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di Ivo Butini Si legge che l'on. Pietro Folena considera un'intervista dell'on. D'Alema di "stile Mosca 1938" e il clima DS "da resa dei conti". Fra epuratori succede. E' giusto ora che tocchi a loro. Si legge che il Presidente Prodi si nega a ogni incontro con l'on. D'Alema. Finora. L'on. Prodi rimprovera all'on. D'Alema "un insostenibile, incrontrollabile desiderio di dare le carte". In verità, l'on. D'Alema a Prodi dette anche i voti e la forza. Poi glieli tolse. E' dubbio, però, che tutti i torti siano di D'Alema.
Perché l'Ulivo nacque per far fuori l'on. Berlusconi che aveva due torti. Il primo, quello di essere Berlusconi. Il secondo, quello di avere bloccato l'operazione Occhetto-Martinazzoli (più l'ausiliario Segni) nel corso dell'indignazione morale del 1993-1994. Poi D'Alema si riprese i voti. Non è chiaro se si riprese anche la forza. All'inizio sembrò, ma poi ... Poi cominciò un periodo oscuro e l'indignazione degli indignati rifluì. Rifluì tanto che, dice Folena indignatissimo, siamo arrivati al 1938. Per i giovani, a Stalin.
Buon sangue non mente. Una volta Bill Clinton era considerato il capo dell'Ulivo mondiale. Consacrato a Firenze, prima che Firenze diventasse la capitale del Social Forum europeo. Clinton è andato a Blackpool a sostenere Blair. I DS hanno votato contro la missione degli alpini italiani in Afghanistan. Ivo Butini 7 ottobre 2002
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