IL POPOLO E LE ISTITUZIONI

di Alessandro Mencarini


Molto spesso si parla della disaffezione del popolo, rispetto alla politica, più volte è calata la percentuale dei votanti ed il rapporto fra eletti ed elettori è scarso.

Durante la campagna elettorale i partiti di ogni schieramento politico, e quindi i loro rappresentanti, cercano di avvicinare il più possibile i cittadini, recepire le loro istanze ed assicurare la soluzione dei loro problemi, naturalmente cercando di convincerli a condividere le loro idee e quindi votarli.

Tale forma di democrazia, che abbiamo conquistato da più di 50 anni e che consente, dopo 5 anni, di approvare o bocciare l'operato dei rappresentanti eletti, presenta anche qualche anomalia.

Il colloquio che si instaura durante la campagna elettorale, cessa dopo le elezioni. Il candidato eletto, sia a livello nazionale che locale, non ha più il tempo ( e forse la volontà) di incontrare i propri elettori, informandoli sul proprio operato, raccogliendo i suggerimenti e le critiche costruttive, talvolta forse non tornando più nel collegio elettorale che lo ha eletto, assai lontano da quello in cui risiede, valga l'esempio di un senatore, eletto nella passata legislatura nel Mugello (provincia di Firenze), ma credo residente a Milano ed originario del Molise.

I cittadini conoscono l'operato dei loro eletti attraverso i mezzi di informazione, che talvolta sono anch'essi politicizzati e quindi non sempre obiettivi. Per quanto riguarda i partiti minori, avendo questi spazi minimi nei mass-media, si sa poco o nulla.

Eppure la vera democrazia sta proprio nel colloquio diretto tra i cittadini e coloro che sono stati incaricati di gestire al meglio la cosa pubblica.

Credo che tutti i partiti, specialmente quelli minori, se non vogliono rischiare la “fagocitazione” da parte degli alleati più potenti, abbiano interesse a mostrare, incontrando periodicamente i loro elettori, la bontà del loro operato, le difficoltà che trovano, le nuove problematiche maturate, i meriti e le responsabilità politiche ecc.

E' forse un'utopia? Spero che almeno in parte ciò possa essere condiviso.


Alessandro Mencarini
5 dicembre 2001


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