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documento sui democristiani italiani
Nel corso di una riunione conviviale tenutasi a Firenze il 15 dicembre 2001, si sono ritrovati amici che militarono nella DC. * * * PER UN IMPEGNO DEMOCRATICO CRISTIANO Noi siamo democratici cristiani. Crediamo che nella storia, mentre crescono insieme il grano e il loglio, si realizzi il moto ascensionale degli individui e delle Nazioni. Crediamo nella persona umana quale soggetto di diritti naturali che ne fondano la dignità perché in lei si manifesta l'autocoscienza del creato. Crediamo nella libertà quale condizione che permette alle persone di compiere scelte autonome e responsabili, e allo Stato di ordinare la civile convivenza. Crediamo nella famiglia, costituita sul matrimonio d'un uomo e d'una donna, che, insieme alla continuità della specie, custodisce le tradizioni e dispone la solidarietà dei sentimenti e degli interessi. Crediamo nell'ordinamento liberale e democratico dello Stato come garanzia di sicurezza individuale e collettiva e di creatività sociale. Crediamo nel pluralismo che valorizza la diversità delle idee, rispetta la differenza degli interessi, e affida alla competizione politica l'indicazione degli obiettivi dell'azione dello Stato. Crediamo che la cultura dell'Occidente ha introdotto nel processo storico l'orizzonte dei diritti umani e del benessere personale. Crediamo che il perseguimento dei diritti umani e del benessere personale possa conoscere conflitti che non sfuggono a livelli alti di violenza. Crediamo nella pace come tranquillità dell'ordine fondato sul rispetto della natura, della storia e della persona, a livello mondiale. In questo inizio di secolo si afferma l'opinione che il processo politico debba tendere alla polarizzazione delle differenti posizioni ideali e programmatiche o nelle forme del tradizionale bipartitismo anglosassone o nelle forme delle svariate coalizioni di maggioranza e di minoranza che caratterizzano le altre democrazie. Finché il sistema politico italiano non si trasformerà, se mai si trasformerà, in un compiuto sistema bipartitico, l'organizzazione autonoma di culture politiche e di tradizioni sociali storicamente forti costituirà un arricchimento del dibattito programmatico e della partecipazione politica, irrobustirà le istituzioni e garantirà all'azione del governo e della opposizione un consenso popolare fondato su interessi vitali e su visioni generali di coesione civile anziché su affarismo di bassa lega, su umori irrazionali e su pulsioni anarcoidi. L'impetuosa crescita italiana del dopoguerra, la veloce espansione del benessere individuale e la fine dell'Unione Sovietica e della guerra fredda hanno sconvolto un sistema di equilibri sociali e di riferimenti strategici, e messo in luce storiche debolezze italiane, rese più evidenti dalla più ampia libertà della competizione internazionale. L'inadeguatezza del sistema giustizia, gli ideologismi del sistema scolastico, l'ambiguità del sistema sanitario, l'arretratezza dell'organizzazione urbana sono le nuove frontiere della politica e dell'economia. Noi ci impegniamo a favorire e sostenere un processo di semplificazione politica della tradizione democratico cristiana in Italia, all'interno del sistema politico-elettorale oggi esistente. Nella cosiddetta "transizione italiana" agisce la spinta d'uno spirito liberale che sostituisce il duro confronto ideologico della guerra fredda e vuole restituire ordine e certezze democratiche alle conseguenze collaterali italiane della fine dell'Unione Sovietica. La transizione italiana ha indebolito lo sviluppo democratico alterando l'equilibrio dei poteri, consolidando interessi conservatori residuati dalla guerra fredda, stimolando nuovi utopismi rivoluzionari incapaci da 60 anni di fare una rivoluzione, collassando l'intero sistema dei partiti. Questa è l'eccezione italiana in Europa. Noi ci impegniamo a riaggregare i valori politici e programmatici d'una tradizione culturale per consolidare il campo mondiale delle democrazie e per rafforzare istituzionalmente le libertà individuali e civili, per affermare nel progresso pacifico il solidarismo delle persone e delle Nazioni. Uomini e donne, giovani e anziani possono dare forza a una idea che rappresenta, nel quadro mondiale delle democrazie, la garanzia d'un avvenire di sicurezza e di libertà, di sviluppo e di giustizia. Firenze, dicembre 2001
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