HANNO GIA' DETTO
NELL'ANNO 2004


"Al futuro dobbiamo guardare in modo unitario, i giornalisti non saranno tanto contenti, non hanno visto correre il sangue, ... correrà, correrà, solo non qua, in altre sedi"
Romano Prodi, leader dell'Ulivo, in occasione dei quarant'anni della Casa del Popolo di Corticella, tratto dal quotidiano "La Repubblica" del 22/12/2004

"La coalizione di centrosinistra non è una Spa, io ho il compito di federatore e lo eserciterò con durezza"
Romano Prodi, leader dell'Ulivo, in occasione dei quarant'anni della Casa del Popolo di Corticella, tratto dal quotidiano "La Repubblica" del 22/12/2004

"Vede quale è la questione? Ero la settimana scorsa alla parrocchia di Dozza, sono stasera alla Casa del Popolo: uso le stesse parole, dico le stesse cose e la gente delle parrocchie e delle sezioni risponde con lo stesso entusiasmo"
Romano Prodi, leader dell'Ulivo, tratto dal quotidiano "La Repubblica" del 22/12/2004

"Prodi pensa di rovesciare sul presidente [della Margherita, Rutelli, ndr] un insuccesso del nostro partito alle regionali? Sbaglia di grosso. Se andiamo male, la colpa ricadrà proprio su Prodi"
Franco Marini, responsabile organizzativo della Margherita, tratto dal quotidiano "La Repubblica" del 22/12/2004

"[Prodi, ndr] è inspiegabilmente ostile. Ricorro ad un termine che in politica normalmente non si usa: è molto cattivo"
Dario Franceschini, coordinatore della Margherita, tratto dal quotidiano "La Repubblica" del 22/12/2004

"Vigliacco. Sei un venduto"
Rosi Bindi, esponente della Margherita, rivolta a Clemente Mastella quale vice presidente della Camera dei Deputati, tratto dal quotidiano "La Repubblica" del 16/12/2004

"Tanto la Basilicata non te la diamo"
Giuseppe Petrella, deputato DS, rivolto a Clemente Mastella quale vice presidente della Camera dei Deputati, tratto dal quotidiano "La Repubblica" del 16/12/2004

"La gente del Campanile mi sta inondando di messaggi di solidarietà. E c'è chi si chiede: Ma con chi siamo alleati? Ma sono amici o nemici i nostri colleghi dell'Ulivo? Sembrano visitors, quelli che nel film si tolgono la maschera e invece che uomini si scopre che sono alieni e che mangiano i topi"
Clemente Mastella, vicepresidente della Camera, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 16/12/2004

"Le leggi elettorali devono essere coerenti con la Costituzione. La nostra Carta fondamentale, il "piccolo trattato di Yalta" del nostro Paese, che per il genio di Alcide De Gasperi e di Palmiro Togliatti impedì, sulla base di un consociativismo di fondo, che le due parti in cui il Paese era stato spezzato dalla cortina di ferro si scontrassero in termini "non legali" e non pacifici"
Francesco Cossiga, presidente emerito della repubblica, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 14/12/2004

"Prodi dice che è un bel confronto? A me non pare né un confronto né bello. La contesa è tra idee diverse, non tra il bene e il male. Quando si delegittimano gli avversari vuol dire che le proprie idee sono poche o che le proprie difficoltà sono tante"
Marco Follini, vice presidente del consiglio, a proposito delle dichiarazioni di Romano Prodi sui "mercenari" di Forza Italia, tratto dal quotidiano "Il Giornale" del 6/12/2004

"La realtà è che dei volontari Prodi non capisce nulla. Lui faceva il presidente dell'IRI, lautamente pagato, quando io facevo il consigliere comunale di opposizione a Modena. E quello sì che era volontariato politico..."
Carlo Giovanardi, a proposito delle dichiarazioni di Romano Prodi sui "mercenari" di Forza Italia, tratto dal quotidiano "La Nazione" del 6/12/2004

"Allora il nostro progetto era quello di far nascere una forza politica che riunisse in sé aree cattoliche, nazionali e liberali. Era un progetto che andava ben oltre la destra missina e monarchica e che doveva operare di fronte al fatto che il pentapartito si era disciolto e che la DC era finita. Mi pare che oggi quell'ambizione unificante sia fallita"
Adolfo Urso, vice-ministro AN del governo Berlusconi, tratto dal quotidiano "La Nazione" del 5/12/2004

