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di Ivo Butini I democratici cristiani sono davanti ad un quesito serio: dopo aver perduto il partito, perderanno anche la loro cultura politica? "Famiglia Cristiana" ha scritto che la Margherita ha posto fine a storie politiche diverse. A parte i sentimenti e le nostalgie degli antichi ex-democristiani, per i quali è cambiato il mondo, i giovani cresciuti nell'ultima DC e nel "breve" partito popolare sembrano non fare nessuna fatica, scrive "Famiglia Cristiana", ad ammettere che è finita, anche per la Chiesa, non solo la stagione, ma addirittura l'opportunità d'un partito cattolico. Il settimanale riconosce che questo può "sconvolgere" molte persone anziane, ma osserva, preziosamente, che non si poteva continuare a "difendere la soglia del 4% come ultimo baluardo di una storia un tempo grandiosa". "Famiglia Cristiana" introduce una distinzione sottile tra le questioni soltanto sociali, economiche e politiche in "senso stretto" e le questioni che, "a volte", sono anche etiche "soprattutto nel campo medico-scientifico o della difesa della vita, della famiglia, dell'educazione dei giovani". A proposito delle questioni "anche etiche", si chiede quanto peserà nella Margherita la componente cattolica. Il quesito è specificamente confessionale. Ci interessano alcune domande, per recuperare lo sforzo critico e le responsabilità politiche. Perché il Partito Popolare si è ridotto alla soglia del 4% dopo aver ereditato la DC che era al 29,4% "solo" dieci anni fa, i dieci anni vissuti a sinistra? Perché non si discute anche dell'esperienza dell'Unione Democratica Cristiana, vissuta invece nel campo dove si è trasferita la grande maggioranza dell'elettorato che fu democratico-cristiano? Questa non è una questione etica, né un'emozione nostalgica. E' il problema politica della responsabilità storica, dove pure qualche elemento di etica ci potrebbe stare. La cultura democratico-cristiana elaborò una visione generale della società e dello Stato, dello sviluppo e delle relazioni internazionali. Il "sentire cattolico" rischia di trasferire nel privato la fede cercandone la protezione negli ammortizzatori amministrativi, nel finanziamento pubblico e nella proibizione penale. Noi crediamo che la DC finì quando nacque il Partito Popolare e il Partito Popolare finì quando nacque l'Ulivo. E' tempo che ce ne facciamo una ragione adulta tutti quanti noi che abbiamo promosso varie Associazioni politico-culturali. Bisogna respingere l'insidia sottile della "unilateralità" nella quale continua a vivere quella che fu la tentazione grande delle ex-correnti democristiane. Abbiamo dimenticato che il tralcio non può dar frutto senza la vite? Continuiamo a sperare che sia possibile richiamare elementi culturali comuni per essere, domani, politicamente influenti per virtù autonoma. Se non serve, non serve. Aiuteremmo però la tendenza a fare un dogma della divisione cattolica e della dispora democristiana. Perché solo ai cattolici è sconveniente cercare l'unità. Agli altri, no. Anzi. La sconfitta non è una scelta, è il frutto della debolezza. Sarà duro per i cattolici italiani scoprirsi un "corpo intermedio" nella società che viene formandosi nei tormenti delle lacerazioni presenti. Sarà duro anche per la Chiesa.
On. Ivo Butini 3 aprile 2002 [Riferimento: Famiglia Cristiana - 31/3/2002: "Margherita, che farà il petalo cattolico?"]
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