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di Ivo Butini Michail Gorbaciov diventò Segretario Generale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica (PCUS) nel Marzo del 1985. Nel corpo stanco. dello Stato, della società e del partito introdusse due riforme: la ristrutturazione (perestrojka) degli ordinamenti e la trasparenza (glasnost) ossia libertà di dibattito politico. Nell'intento di trasformare l'Unione Sovietica e il suo Partito comunista li distrusse, felicemente, tutt'e due e aprì la-strada d'una nuova storia. Per quanto riguarda la vecchia storia, quella che entusiasmò i comunisti italiani, il quotidiano cattolico "Avvenire" del 31 ottobre ha pubblicato una nota da Mosca, dal titolo "La Russia si ferma e ricorda i crimini dello «stalinismo»". In tutta la Russia si era infatti celebrata la "Giornata delle vittime delle repressioni". Il Presidente Vladimir Putin aveva esortato, in un suo messaggio, ad accelerare le "riabilitazioni" e a non lasciare alcuna vittima ignota o dimenticata. Le amministrazioni di diverse regioni hanno annunciato la pubblicazione di documenti sulle repressioni avvenute nei loro territori. Il quotidiano cattolico riferisce che le vittime del comunismo in Russia sono calcolate intorno a venti milioni (di persone umane). Nel 1937-'38 furono condannate un milione e trecentomila persone delle quali oltre la metà furono fucilate subito dopo uno sbrigativo giudizio. Questo metodo non fu dimenticato di poi anche in altre parti del mondo. Nel corso della “Giornata delle vittime della repressione" si sono tenute numerose funzioni religiose di suffragio. Nel messaggio del Presidente Putin i nomi di Nicolay Vladimir Ilic Ulianov Lenin e di Giuseppe Stalin non sono stati citati. Forse a ragione, perché la responsabilità è dell'idea e del sistema più che delle persone. Non si tratta di deviazioni ma di applicazioni. Ora come allora. Per quanto riguarda la nuova storia, Michail Gorbaciov è intervenuto su "La Repubblica", sempre del 31 ottobre, in difesa del Presidente Putin, che è stato di recente oggetto di critiche, a varia intensità, anche a proposito dell'Italia, accusata di essere il luogo di nascita della mafia. Forse il Presidente russo legge i quotidiani italiani. Gorbaciov ha definito "infelici" sia la "battuta" sull'Italia sia quella sul Presidente d'Israele Katsav. "Sono state montate dalla stampa". La stampa, se è libera, non è mai neutrale. La Russia ha molti problemi in quello che Gorbaciov ha chiamato lo "spazio post-sovietico, ovvero il suo giardino di casa". Gorbaciov difende Putin con un argomento forte "io nei suoi panni ci sono stato e so quanto sia difficile". Non abbiamo dubbi. Ed esclude che Putin possa trasformarsi in un dittatore. La Russia che ereditò era un paese in preda al caos e per affrontare con urgenza un problema di quelle dimensioni Putin non ha potuto studiare sui manuali della democrazia. Nella storia del comunismo la democrazia è, come dire?, "roba relativa". Gorbaciov non risparmia critiche all'Occidente che, nel caso e in altri, spesso se le merita. La nuova storia, come si vede e si sa, non è stata, e non sarà, facile. Da noi c'è una storia immacolata, una storia dannata e una storia cancellata. Troppo facile. Anche per questo le cose, in Italia, vanno come vanno.
Sen. Ivo Butini
Questo articolo apparirà sul numero di novembre 2006 de « Il Centro », periodico del circolo di Politica e Cultura “Il Centro” di Livorno.
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