L'UNITA' DEI DEMOCRISTIANI E LA DIVISIONE DEI VESCOVI


La Fondazione Toniolo di Pisa ha organizzato, nei giorni 18, 19 e 20 novembre 2004, l'appuntamento annuale delle "Tre Giorni Toniolo", un momento di riflessione sulla partecipazione dei cattolici italiani alla vita civile nel Paese. Quest'anno il tema è stato "Partiti, sindacati e movimenti: nuove forme di partecipazione sociale e politica", ed ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Franco Nobili (presidente dell'Associazione per la Valorizzazione della Democrazia in Italia), di mons. Gastone Simoni (vescovo di Prato), di mons. Fausto Tardelli (vescovo di San Miniato), di Roberto Mazzotta (presidente della Banca Popolare di Milano), di mons. Alessandro Plotti (arcivescovo di Pisa), di Savino Pezzotta (segretario nazionale della CISL).

La 'Tre Giorni Toniolo' del 18, 19, 20 novembre 2004

Il convegno ha avuto una segnalazione sulla rivista "Famiglia Cristiana", nel n.48/2004, con un articolo intitolato in maniera problematica "Un partito dei cattolici?". Il punto sollevato da "Famiglia Cristiana" riguarda il dibattito sulla rinascita di un vasto partito di cattolici in Italia, con il vescovo di Prato sostenitore di questa tesi. Facciamo riferimento al suddetto articolo per fare alcune considerazioni.

Secondo mons. Simoni "chi non si sente a casa in nessuno degli attuali partiti, in nessuna delle due coalizioni, deve cercare di raggiungere insieme l'obiettivo di una rappresentanza politica, anche se minoritaria, anche se prenderà pochi voti. Dobbiamo smetterla di esagerare nella polemica e nello scontro tra cattolici nei due poli. Lo so che non è facile e lo so che non c'è da illudersi. Ma ci provo lo stesso. Poi i cattolici non devono considerare eterne né le loro scelte, né gli assetti attuali. E rivedano le posizioni aprioristiche contro il metodo proporzionale. Oggi il maggioritario marginalizza i cattolici". (Famiglia Cristiana, n.48/2004).

Alcune riflessioni che la rivista riporta segnalano l'interesse contrario di una parte della Chiesa toscana. L'arcivescovo di Pisa, Plotti, dice: "Un partito, assolutamente no".

Sta in quel assolutamente la marginalità dei cattolici italiani, coperta e sostenuta da una parte significativa della gerarchia. Non sappiamo se ciò proviene da una condivisione di interessi temporali con altre culture politiche, o da una vocazione spirituale trascendente che abbandona i corpi al loro destino curandosi solo delle anime.

La nostra modesta opinione è che i cattolici italiani hanno raggiunto, grazie alla loro unità ed alla legge proporzionale, l'apice della guida politica della Nazione. Siamo convinti che la Democrazia Cristiana nacque anche grazie all'unità dei cattolici, e nel corso degli anni l'unità dei cattolici è stata mantenuta in Italia anche grazie alla Democrazia Cristiana.

La DC fu accusata, dalla fine degli anni Settanta in poi, di non essere stata in grado di fermare la secolarizzazione della società italiana (anche se l'evangelizzazione non è il compito di un partito politico). Eppure era la DC, unita e forte. Cosa credono di fare i cattolici in Italia, divisi e indeboliti?


democraticicristiani.it
(F.B.)
1 dicembre 2004


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