LA DIMENSIONE SOCIALE DELL'ECONOMIA ED I VALORI DI SOLIDARIETA'

di Federico Cesaro


La società attuale e le rapide trasformazioni in corso degli assetti economici e politici mondiali pongono frequentemente dei problemi che solo apparentemente sono inconciliabili con lo sviluppo economico e tecnologico e con quello relativo alla produzione di ricchezza ed alla sua distribuzione tra i vari soggetti di una nazione.

Certamente compito dell'economia e quello di sviluppare modelli che siano particolarmente efficienti, con i quali risparmiare risorse e massimizzare i profitti di una azienda o di una nazione, nella sua generalità. Ciò porta fatalmente a ricercare quelle soluzioni, sul piano pratico e su quello pragmatico, finalizzate ad introdurre meccanismi di automazione spinta dei processi produttivi o, peggio, intese a trasferire il fattore lavoro presso mercati più convenienti ove minori sono le garanzie occupazionali, assistenziali e previdenziali a favore dei lavoratori.

Alla base di tale modello postindustriale c'è un modo ancora eccessivamente deterministico di considerare lo sviluppo che porta, inevitabilmente, ad appiattire i nuovi modelli su posizioni arcaiche basate sul consumo e su logiche "egoistiche" di mercato che, ancora una volta, non riescono a cogliere la dimensione di istituzione sociale del mercato, basata non sullo scambio economico delle transazioni svolte, bensì sul complesso di regole intese a realizzare una più ampia giustizia sociale mediante l'equa distribuzione della ricchezza e, quindi, degli oneri connessi al funzionamento della società.

E' nell'assenza di questa visione autentica di universalità che è possibile riconoscere i limiti dell'attuale capitalismo liberista, di per se non compatibile con i valori di solidarietà, perché riferito in assoluto alla sola logica della competizione economica.

Se, infatti, obiettivo del capitalismo è sul piano economico l'affermazione individuale, questa si può conseguire solo sottoponendo ed escludendo i potenziali concorrenti, evitando qualsiasi forma di convergenza e di reciprocità tra le persone.

L'evoluzione oligopolistica ed, al limite, monopolistica non consente di parlare di mercato perfetto, genuinamente concorrenziale; tale circostanza impedisce di fatto l'accesso libero nel mercato a molti potenziali operatori, limitando l'attuazione di quel principio di universalità che è alla base di una competizione economica corretta.

Inoltre, dall'analisi degli alti tassi di disoccupazione, ormai crescenti in tutto il mondo, deriva per la società attuale la vera dimensione del problema, che è quella di un quadro economico che non si riesce più a correggere, correlandolo con valori avanzati di solidarietà e di scambio tra i popoli.

Così finisce che i poveri diventano ancora più poveri ed i ricchi accrescono, oltre ogni accettabile limite, il loro benessere.

Anche i due mondi, quello economico e quello sociale, si ignorano volutamente, proponendo il primo un sistema di lavoro quasi sempre disumano al solo scopo di produrre grandi quantità di ricchezza mal distribuita ed il secondo producendo sterili stimoli nella ricerca di soluzioni politiche di tipo sociale, al fine di attenuare i danni derivanti da un sistema economico condotto, come indicato, in modo fortemente deterministico nell'affannosa ricerca dell'efficienza e del risparmio di energie e di risorse.

In prospettiva, viceversa, di un mondo in cui tutti pagano le tasse, rispettano le leggi e nel quale non esistono egoismi (nel senso che nessuno bara a danno degli altri, creando in tal modo le condizioni di imperfezione del mercato) si può allora operare secondo i canoni tradizionali dell'economia di mercato libero con il conseguente potenziamento del nucleo di relazioni che nasce proprio in virtù del funzionamento del mercato stesso.

E' nella piena consapevolezza e percezione di tali problemi che è possibile ricercare tra le varie soluzioni alternative quella ritenuta in grado di far funzionare il mondo in maniera certamente più efficiente e con maggiore partecipazione alla ricchezza prodotta.

1-. Sviluppo di un sociale di maggiori dimensioni: rapporti tra economia, fiscalità ed etica

I principi alla base di una corretta fiscalità impongono ai paesi maggiormente avanzati sotto l'aspetto sociale ed economico di sostenere le motivazioni del profitto, sempre presenti nei processi di sviluppo di una società civile, con interventi correttivi da affidare allo Stato al fine di attenuare quei comportamenti basati non su motivazioni ideali, bensì su motivazioni interessate, quasi sempre legate all'accumulazione di ricchezza ed all'egoismo.

