LA VISITA DI KOHL A ROMA



Noi consideriamo Carlo Bastasin, del quotidiano "La Stampa", un bravo giornalista, cioè uno che scrive bene quello che sa.

A lui facciamo riferimento per capire qualcosa della visita di Helmut Kohl a Roma, il 27 febbraio.

Nell'analisi di Bastasin si fa cenno della distinzione fra persone e scelte politiche. Un giuoco un po' ambiguo, ma inevitabile nelle circostanze.

Si scive che Kohl ha accusato il suo successore (che si chiama Gerhard Schroeder) di avere fomentato l'antiamericanismo per fini elettorali. La circostanza è precisa. Si scrive che Kohl ritiene che occorra senso della realtà e visione, come ebbero De Gasperi, Adenauer, Churchill. Dei grandi morti manca Robert Schuman. Tra i vivi, il pensiero corre a due interessati, Pier Ferdinando Casini e Romano Prodi.

Casini, mentre si apprestava a lasciare l'ufficio di Presidente della Camera dei Deputati a Roma, veniva eletto a Manila all'ufficio di Presidente dell'Internazionale dei democratici cristiani.

Diciamo che, oggi, nel Parlamento europeo, Pier Ferdinando Casini e Romano Prodi siederebbero in gruppi diversi.

Non si sa quanto e come diversi sull'europeismo reale e su quello strategico.

Speriamo bene. Per bene sperare ci vuole molta buona volontà.

Ci mettiamo anche quella.


democraticicristiani.it
5 marzo 2006



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