditato nel settecento da un discendente di Bernardo, unico superstite della famiglia CENCI, fratello minore della più famosa Beatrice.
La famiglia CENCI fu, infatti, protagonista, nel tardo Rinascimento, di uno dei più macabri fatti di cronaca, del quale fu coinvolta anche Beatrice che per la sua bellezza ispirò pittori e poeti di tutto il mondo. Shelly ne fece anche il soggetto di una tragedia
Siamo a Roma, nell'anno 1599, quando l'11 di settembre Beatrice con la matrigna Lucrezia furono decapitate in Piazza di Ponte, nel Rione Sant'Angelo, il fratello maggiore Giacomo fu squartato, brandelli di carne gli venivano strappati con le tenaglie arroventate, secondo un'usanza del Medioevo e i pezzi appesi ad uncini, ed il fratello più giovane Bernardo fu condannato ad assistere alle esecuzioni e poi al carcere.
Ecco la storia della famiglia: siamo a metà del '500 quando il capo famiglia Francesco, sposò una Santacroce, dalla quale ebbe Beatrice e altri 11 figli maschi, molti dei quali con carattere prepotente e irascibile, tanto che tre morirono in duello giovanissimi.
Francesco, litigioso, tiranno, avaro, collerico, condannato anche per sodomia, proibì alla bellissima figlia di uscire di casa e di vedere chiunque per non darla in moglie ad alcuno, né volle offrirle la possibilità di entrare in un convento per non sborsare denaro.
Lucrezia, stanca di questa prigionia, insieme alla matrigna e due fratelli, decise di uccidere il padre a martellate mentre questi dormiva in una casa di proprietà della famiglia in montagna e per far credere ad una disgrazia lo buttarono giù dal balcone. Le lenzuola macchiate di sangue tradirono però i quattro assassini, che sotto tortura confessarono l'omicidio.
I quattro l'avrebbero fatta franca, facendo parte della nobiltà romana, se nello stesso periodo non ci fossero state altre due famiglie i Massimo e i Santacroce coinvolte a loro volta in omicidi per questioni familiari ed ereditarie.
Il Papa, Clemente VIII, stanco di questi scandali, volle dare un esempio per tutti: furono processati (dagli atti dello stesso risulta chiaramente che l'ispiratrice dell'omicidio fu Beatrice) e furono condannati.
I Cenci furono difesi dal famosissimo avvocato Prospero Farinacci, (1544-1618) celebre penalista dell'epoca, ma che ancora oggi viene ricordato per gli innumerevoli trattati di diritto privato, per i pareri legali ed una raccolta di decisioni della Rota romana. Consigliere della Sacra consulta sotto Clemente VIII, il Farinacci fu anche procuratore generale fiscale della Camera Apostolica sotto il pontificato di Paolo V.
Le spoglie di Beatrice Cenci sono ora poste sotto l'altare maggiore della chiesa di S. Pietro in Montorio dove ella stessa chiese di essere sepolta “…per essere lontana dai fantasmi della famiglia…”
Ogni anno l'11 settembre viene celebrata una S. Messa in suffragio nella Chiesa di S. Tommaso, che un tempo era sotto il patronato dei Cenci.
Piazza Nicosia
Il Comitato romano della Democrazia Cristiana aveva sede in piazza Nicosia, in un edificio sorto nel periodo fascista, dopo che la stessa piazza aveva subito, ad opera dell'architetto Piacentini, un completo assestamento funzionale.
La piazza prende il nome da un palazzo non più esistente, fatto edificare dal cardinale Orsini, arcivescovo di Nicosia.
Nel 1936 su progetto di Marcello Piacentini, il palazzo, unitamente ad altri edifici, fu abbattuto per la definitiva sistemazione del Lungotevere.
La piazza che, originariamente divideva in due tratti l'allineamento stradale che portava a Trinità dei Monti, perse così la sua originaria funzione urbanistica. Gli antichi edifici furono sostituiti da due moderni palazzoni, uno dei quali è stato sede del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana.
Al centro della piazza fu posta nel 1950 una fontana artisticamente molto importante. E'stata infatti la prima fontana pubblica della Roma moderna.
Fu costruita nel 1572 in piazza del Popolo su disegno dell'architetto Giacomo della Porta. Spostata più volte a metà del Novecento, la fontana è stata ricostruita in piazza Nicosia, ma di originale conserva solamente il grande catino marmoreo ottogonale.
C'è da osservare che i quattro tritoni che ornano attualmente la fontana del Moro a piazza Navona, furono originariamente scolpiti per questa fontana, ma essendo risultati sproporzionati rispetto alle dimensioni della vasca, furono collocati nella attuale posizione.
