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di Ivo Butini Alcuni, che si ritengono parte della classe autorevole del Paese, giudicano l'on. Silvio Berlusconi causa della crisi della democrazia in Italia. Altri, meno interessati all'autorevolezza di classe e più attenti alla realtà di persone e cose, pensano che l'on. Berlusconi sia invece l'espressione della crisi della democrazia italiana che si manifestò prima che l'on. Berlusconi scendesse in campo. Dopo un duello quasi decennale gli autorevoli giungono a mettere in forse, a cuor leggero, il fondamentale principio della sovranità popolare. La sovranità popolare potrebbe produrre, nientemeno, che la dittatura della maggioranza. In una polemica, lontana quasi sessant'anni, tra Guido Gonella e Giacomo Perticone sulla democrazia, il Perticone sosteneva che era sbagliato considerare la dittatura del proletariato contraria alla democrazia. Se il proletariato, scriveva Perticone, è la classe egemone, la dittatura del proletariato è in effetti l'sercizio dell'autogoverno della classe egemone su se stessa e quindi è la democrazia. La crisi, così nelle persone come nelle società, sono originate da una rottura. Tra il 1992 e il 1994 avvenne in Italia una profonda rottura. Si alterò l'equilibrio dei poteri costituzionali. Molti partiti della maggioranza storica del Paese furono eliminati al di fuori dei processi elettorali. Si sostenne il principio, e si attuò la prassi, del rifiuto moralistico-ideologico d'un voto popolare. Se questa non è una crisi della democrazia, cos'è la democrazia ? On. Ivo Butini12 maggio 2003
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