"Il centrosinistra ci rimprovera di offrire agli italiani con il taglio delle tasse l'equivalente di un cappuccino al giorno. Da qualche giorno, però, dopo l'approvazione della nostra riforma fiscale, loro promettono di aggiungere anche le brioches, come Maria Antonietta regina di Francia. Stupisce lo straordinario risveglio delle ricette fiscali del centrosinistra. Per tre anni non ne hanno parlato..."
Marco Follini, vice presidente del consiglio, tratto dal quotidiano "La Nazione" del 5/12/2004

"Sono contento per i miei due giovani amici, Casini e Follini già allora avevano doti di equilibrio e capacità di riflessione. Hanno agito per il meglio e non sono sorpreso per le soddisfazioni che raccolgono"
Arnaldo Forlani, ex segretario politico della DC, tratto dal quotidiano "La Nazione" del 4/12/2004

"Il Paese ha bisogno di un governo tranquillo"
Marco Follini, Vice Presidente del Consiglio, tratto dal quotidiano "La Nazione" del 3/12/2004

"Se davvero chi non è rivoluzionario a vent'anni a quaranta è un informatore della polizia, allora Marco Follini, che nel '68 divenne doroteo, più che vicepremier sarebbe uno splendido capo del Kgb. Invece è l'evoluzione dell'uomo democristiano"
Aldo Cazzullo, giornalista, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 3/12/2004

"La prima volta che parlarono di politica Follini aveva 14 anni, Moro gli diede del lei e disse: 'Non pensavo che tra tutti questi rivoluzionari ci fosse qualcuno dei nostri. La ascolto'. Dopodiché non aprì bocca per due ore"
Aldo Cazzullo, giornalista, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 3/12/2004

"Follini non rinnega le radici, ben piantate nella Democrazia Cristiana del preambolo. Ha un rapporto rispettoso con i grandi vecchi, va a trovare al mattino presto Andreotti, riceve lettere di Cossiga indirizzate a Harry Potter, ha un antico rapporto con De Mita da quando il segretario DC mantenne la promessa fatta a Bisaglia prima della morte e ne indicò l'allievo per il Consiglio d'amministrazione RAI ('non so se riuscirò a votare DC' disse un giorno a De Mita la moglie di Follini, Elisabetta; 'la capisco' fu la risposta). Ma non è un restauratore. E' semmai l'aspirante fondatore di un centrodestra moderno, forse troppo per il Paese"
Aldo Cazzullo, giornalista, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 3/12/2004

"Il punto è scabroso: se i versamenti illegali [dell'Unione Sovietica al PCI, ndr] sono continuati sino al 1991 il PCI è in piena violazione di legge, se invece cessano al 1989, la violazione di legge permane, ma non il reato, estinto da un'amnistia più che opportuna votata da una DC e un PSI che pensavano - sbagliando pienamente - di favorire così la normalizzazione del PCI"
Carlo Panella, giornalista, tratto dal quotidiano "Il Foglio" del 5/10/2004

"La novità di queste elezioni [elezioni politiche del 1904, quando furono eletti i primi due cattolici in Parlamento, ndr] sta appunto nel fatto che in modo informale si superò il non expedit, sempre confermato dai Papi, che proibiva ai cattolici ai cattolici di votare alle elezioni politiche. Ma in quest'anno la situazione cambiò profondamente, sia in campo sociale, sia religioso"
Fulvio Salimbeni, docente di storia all'Università di Trieste, tratto dal quotidiano "Avvenire" del 3/10/2004

"In giro, nella Casa delle libertà, avverto tanta voglia di tornare ai partiti del pentapartito, di rifare cioè una piccola DC, un piccolo PSI, un piccolo PLI e così via. La 'sindrome della nicchia', appunto. Ma questa è un'illusione, un'illusione molto pericolosa. Rifare la DC è impossibile e se anche fosse una strada praticabile, ci si ricordi di quello che diceva Marx: se la storia si ripete è sempre in farsa"
Sandro Fontana, parlamentare europeo PPE, tratto dal periodico "Panorama" del 23/9/2004