La predetta Piazza è, tuttavia, tristemente famosa per il noto attentato che negli anni di piombo fu oggetto la Democrazia Cristiana.
Siamo nel 1979 e l'inizio della campagna elettorale scatena la "guerra" politica tra gli estremisti. A Roma in piazza Nicosia viene effettuata una "Incursione proletaria" delle BR ed attaccata la sede della Democrazia Cristiana da un commando di 15 brigatisti tra cui quattro donne. Con armi in pugno ammanettano impiegati e funzionari, poi piazzano cinque bombe nella palazzina.
Nel ripiegare, mentre esplodono tre bombe, sono intercettati dalla polizia. Ne nasce un conflitto a fuoco a raffiche di mitra per coprirsi la fuga. Due agenti, Antonio Mea e Pietro Ollanu, restano uccisi. Sulle pareti con lo spray hanno lasciato i messaggi "Trasformare la trupa eletorale in guera di classe" (i 3 errori sono conformi alla scritta).
Piazza Don Luigi Sturzo
In Piazza Don Luigi Sturzo, sulla grande arteria della Cristoforo Colombo, vi è un palazzo già sede della Democrazia Cristiana.
Opera di Saverio MURATORI è un edificio a pianta chiusa, con un cortile centrale, da questi realizzato negli anni 1955-1958 a seguito della partecipazione ad un concorso ad inviti nel quale risultò vincitore a pari merito. Fu, successivamente, bandito un altro concorso tra i due concorrenti, risultando vincitore il Muratori.
Il Muratori (1910-1973), architetto di notevole espressione artistica e creativa, progettò in collaborazione con L. Quaroni e F.Fardello anche gli edifici dell'attuale piazza Guglielmo Marconi. Il suo programma “d'innesto delle forme della tradizione sugli schemi del movimento moderno”, volgevano ad un recupero lessicale dei valori storico ambientale. Ed è proprio sotto tale aspetto che risulta realizzato il palazzo della sede della Democrazia Cristiana.
Altra espressione di tale tendenza riscontrata nelle opere del Muratori, può trovarsi nei progetti da questi ideati e realizzati negli edifici dell'auditorium di Roma (1951) e nel progetto per un quartiere residenziale a Mestre (1960).
Il fabbricato posizionato nella piazza dedicata a Luigi Sturzo, è ubicato in una zona eccentrica ma di pregio della città, a breve distanza dal palazzo della Civiltà e del Lavoro, nel cuore cioè dell'EUR.
Il quartiere dell' EUR (Esposizione Universale Roma) fu iniziato nel 1931 per l'esposizione del 1942 e terminato negli anni '60 per le Olimpiadi di Roma. Attualmente si caratterizza per essere l'unico centro direzionale alternativo del Centro Storico.
Nella sua particolare forma pentagonale comprende varie tipologie edilizie: il complesso sportivo delle Tre Fontane, la zona amministrativa ministeriale, la zona museale espositiva, l'asse commerciale di viale Europa, gli insediamenti terziari degli anni 60 e 70 con la loro architettura “international style”, il Palazzo dello Sport con il laghetto ed i giardini, le tipologie residenziali, rispettose delle caratteristiche ambientali, le ville e l'ospedale.
Nel corso della sua storia, l'EUR si è imposto nel territorio con una funzione più ampia rispetto a quella per la quale era stato progettato, per cui anche se la sua posizione è prossima al G.R.A., di fatto ha una funzione semicentrale nel tessuto della città, proprio perchè riesce ad essere punto di contatto e di scambio tra Roma e le sue zone di espansioni.
L'edificio della Democrazione Cristiana, architettonicamente si impone come una costruzione fortemente caratterizzata con l'ampia gradinata e con uno splendido porticato che costeggia l'intero palazzo.
La sua strutturazione interna ne fa un organismo in cui la buona funzionalità, come grande ufficio amministrativo- rappresentativo di tipo unitario, si accompagna però ad un basso grado di sfruttamento delle superfici, per la presenza di ampi spazi usati come disimpegni.
Il lato principale è su piazza Luigi Sturzo (ingresso di rappresentanza) con accesso dal portico di cui è dotato il compendio; i due lati secondari hanno affaccio su via dell'Urbanistica e Viale dell'Astronomia.
Il fabbricato si articola su cinque piani fuori terra, oltre il piano terreno, e comprende due piani interrati di cui il primo utilizzabile ad archivi ed uffici ed il secondo ad autorimessa per una volumetria complessiva di mc. 53.383.
Al primo piano è presente una sala conferenze per circa n. 300 posti arredata e dotata di tutti gli impianti atti all'uso.
Massimo Curatolo
31 marzo 2002