All’indomani delle elezioni amministrative si impone una riflessione di più vasta portata che coinvolge il ruolo stesso dei cattolici in politica: ci sono ancora? Dopo oltre quindici anni dalla fine della D.C. l’Italia si trova investita da una crisi sociale,politica,morale ed economica senza precedenti; i giovani sono sempre più smarriti,le famiglie sempre più povere,la politica sempre più impotente dinnanzi alle sfide tecnologiche ed economiche che stanno cambiando il ,modo stesso di intendere la convivenza civile e il mondo cattolico sempre più smarrito,in crisi di identificazione oltre che di leadership. I risultati elettorali seppure limitati a consultazioni locali,hanno riguardato,tra le altre,due città simbolo come Milano e Napoli;simbolo di storia e segnale di malessere. A Milano la giunta Moratti allontanandosi dal vissuto della gente,dai suoi problemi ed esigenze,ha lasciato il sindaco da sola a difendere scelte impopolari e un modo di intendere la politica verticistico col risultato di consegnare la città culture radicali che rischiano di allontanare la vita civile dalla politica per seguire irreali illusioni.
A Napoli i risultati hanno premiato il malcontento espresso da una città esasperata da anni di malgoverno sia locale che nazionale. Il governo Berlusconi,assumendosi l’onere di risolvere il problema dei rifiuti in pochi giorni,ha dimostrato ancora una volta come la prevalenza del “ghe pensi mi!”non basta ad affrontare problemi complessi,che vanno affrontati con attenzione e coraggio,il coraggio del confronto e del dialogo. Anche a Napoli i risultati hanno premiato il soggettivismo della protesta,ma come a Milano senza esprimere una vera scelta politica.
Del resto la sinistra e in particolar modo il P. D. pur cantando vittoria non può certo fregiarsi di alcuna medaglia:sono stati premiati soggetti politici e candidati estranei al PD stesso oltre che alla politica. Come nel caso del neosindaco di Napoli,De Magistris che,intervistato da “Panorama”non si proclama leader politico,ma “leader tout court”!Una sorta di castigamatti sull’onda della mondezza esplosiva!!
Mai come in queste condizioni occorre un bilancio degli ultimi anni! Il sistema elettorale impedisce la scelta del candidato,per cui nessun parlamentare oggi può legittimamente dirsi eletto dal popolo ma segnalato dal partito,messo in lista dal potente di turno con la conseguenza di non poter esprimere un proprio prestigio,contare su un proprio vissuto politico,ma solo sulle amicizie che lo hanno condotto allo scranno parlamentare. Le conseguenze le abbiamo tutti sotto gli occhi!Senza contare l’assenza di democrazia nella vita dei partiti, nessuno o quasi svolge più regolari congressi, tutti o quasi sono scomparsi dal territorio, con il risultato di allontanare,ormai quasi definitivamente i cittadini dalla politica, vista solo come mezzo per fare soldi o sistemarsi. La misura è colma,ma in tutto questo si evidenzia sempre più l’assenza e la divisione dei cattolici,che proprio in questo momento dovrebbero e potrebbero esprimere la loro proposta quella che raccogliendo l’Italia dalle macerie della guerra fascista, ha condotto l’Italia ad essere uno dei primi paesi del mondo, traguardo che negli ultimi quindici anni si è sempre più allontanato portando il paese tra quelli più a rischio economico. Cosa fare allora? Fondare un nuovo partito dei cattolici? Uno dei tanti che pullulano l’universo variegato della politica nostrana?Credo di no!Occorre invece riprendere un progetto di formazione rivolto soprattutto ai giovani, a quei giovani che quando scomparve la D.C. avevano sì e no due o tre anni e oggi sono chiamati a votare per un Italia che non è certo più quella che i democristiani hanno creato per l’avvenire dei loro genitori. Occorre fare presto,formare la coscienza civile delle giovani generazioni, insegnare loro che la Costituzione Repubblicana non è solo la carta fondamentale dello stato,ma un documento di etica politica che consente di ritrovarsi su valori condivisi della pace,del progresso, dell’incontro tra cultura e popoli,del confronto e della mediazione per raggiungere il vero centro della politica che è il bene morale dell’uomo. Ma per fare questo dobbiamo far conoscere la nostra storia, proporre il nostro modello di vita politica quel modello che ha dato alla storia di questo paese uomini come Alcide De Gasperi,Giorgio La Pira,Amintore Fanfani e Aldo Moro,uomini che hanno donato la loro saggezza,il loro coraggio e a volte la loro vita all’Amata Italia e che i giovani oggi ricordano,al massimo,per le vie intitolate dalla locale toponomastica.
Penso sia arrivato il momento di riunirsi almeno in un progetto di formazione,un progetto che rinnovi la presenza dei cattolici in un momento tanto difficile ma che è un occasione per rinnovare il vissuto di una proposta non esclusiva ma sociale e democratica, perchè, come diceva Aldo Moro: ”..questo paese non si salverà e la stagione dei diritti si rivelerà effimera se non nascerà un nuovo senso del dovere”, oggi,aggiungo,il dovere di esserci,di rimettersi in gioco, di riunirsi in un progetto,poi,forse in un partito,quel partito che manca ogni giorno di più, la DEMOCRAZIA CRISTIANA!!
Prof. Giulio Alfano
Ottobre 2011