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di Ivo Butini Cari amici democratici cristiani, circola discretamente un pensiero in ambienti che proprio discreti solitamente non sono. Secondo questo pensiero il Partito democratico in gestazione sarebbe l'esito della storia nazionale e lo attenderebbe un'influenza addirittura mondiale. Tutto il negativo della storia italiana è depurato, tutto il positivo è concentrato, lì, nel Partito democratico in gestazione. Il partito è aperto a tutti su richiesta rigorosamente individuale. La regola è: un'anima, un voto. Il Presidente Romano Prodi è l'atteso della storia nazionale. Diciamo, per non ricascarci, l'atteso attuale. Bologna si situa come centro delle universali speranze. Con qualche problema, come capita sempre. Io avevo richiamato l'attenzione sulla scuola bolognese ed emiliana fin dal novembre 1996, nel Convegno organizzato a Roma dalla Fondazione Popolo, Parlamento, Istituzioni. Perché l'atteso ha profetizzato a lungo. Debbo alla frequentazione della sinistra profetica democristiana un modesto addestramento a cogliere il significato escatologico dei gesti e dei pensieri. Confesso una personale diffidenza. Non mi sento in colpa perché non sono interessato alla gestazione del nuovo Partitc ovvero del Partito Nuovo. Non è affar mio. Della mia storia e delle mie esperienze, forse, un pochino sì. E delle vostre, pure. La storia! Mentre un Tribunale della Repubblica restituisce esistenza legale alla Democrazia Cristiana, Presidente Alberto Alessi e Segretario Giuseppe Pizza, quelli che furono fra i pochi leader della D.C. e i molti capi e capetti vagolano in attenta ricerca d'un buon posto nel nuovo reame democratico che si annunzia. Leggo estasiate dichiarazioni che mi inducono a pensare che questo partito in gestazione sia l'unico veramente Nazionale (con la N maiuscola) della nostra storia e forse mondiale (come l'Ulivo). Forse transnazionale, se non se ne offendono i radicali. E' da prevedere una ulteriore dilatazione della grande amnistia ideologica e politica che ha portato al potere quelli che avevano sbagliato tutto o quasi. Cari amici, la nostra Associazione ha cercato, in povertà di mezzi, di restituire dignità agli uomini e alla storia della Democrazia Cristiana quando c'era l'impegno forte, al limite del furore, di cancellare e gli uni e l'altra. Quante sapienti spiegazioni abbiamo ascoltato! Oggettive, come dice la cultura di sinistra. L'esaurimento ideale della D.C. e le sue pratiche clientelari. Invece ora?! La fine del comunismo. Oggi intanto i comunisti sono al governo. La maturità dei cattolici, che li porta equanimemente al governo e all'opposizione nella miracolosa alternanza del bipolarismo all'italiana. Ho letto di recente che "il cattolico democratico può anche essere personalmente non credente". Cari amici, possiamo ribattezzarci di nuovo ora che si aprono i giuochi delle anime individuali, una testa un voto. A me basta il Battesimo che ho ricevuto. Oppure, rileggere la storia della DC, o meglio dei democratici cristiani, con un po' meno di sentimento e un po' più di cervello. Ora che il Tribunale di Roma ha restituito alla vita legale la Democrazia Cristiana, lo sconquasso italiano è chiaramente da attribuirsi alla sua classe dirigente e alla struttura dei suoi iscritti. Nel gennaio 1994 Amintore Fanfani lamentò che la colpa principale della DC era stata quella di avere allevato troppi mediocri. Speriamo che non diventino la struttura nuova del nuovo Sol dell'avvenire. Cordialmente.
Sen. Ivo Butini
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