Sembrerebbero superate nella società contemporanea, oggi fortemente tecnologica e con processi di automazione avanzata in atto, anche quelle preoccupazioni di ordine organizzativo e finanziario delle aziende sulla base delle quali venivano sottolineati in passato come i criteri di distribuzione della ricchezza, avvenendo attraverso i soli interventi correttivi affidati allo Stato, potessero ingenerare concreti pericoli per l'efficienza delle aziende stesse in ragione dei più alti livelli di oneri a loro carico.

Attraverso l'automazione dei processi produttivi, l'aver ridotto l'incidenza del costo del fattore lavoro ai più bassi livelli ha garantito certamente l'aumento di redditività del capitale investito, ma ha di fatto impedito il conseguimento di risultati migliori derivanti dal venire incontro alle necessità di ampi strati di popolazione maggiormente deboli ed emarginati.

In assenza quindi di una attività economica in grado di riconoscere le esigenze dei più svantaggiati, è ancora di più fondamentale il ruolo dello Stato che dovrà garantire il sostegno allo sviluppo e, principalmente, quelle finalità di interesse sociale a cui riferire anche l'impegno delle risorse della collettività.

In tal senso il progetto di revisione del sistema fiscale si pone l'obiettivo di rendere coerente la logica del produrre con quella del condividere, ma sempre entro i limiti compatibili con l'egoismo di ciascuno.

Tale favorevole condizione si realizza da una parte solo correlando il momento della produzione della ricchezza con quello della sua destinazione e, dall'altra, favorendo le attività volontarie di natura collettiva, mediante un investimento di singole risorse a vantaggio della collettività.

In questo senso i modelli di organizzazione nella società attuale vanno al di là del solo concetto di efficienza, ritenendo che un sistema economico può essere bene supportato da una macchina, qualora risulti migliorato il senso di partecipazione tra gli uomini, anche in termini di accessibilità alla ricchezza prodotta.

Il proporre una nuova dimensione dell'economia e delle forme di condivisione della ricchezza o del reddito non al momento della distribuzione ma al momento della loro produzione, può suscitare forti perplessità qualora si ritenga impossibile realizzare nuove procedure di prelievo che siano basate e supportate da un sistema fiscale, sufficientemente semplice ed universalmente applicabile.

Certamente, la soluzione del problema non è semplice in quanto passa attraverso la modifica sostanziale dell'assetto istituzionale, sia economico che sociale, a cui riferire la diminuzione delle ineguaglianze in presenza di un reddito crescente di pochi soggetti individuali o collettivi, quali le aziende e le associazioni di imprese, basato, come si è detto, sugli aumenti di produttività connessi all'automazione dei processi ed alla diminuzione dei costi degli stessi.

Tale fatto sottintende il diffondersi, quindi, di una nuova concezione della vita sociale che sia fortemente modificativa degli egoismi della cultura contemporanea che consente al massimo, come è noto, talune forme di solidarietà forzata portatrice di interessi che non sono dell'intera collettività.

Da tali considerazioni può, quindi, nascere una nuova considerazione del rapporto tra fiscalità ed etica che si fonda sul bisogno di migliorare la partecipazione dei cittadini alla produzione della ricchezza ed alla sua somministrazione secondo modelli rappresentativi di un mondo certamente partecipativo.

2-. La ridefinizione del sistema dei tributi, base di una riforma del sistema fiscale finalizzata a nuovi valori dell'economia.

La prospettiva di un nuovo sistema economico e sociale deve integrarsi profondamente con lo sviluppo di una nuova coscienza in materia fiscale, che alla luce delle considerazioni qui espresse, potrà trovare un terreno fertile su cui incentrare lo studio della stessa economia futura.

In linea con le considerazioni esposte nel precedente paragrafo, si intende in questa sede, portare il dibattito sulle attività da promuovere per la realizzazione di un nuovo sistema fiscale e di riscossione delle imposte, già in parte ipotizzato nel documento "Direttrici di una nuova riforma tributaria basata su un diverso sistema di tassazione e di un nuovo modello organizzativo delle strutture", che al di là di ogni arido schema concettuale di tipo utopico ha trovato ampio riferimento e la sua motivazione nei principi alla base della proposta per una economia di solidarietà che, come è noto, si traduce in rapporti economici innovativi tra gli uomini che riscoprono, nel rispetto assoluto della libertà e della coscienza di ognuno, la fraternità universale ed i più ampi valori di partecipazione ai bisogni collettivi.

Con il citato studio è stato previsto il radicale ridisegno dell'organizzazione tributaria alla luce di un risanamento ormai indifferibile del sistema fiscale. Il suddetto sistema è, in frequenti casi, causa di squilibri e disuguaglianze sul piano economico e sociale della nazione.

