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di Ivo Butini La DC era un partito articolato in correnti. Si potrebbe dire che fu una sorta di compromesso storico tra i cattolici divisi. E i cattolici restano divisi anche ora che la DC non c'è più. E non è cosa di poco momento. Nella storia della Repubblica si è aperto un vuoto che non è stato riempito. E' uscito un libro che s'intitola "Liberi ma non dispersi". L'autore è un Pastore della Chiesa, colto e attento. Quel titolo tocca un punto sensibile e decisivo perché la divisione può avere due sbocchi: l'unità o la dispersione. Diciamo che questo è il tema che va rimandato a dopo le elezioni. Prima, ci sono le candidature, le liste e gli schieramenti. Ed è tema che non ci compete. C'è, tuttavia, un rischio. Le due uscite dalla divisione prima accennata hanno un valore razionale e strategico. Roba ostica e difficile. E' più facile chiedere perdono che impedire il male. La dispersione cattolica ha provocato delle sistemazioni. Massimo Franco intitolò "Tutti a casa. Il crepuscolo di mamma DC" un suo libro del 1993. Il titolo è azzeccato, ma ha bisogno di un aggiornamento. Qualcuno è tornato a casa e molti sono andati a convivere. La convivenza politica favorisce il processo di ibridazione politica. Allora, i processi culturali (che possono anche essere semplici giustificazioni) e le circostanze fattuali (perché vivere bisogna) sono componenti pericolose del processo di divisione che porterà all'ibridazione che significa anche privatizzazione della fede. Claudia Mancina ha scritto che il voto cattolico non esiste, se non in misura molto ristretta (Il Riformista). In un recente convegno un intellettuale cattolico parlò di cattolici "puri e duri". Gli altri scelgono, politicamente e non solo, di testa loro. Si è pubblicamente e autorevolmente parlato di "religione fai da te" e di "cattolici a modo loro". Ma anche questo non è problema di nostra competenza. E poi c'è la laicità e questo può forse essere un modo di essere laici. La DC fu un partito laico d'ispirazione cristiana. Lo storico Federico Chabod impostò così il problema (1950): nel secolo XX° è stata l'attività della Democrazia Cristiana e dell'Azione Cattolica a rappresentare in Italia la grande novità che consentì di superare una crisi senza eguali dello Stato. Egli ricordava, a contrasto, la formula "né eletti né elettori" che espresse il comportamento politico-civile dei cattolici dopo il 1970. Oggi si potrebbe adottare una formula nuova "tutti eletti e tutti elettori, comunque e dovunque". Dalla astensione obbligata alla dispersione calcolata. Viviamo il giorno. Se il calcolo fosse (probabilmente) sbagliato, chiederemo scusa. Sen. Ivo Butini Febbraio 2006
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