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Nel decennale della sua fondazione, Forza Italia ha prodotto un lungo documento intitolato "Carta dei Valori" che costituisce l'elaborazione di una sorta di carta d'identità del partito. Ne è stato elaborato un estratto chiamato "Le Idee Chiave della Carta dei Valori" che è oggetto di analisi in questo articolo. Due le parti del documento: "I nostri valori" ed "Il nostro progetto", ciascuno composto da otto punti. I valori Tra i valori, la libertà assume ovviamente il primato, e ad essa fa esplicito riferimento nel rapporto con il Liberalismo e il Cristianesimo: "La nostra idea di libertà si fonda sui diritti della persona umana cui il Cristianesimo ha dato un fondamento eterno e il Liberalismo un orizzonte politico". Per questo Forza Italia ritiene di avere profonde radici nella storia politica italiana, e fa esplicito riferimento a uomini quali Luigi Sturzo, Giovanni Amendola, Filippo Turati, Giacomo Matteotti, Gaetano Salvemini, Luigi Einaudi e Alcide De Gasperi. La centralità della persona umana è la chiave di volta per giustificare la propria concezione antistatalista: "per noi centrale nella storia e nella vita pubblica è solo l'uomo, la persona, l'individuo". Il rigetto di tutte le forme di totalitarismo si accompagna alla distinzione tra antifascismo e democrazia: "Siamo una forza antifascista, anticomunista, antifondamentalista" dichiara Forza Italia, e se ogni democratico è sicuramente un antifascista, non è assolutamente vero che un antifascista sia automaticamente un democratico. Vi sono alcune parole chiave ricorrenti: "moralità del fare", "creatività", "meritocrazia", "coraggio". Il rifiuto dell'assistenzialismo nel proprio progetto sociale porta Forza Italia a sposare la cosiddetta economia sociale di mercato: "la libertà di chi sta meglio (di poter produrre ricchezza) e quella di chi è rimasto indietro (di poter aspirare a nuovi traguardi sociali) stanno per noi sullo stesso piano". "Mercato ed equità sociale non sono affatto concetti antagonisti ma concetti gemelli. Il nostro liberalismo non è dunque 'selvaggio', ma sociale". Sempre nell'ambito del modello sociale proposta da Forza Italia, una delle parole chiave è il passaggio dal Welfare State alla Welfare Society: "una società nella quale privato e statale cooperino e competano nell'offerta dei servizi, formando insieme un unico sistema pubblico che offra un'ampia e libera possibilità di scelta per i cittadini e per le famiglie". Il progetto Forza Italia si pone come risposta alla crisi dei partiti della Prima Repubblica, come forza che nasce per colmare un vuoto di rappresentanza nel corpo elettorale. La principale caratteristica della svolta della cosiddetta Seconda Repubblica sta nella concezione della democrazia basata in primo luogo nel rapporto diretto tra premier e corpo elettorale. Non solo: "il Capo dell'Esecutivo deve godere del potere di nominare i ministri e sciogliere le Camere". I compiti del Capo dello Stato devono essere improntati al modello della Corona britannica: solo rappresentanza dell'unità della Nazione e dello Stato". Accanto al riconoscimento ed alla fedeltà alla Costituzione italiana, Forza Italia ritiene di poter avanzare proposte di modifica della Carta costituzionale anche nella sua prima parte, ritenendo alcune filosofie sociali e lavoristiche come datate e legate a concezioni collettivistiche e corporative, piuttosto che alle tradizioni liberali e democratiche. Nell'ambito dei rapporti tra i poteri dello Stato, "Forza Italia considera proprio dovere storico ricondurre la democrazia italiana nell'alveo di un normale equilibrio sistemico". Tutto ciò a fronte dell'evidente "usurpazione delle prerogative del potere Legislativo da parte del potere Giudiziario", producendo "gravi squilibri nell'armonia democratica". L'obiettivo è "superare l'autoreferenzialità dell'ordine giudiziario". Forza Italia ritiene dunque di costruire "un soggetto inedito per la storia d'Italia, unendo tre grandi aree politico-culturali: quella del cattolicesimo liberale e popolare, quella dell'umanesimo laico, liberale e repubblicano, quella del liberal-socialismo". Nell'ambito della politica estera, Forza Italia lavora "per unire, non per dividere i popoli e gli Stati d'Europa. Lavoriamo per unire, non per dividere l'Europa dagli Stati Uniti. L'Occidente è uno". "Siamo" scrive Forza Italia "per un'Unione dotata di una propria autonoma politica di difesa e di sicurezza. Ma tale autonomia non può essere vista come lo strumento per tornare a un ordine mondiale basato su un 'bipolarismo antagonista' nei confronti degli Stati Uniti bensì come la leva per poter assumere, in partnership con gli USA, autonome responsabilità politiche e militari cui finora l'Europa non è stata in grado di attendere". "Se la guerra fredda è finita, si è aperta un'altra severa minaccia per il mondo. Essa nasce dall'inedita combinazione di fondamentalismo, biotecnologia e terrorismo. Non è uno scontro tra civiltà: ma certa è una 'nuova guerra' di difesa della civiltà". Permane infine il rifiuto di una pace mondiale senza libertà: "ci può essere pace infatti anche nel deserto delle dittature". E la globalizzazione, che deve essere governata, passa sicuramente attraverso la solidarietà e la sussidiarietà, ma anche per la crescita della ricchezza nel mondo. Alcuni commenti Il documento "Le Idee Chiave della Carta dei Valori" presenta alcuni aspetti che meritano una certa attenzione. 1. Innanzitutto si nota lo sforzo di esaltare la dottrina del cattolicesimo liberale rispetto a quello che storicamente è stato chiamato cattolicesimo democratico: De Gasperi contro Dossetti. In questo quadro vi è pure lo sforzo di rappresentare fasce di elettorato che dieci anni fa trovavano espressione nei partiti costituenti la cosiddetta alleanza di pentapartito. In sostanza, le tre tradizioni del cattolicesimo politico, del liberalismo risorgimentale e del socialismo riformista condensate all'interno di Forza Italia, al netto della sinistra democristiana. 2. Forza Italia non nasce da una dottrina, ma da un vuoto politico: le classi dirigenti dei partiti costituenti il pentapartito si sciolgono, e l'elettorato resta solo. Forza Italia nasce in quel momento, con un rapporto 'forzato' di leadership personale per la battaglia elettorale del 1994. Tale resta nel corso dei dieci anni successivi. 3. L'attenzione verso il riequilibrio tra i poteri dello Stato, equilibrio stravolto dalla Magistratura che si sovrappone al Parlamento, ha le sue radici sempre nel 1994. 4. Molti sono i concetti che trovano eco nella tradizione democratico cristiana: la centralità della persona umana, l'economia sociale di mercato, la libertà della persona che viene prima dello Stato. 5. Vi sono alcuni punti che sono estranei alla tradizione democristiana italiana, ma più vicini ai partiti attualmente aderenti al Partito Polare Europeo: per esempio, il rapporto leaderistico tra premier ed elettorato. Sono evidenti i riferimenti ad una Repubblica basata sulla leadership tipo quella di Aznar in Spagna. 6. La politica estera di Forza Italia è ancorata con forza all'alleanza con gli Stati Uniti, svolgendo un'analisi dell'attualità internazionale molto simile a quella d'oltre Atlantico: minaccia del terrorismo internazionale, unità dei destini dei popoli e degli Stati dell'Occidente, difesa di Israele, politica estera e di difesa europea autonoma ma in partnership con gli USA. democraticicristiani.it(F.B.) 8 aprile 2004
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