Con il modello proposto, viceversa, si intende ricondurre gli attuali sistemi virtuali di captazione dei fenomeni impositivi al sistema economico reale, per garantire l'ordinato sviluppo della società in un'ottica moderna e secondo modelli economici e sociali certamente avanzati.

Va brevemente illustrato il nuovo modello tributario proposto che è basato su un prelievo generalizzato delle imposte con il sistema della ritenuta d'imposta a titolo di acconto, operando lo stesso su tutti gli atti e quei processi economici che comportano un movimento finanziario o l'utilizzo della moneta.

Il modello è riferito, tra l'altro, anche agli attuali meccanismi di riscossione dell'imposta sui consumi e, transitoriamente, su un imposta immobiliare applicata in sede locale, applicabile fino al momento dell'estensione a regime della nuova imposta.

Il sistema prevede, inoltre, la soppressione di tutti i tributi generali e locali non più necessari e si incentra, quindi sulla presentazione di un'unica dichiarazione dei "redditi" da parte del contribuente per la determinazione del saldo dell'imposta ovvero del rimborso dell'eccedenza.

La modifica dell'attuale sistema fiscale riguarda, in sintesi, le modalità di riscossione della ritenuta d'imposta a titolo d'acconto al momento di ogni transazione commerciale che comporti movimenti di denaro o di valuta ovvero all'atto del deposito presso qualsiasi soggetto autorizzato al prelievo; quest'ultimo potrà incassare l'imposta in qualità di sostituto di imposta per conto dell'ente esattore.

La ridefinizione del sistema dei tributi impone, a sua volta, anche il contestuale riordino dei sistemi di esazione tenuto conto che il sistema attuale prevede la riscossione per la generalità delle imposte per versamento diretto ovvero per ruolo a mezzo esattore.

Stabilendo, quindi, l'obbligo del prelievo al momento del versamento o del deposito presso un qualsiasi sportello bancario o presso qualsiasi altro ente abilitato alla raccolta del risparmio o deputato ai normali meccanismi finanziari di scambio della ricchezza (risparmio postale, cooperativo, ecc.), andrà applicato in via generale il sistema della ritenuta d'acconto o di ritenuta alla fonte anche a titolo definitivo, con funzione di sostituto d'imposta da parte di colui che effettua tale ritenuta.

Lo sviluppo telematico unitamente alla normalizzazione ed al potenziamento del sistema di prelievo potranno, quindi, consentire il versamento dell'imposta trattenuta a beneficio del Tesoro in tempo reale.

I contribuenti, a loro volta, saranno tenuti alla presentazione di un'unica dichiarazione con l'indicazione del reddito imponibile, delle somme precedentemente pagate a titolo di ritenuta di acconto e del saldo, fornendo in tal modo gli elementi necessari per il controllo anche nei confronti dei sostituti che hanno operato le trattenute sui versamenti e sui depositi effettuati.

3-. Le caratteristiche di base del nuovo sistema impositivo

Il sistema trova concreta applicazione riconducendo l'analisi degli elementi e dei flussi di reddito alle giuste fonti che hanno determinato la potenzialità economica ascrivibile a ciascuna persona; in tal senso anche i redditi diventano reali ed è possibile convenzionalmente riportarli a ciascun cittadino, con prelievi alla fonte analoghi a quanto oggi esercitato nei confronti del lavoro dipendente e del lavoro autonomo nei casi previsti a carico dei vari sostituti d'imposta.

In questo nuovo scenario dovranno, per equità, essere mantenuti meccanismi di prelievo progressivo, da attuare a conguaglio in sede di dichiarazione, al fine di garantire il principio di equità e giustizia sancito dalla costituzione nazionale.

La migliore distribuzione del carico fiscale determinerà, come è ovvio, anche la riduzione dei livelli di "oppressione fiscale", che oggi derivano, per lo più, dalla numerosità e dalla frequenza degli adempimenti di tipo tributario e previdenziale.

La riduzione è quindi ottenibile mediante l'eliminazione delle imposte non più necessarie e dei corrispondenti adempimenti inutili; potrà essere resa maggiormente incisiva agevolando il contribuente nella predisposizione degli atti relativi alla dichiarazione della propria posizione contributiva, fornendo allo stesso, in via preventiva, tutti quegli elementi già in possesso dell'anagrafe tributaria, sulla congruità e completezza dei quali il contribuente dovrà esprimersi in sede di dichiarazione stessa.

