LE NUOVE RESPONSABILITA' DELL'UDC IN ITALIA


Giovedì 1 dicembre 2004, Marco Follini e Mario Baccini hanno giurato al Quirinale ed entrano nel governo Berlusconi. Il giorno dopo, il 2 dicembre, il Consiglio dei Ministri nomina Follini Vice presidente e Baccini Ministro della funzione pubblica. Il governo si trova dunque ad includere tutti i capi partito della coalizione (ad esclusione, ora, di Umberto Bossi per evidenti ragioni di salute): mai come oggi l'alleanza politica che ha vinto le elezioni nel 2001 si va ad identificare con il governo.

Il destino del governo coincide con il destino della coalizione. Ciò era ovviamente vero anche prima, con l'ingresso del segretario dell'UDC nel governo come vice presidente del consiglio ciò diventa evidente a tutti.

Il segretario dell'UDC assume una responsabilità con la quale si orienta la politica più che amministrare potere.

Lo ha detto lo stesso Follini: "Non accetto a cuor leggero". Si riferiva, giustamente, alla responsabilità del governo nazionale nei confronti del Paese e dei suoi bisogni. Ma qui vogliamo fare anche una riflessione specifica sulla galassia democratico cristiana italiana dopo questa nomina, e concludere che questa responsabilità andava assunta, coscienti (con Follini) che non la si può assumere a cuor leggero.

Dopo cinquanta anni di storia unitaria, i democratici cristiani italiani hanno vissuto dieci anni di storia divisa: in alcuni passaggi si è sfiorato la fissione dell'atomo democristiano. Il ritornello sull'impossibilità della rinascita della Democrazia Cristiana in Italia è sembrato spesso l'enunciazione di una filosofia per giustificare la prassi: visto che ci fa comodo rimanere divisi, giustifichiamo la divisione con l'evoluzione inevitabile della storia contemporanea.

Ma la storia, come canta Francesco De Gregori, siamo noi. E la responsabilità della divisione, premessa dell'emarginazione, sta tra di noi.

Caduto il Muro di Berlino, i democristiani tedeschi non si sono frantumati: hanno perso per poche migliaia di voti le ultime elezioni politiche, ma hanno vinto quasi tutte le elezioni nei lander conquistando la maggioranza del secondo ramo del parlamento (il Bundesrat). Caduto il Muro di Berlino, i democristiani austriaci sono rimasti uniti, e governano l'Austria da due legislature. Caduto il Muro di Berlino, i democristiani olandesi si sono addirittura riaggregati, e dopo un buon governo socialista sono tornati a guidare il governo in Olanda (ed un esponente democristiano olandese guida oggi l'Alleanza Atlantica). E così è avvenuto dalla Spagna, dove i popolari spagnoli hanno guidato la modernizzazione del loro Paese e sono stati mandati all'opposizione dai propri elettori senza per questo dividersi, alla Norvegia, dove i democristiani sono stati quasi sempre all'opposizione e da qualche anno guidano il governo.

Non è la storia del mondo che impedisce l'esistenza di un forte partito democratico cristiano in Italia, non c'è un destino imperscrutabile e necessario che rende inevitabile la divisione dei democratici cristiani italiani: in tutta Europa non esiste nulla di tutto ciò. C'è un baco italiano, e solo italiano, che alligna tra i democratici cristiani italiani, nel mondo cattolico italiano, persino nella Chiesa italiana.

L'UDC è stato l'unico fatto politico (ancorché in ritardo) che ha visto l'inizio della riaggregazione di parte del mondo democratico cristiano italiano.

Ha retto alla prima crisi di vertice (l'uscita pressoché personale dal partito del suo vice segretario Sergio D'Antoni), ha retto alla prima sfida elettorale nazionale (con il successo alle ultime elezioni europee), sta reggendo ad una seconda potenziale crisi di vertice (la mancata nomina del suo presidente Rocco Buttiglione nella nuova Commissione europea).

Ora ha due sfide davanti a sé: la condivisione della politica di Palazzo Chigi con gli alleati Berlusconi e Fini, e le prime elezioni regionali come UDC. La prima sfida vede soprattutto il suo leader coinvolto in prima persona, la seconda vedrà tutto il partito coinvolto.

Le sfide implicano responsabilità. Follini l'ha assunta verso il governo e verso il Paese accettando la Vice presidenza del consiglio, il partito dell'UDC la deve assumere verso la mobilitazione nelle prossime elezioni regionali.


democraticicristiani.it
(F.B.)
3 dicembre 2004


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