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di Ivo Butini C'erano poche persone presenti a Roma il 19 agosto alla commemorazione del 47° anniversario della morte di Alcide De Gasperi. Lo scrive, così titolando, il primo quotidiano d'Italia. Anche i commenti, assai meno numerosi delle persone presenti a Roma, apparsi su qualche giornale, esprimevano opinioni burocratiche, omaggi convenzionali e qualche volta impropri per difetto di motivazione. La DC non c'è più. Fuggito o disperso o appartato l'elettorato che la fece grande e potente ed assicurò il successo della politica di Alcide De Gasperi. Qualche giorno fa, a Malga Porzus, si abbracciarono Giovanni Padoan e don Redento Bello, che nel febbraio 1945 furono rispettivamente commissario politico della Brigata Garibaldi il primo e Cappellano della Brigata Osoppo il secondo. "Qui, oggi, finisce la guerra" hanno detto. Lì, la storia ha però taciuto a lungo. E non si è mai fermato il rastrellamento della memoria. Oggi gli Ebrei sembrano passati di moda. E torna la richiesta della condanna del sionismo come razzismo. Quel sionismo che si oppose al razzismo più feroce che fu l'antisemitismo. Qui la storia non ha taciuto, ma chiarezza non c'è. L'Osservatore Romano ha dato notizia che il Sindaco di Mosca, Yuri Luzhkov, ha annunciato l'iniziativa di istituire un museo per non disperdere la memoria dei "gulag" e degli orrori del regime comunista. La sede dovrebbe essere posta nella via Petrovka, in pieno centro di Mosca. La commissione per la riabilitazione delle vittime del comunismo, istituita in passato dall'ex-Presidente Boris Yeltsin e diretta dall'accademico Alexsandr Iakovlev, è stata recentemente incoraggiata a proseguire la sua attività dal Presidente Vladimir Putin.
Si è letto, nell'ultimo giugno, di un'intervista alla "Welt am Sonntag" di Helmut Kohl che diceva tra l'altro: "La gente tende a dimenticare, ma io credo che il dovere di un politico sia di ricordare. E chi ricorda cosa è stato il comunismo sul suolo tedesco, non può accettare che i simpatizzanti di quel sistema entrino nelle istituzioni di un Paese democratico. Per questo sento il dovere di fare qualcosa contro i neocomunisti e contro chi apre loro le porte". Non confondiamo la nostalgia con la storia. La storia è magari una posteriore lettura critica della politica. La politica è però la lettura critica del presente per spingere avanti la civilizzazione umana. L'Associazione dei democratici cristiani dovrà pur fare, in questo senso, politica. Per reagire all'a-storicità della politica corrente e per contrastare la politica degli impulsi violenti e dei cinici silenzi. La storia non è finita. Sembra confermata la teoria dei corsi e ricorsi.
On. Ivo Butini 30 agosto 2001
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