Il processo di modernizzazione del sistema tributario dovrà basarsi, ovviamente, su concreti interventi di automazione per lo sviluppo integrato delle attività di riscossione dei tributi e dei rimborsi; dovrà consentire, inoltre, anche la razionalizzazione, in fase operativa, di tutte le attività di gestione del nuovo sistema per garantire assoluta trasparenza agli atti ed ai provvedimenti emessi dagli uffici in fase di accertamento e controllo delle dichiarazioni non congruenti con i dati in possesso dell'Anagrafe tributaria.

E' necessario, a questo punto, ribadire che analizzando, sotto l'aspetto fiscale, ogni atto, fatto o processo economico che comporta o presuppone un movimento di liquidità potrebbe significare eliminare anche quelle incongruenze che si verificano allorquando qualsiasi soggetto dichiara al fisco un reddito non corrispondente al suo tenore di vita. E' pertanto corretto considerare "reddito" ogni manifestazione riferita, in forma parametrica, alla capacità economica e contributiva di ciascun soggetto e quindi connessa al livello dei consumi, ovvero correlata all'acquisto di beni, ai depositi a qualsiasi titolo effettuati nonché riferibile alle transazioni che presuppongono un movimento finanziario di qualunque natura e specie.

Inoltre, poiché ogni bene è convertibile in moneta, è di tutta evidenza che i nuovi meccanismi di prelievo consentiranno di incidere sensibilmente sui livelli di evasione; si potranno, altresì, intercettare anche gli introiti illegali "sommersi" e quant'altro.

In tale nuovo scenario, si modifica sensibilmente la correlazione tra la quantità di prelievo tributario - conseguente al maggiore onere a carico delle categorie economicamente più facoltose - ed il livello di servizio complessivamente fruibile da ciascun cittadino; ciò porta inevitabilmente a ritenere che per alcune delle fasce sociali più facoltose venga ad accrescersi la percezione del sacrificio, riferito alla misura soggettiva dell'onere tributario, con la conseguente attenuazione del senso di solidarietà nei confronti delle categorie meno abbienti.

E' evidente che la suddetta nozione di sacrificio, intesa quale strumento di misura dell'onere tributario, può risultare apparente se, evitando di perseguire criteri astratti di uguaglianza utilizzando il sistema delle imposte, si riduce il livello di prelievo, commisurando equamente il sistema delle spese - e quindi la formazione del fabbisogno di cassa del settore statale - a quello delle entrate tributarie , in fase di copertura di detto fabbisogno.

In un primo momento tale circostanza comporterà, tuttavia, la riduzione dell'impegno dello Stato nel settore dei servizi, in particolare di quelli ritenuti meno essenziali;. dall'altra, tuttavia, l'evoluzione della società contemporanea, la modificazione delle tipologie di lavoro e l'automazione dei processi produttivi, con la conseguente riduzione graduale del tempo dedicato al lavoro stesso e la maggiore disponibilità del tempo libero, potranno essere di stimolo all'ulteriore sviluppo e, quindi, certamente accrescere il senso di solidarietà presente concretamente nel Paese e che già oggi si manifesta in quasi tutte le attività di volontariato realizzate in campo sociale.

4-. Strategie e politiche di bilancio in fase di revisione del sistema economico e sociale.

Il miglioramento dei processi di funzionamento dello Stato in tutte le articolazioni funzionali (servizi) e territoriali (centrali e periferiche) è indispensabile per poter superare l'attuale crisi del sistema economico e sociale, divenuta oramai di tipo istituzionale oltre che finanziario e che non può essere superata con gli strumenti vigenti dei sistemi economici contemporanei.

Certamente con strategie e politiche di bilancio innovative si deve poter migliorare il rapporto tra cittadini e lo Stato garantendo non solo sul piano formale trasparenza di comportamenti e controlli spesso solo enunciati ma verificando il persistere di quel contratto o patto sociale che unisce lo Stato ed i cittadini e che consente di tenere livelli di sviluppo competitivi anche rispetto ad altri Paesi più evoluti. Con le suddette nazioni è necessario condividere un progetto unitario di partecipazione ai diritti, ai doveri nel rispetto delle stesse regole, ma anche sotto l'aspetto quantitativo che qualitativo di medesimi servizi sociali erogati.

In tale ottica il "bilancio di uno Stato" si pone quale strumento indispensabile per conseguire un giusto equilibrio tra le varie fasi di avanzamento del progetto di revisione del sistema economico e sociale, nel senso che i diversi interventi possono essere programmati armonizzandoli a quei fondamentali principi di solidarietà già enunciati nei precedenti paragrafi.


Federico Cesaro
18 febbraio 2002


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