Si riporta il testo commemorativo, pronunciato dall'on. Clelio Darida, nel giorno del funerale di Carlo Alberto Ciocci, già Presidente dell'Associazione Nazionale dei Democratici Cristiani
Non si può ricordare Carlo Alberto Ciocci senza fare una premessa sull'ambiente dove Egli è nato ed ha avuto la sua formazione umana e religiosa.
Questo ambiente è la caratteristica “Regione o Rione Borgo o meglio i Borghi”, dal tedesco “Burg” (quartiere, città), in quanto nell'alto Medio Evo i Sassoni vi gestivano un ospizio-ospedale (in quei tempi non faceva grande differenza) per i propri pellegrini e in generale per i tedeschi che giungevano a Roma. Tuttora l'ospedale di Santo Spirito e la contigua omonima chiesa recitano “in Sassia”.
Oggi questo quartiere è irriconoscibile rispetto al più recente giorno, il 20 settembre 1870, in cui il generale Cadorna fermò le sue truppe avanzanti all'altezza dell'odierno Ponte Vittorio Emanuele II°.
I Borghi infatti erano considerati parte della “Città Leonina” (che il generale aveva avuto ordine di non occupare), pur essendo fuori dalle cinta di mura che Papa Leone IV° aveva fatto erigere per difendere S. Pietro dalle incursioni dei pirati barbareschi che avevano saccheggiato la Basilica di S. Paolo fuori le mura.
Poi nei Borghi scoppiarono incidenti tra popolani e zuavi pontifici (che si erano ritirati e accampati in Piazza S. Pietro) e il Cardinale Antonelli, Segretario di Stato di Pio IX°, chiese a Cadorna di occupare anche quel quartiere ribelle. Il che fu fatto.
I due protagonisti di quei lontani avvenimenti non lo sapevano, ma avevano di fatto definiti i confini del futuro Stato della Città del Vaticano come poi fissati dal trattato del 1929. Negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale la porta centrale dei Borghi, la così detta “Spina”, fu demolita per aprire l'attuale Via della Conciliazione.
Ometto le polemiche sul valore artistico, paesaggistico degli edifici demoliti e sulla tipologia della ricostruzione, prima sospesa per gli eventi bellici, poi terminata negli anni cinquanta.
Prima, nel caratteristico interclassismo urbanistico della società medioevale e poi rinascimentale romana, vi abitavano contigui, nobili della Corte Pontificia, impiegati, operai, domestici generalmente al servizio della Santa Sede, oltre naturalmente a numerosi ecclesiastici, tutti poi gravitati sulla Parrocchia di S. Maria in Traspontina retta dai Padri Carmelitani dell'antica osservanza.
Ho fatto questa premessa, perché è in questo ambiente religioso e morale che nasce Carlo Alberto Ciocci e che sarà determinante per la sua linea di vita.
Il padre Severo è un dirigente dell'Azione Cattolica e nel 1947 dei Comitati Civici. Carlo Alberto vi militerà e in seguito nel partito che nell'Italia democratica del dopo guerra, sarà la proiezione della Dottrina Sociale Cristiana.
Carlo Alberto si ispirerà al mondo di Luigi Gedda, di Carlo Carretto, di Enrico Vinci, di Mario e Maddalena Rossi, di Mons. Costa, di Don Paoli, di Veronese e poi nella Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi, anche Lui oriundo (per le persecuzioni fasciste) del Servizio Civile della Santa Sede, non per nulla residente nel contiguo quartiere di Porta Cavalleggeri, tutti uomini e donne non concordi sulla linea pratica da seguire, ma uniti da una comune religiosità e cultura.
Carlo Alberto militerà giovanissimo nella Democrazia Cristiana, sezione Madonna del Riposo, anch'essa contigua, e vi percorrerà un escursus honorum di tutto rispetto, da membro del Comitato Romano nel 1959 a Consigliere Nazionale nel 1980.
Laureato in Economia e Commercio, dirigente superiore del Ministero della Sanità s'impegna attivamente nella vita pubblica, eletto ripetutamente Consigliere Comunale di Roma nel 1971 – 1976 – 1981 – 1985 sempre con consolidato suffragio.
Nei sette anni della mia gestione di sindaco di Roma, ho avuto l'onore della Sua collaborazione come Assessore alla Polizia Urbana nella mia seconda Giunta (ottobre 1971 – marzo 1972) e all'Anagrafe e Servizi Elettorali, terza Giunta (marzo 1972 – novembre 1974) e infine Presidente della Stefer dal 1974 al 1976.
Tutti incarichi svolti con la consueta dirittura morale ed intelligente applicazione. Devo ricordare le riforme strutturali e tecniche conseguenti alla Istituzione del Centro Elettronico Unificato ed il non facile passaggio dalla gestione dei trasporti laziali della Stefer (proprietà comunale) alla dimensione regionale del Cotral.
Consigliere Comunale di opposizione (vice capogruppo) nell'intervallo delle giunte comuniste; poi con la Giunta del Sindaco Signorello, di nuovo Assessore all'Anagrafe e Toponomastica dal luglio 1985 al luglio 1988.
A coronamento di una intera carriera politica Carlo Alberto sarà eletto Deputato al Parlamento per la X^ Legislatura (1987 – 1992).
Poi verranno gli anni bui. Carlo Alberto, “spes contra spem”, non pensò di demordere e ritirarsi. Il suo continuo tenace impegno, di cui sono stato testimone e collaboratore, nel Partito Popolare, nel C.D.U. e infine nell'U.D.C. alla ricerca vana, quanto la mia, di una Democrazia Cristiana perduta, fino all'ultima spiaggia, l'iniziativa dell'Associazione Nazionale dei Democratici Cristiani, aperta a quanti, ancora fedeli alla Dottrina Sociale Cristiana, al di là di ogni attuale militanza nella diaspora, che ha retto contro ogni difficoltà fino al giorno della sua scomparsa.
Riassumendo una linea di continuità, di radiosa, paziente, laboriosa dedizione a una fede, un'idea, simboleggiata conclusivamente dalla divisa delle Guardie di Onore dei Cavalieri del Santo Sepolcro e di San Michele Arcangelo, accanto al suo feretro il 4 giugno 2007 nella chiesa del Sacro Cuore di Maria in Piazza Eucliade.
Il più concreto omaggio alla sua memoria, sarà continuare nell'Associazione Nazionale dei Democratici Cristiani, l'impegno di fedeltà, coerenza e continuità da trasmettere per il futuro alle giovani generazioni.
Un impegno oggi certamente “in Tenebris” ma …….domani! Il Vangelo e la storia insegnano che, malgrado gli scettici e gli opportunisti, il buon seme alla fine, dopo stagioni di siccità, riesce a fruttare.
On. Clelio Darida