"Una concezione [dello Stato, secondo i soggetti che dovrebbero dar vita al PPE italiano, ndr] che vede lo Stato come una transazione giuridica, concetto di don Sturzo, ma già anche di Carlo Cattaneo ad esempio. Lo Stato cioè come momento di equilibrio raggiunto tra le varie forze sociali ed economiche, che però non si fossilizzano. Se l'equilibrio viene a rompersi, è lo Stato che deve essere riformato. E questo ad esempio è quello che non è accaduto negli ultimi quindici anni, quando i ceti produttivi del Nord, scrollatisi di dosso la cavezza dei ceti dominanti, si sono ritrovati con indosso il vestito della prima comunione. Ossia, con la Costituzione del 1948. Questa è stata la vera causa della crisi della Prima Repubblica, e qui è nato il ruolo e la funzione della Lega Nord, dalla necessità di questi ceti medi di trovare rappresentanza politica"
Sandro Fontana, parlamentare europeo PPE, tratto dal periodico "Panorama" del 23/9/2004

"...perché i partiti, e questo è un'altra idea chiave del popolarismo, sono strumenti che servono a qualcosa, e non comunità naturali o entità totalizzanti. Questo don Sturzo lo disse chiaramente ed è un altro punto di distacco dalla concezione di sinistra ... Un'altra caratteristica del popolarismo, lo voglio ricordare, è la capacità di usare la visione della politica estera come collante interno. Lo fecero don Sturzo e anche De Gasperi, con il filo-occidentalismo e la spinta verso la costruzione dell'Europa"
Sandro Fontana, parlamentare europeo PPE, tratto dal periodico "Panorama" del 23/9/2004

"Nel suo intervento, l'ex direttore della Padania, Giuseppe Baiocchi, ha ricordato un'intervista apparsa all'epoca sul vostro giornale a Otto d'Asburgo, nella quale Sua Altezza Imperiale diceva proprio questo: se in Europa ci fosse un Partito Popolare fondato su queste tre idee chiave - della concezione dello Stato, del partito e dell'economia basata sulla sussidiarietà - il suo aspicio sarebbe stato senz'altro quello di un ingresso della Lega"
Sandro Fontana, parlamentare europeo PPE, tratto dal periodico "Panorama" del 23/9/2004

"La situazione europea è cambiata e anche i partiti sono cambiati. Non ci sono più, nello schieramento moderato e nel PPE, solo partiti ex democristiani: molti sono spariti, altri ridimensionati, sono nate nuove forze in quello spazio politico, raccogliendone l'eredità, basta pensare all'esperienza dell'Italia con Berlusconi, della Spagna con José Maria Aznar, del Portogallo con Barroso. Inoltre sono entrati in Europa paesi nei quali un partito democristiano non esisteva. Il che non significa che quei valori non siano stati recuperati e interpretati da un nuovo PPE nel quale certo l'ideologia ha spazio ben più ristretto rispetto ai programmi, ai principi, alla politica"
Antonio Tajani, parlamentare europeo PPE, tratto dal periodico "Panorama" del 23/9/2004

"Nel realizzare con lucidità il suo progetto che era insieme moderato e riformista, De Gasperi non si sottrasse mai alla contrapposizione ideale e politica chiara e rigorosa e ricercò sempre la concretezza delle realizzazioni ed il dialogo semplice e chiaro con gli elettori"
Gianstefano Frigerio, tratto dal quotidiano "Avanti!" del 8/9/2004

"La DC di De Gasperi è morta e le sue idee anticomuniste, diciamo pure antisinistre, per la guida dell'Europasi sono attenuate. Oggi sono ancora valide per la guida dell'Italia e dell'Europa in un sistema di identità che si contrappongono democraticamente Oggi, però, non mi si venga a dire che De Gasperi potrebbe realizzare le sue idee anche coi comunisti dei quali in Italia abbiamo ancora 2 partiti che ne portano il nome"
Gustavo Selva, parlamentare di Alleanza Nazionale, a proposito del cinquantenario della morte di De Gasperi, tratto dal quotidiano "Libero" del 22/8/2004

"Oggi c'è il trionfo di una falsità, costruita con operazioni rivolte a fare di De Gasperi un riformista di sinistra, piuttosto che un uomo di centro e un anticomunista"
Piero Melograni, storico, a proposito del cinquantenario della morte di De Gasperi, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 20/8/2004

"La differenza fra De Gasperi e gli uomini politici di oggi è che De Gasperi fu un uomo di Stato, pensava alle prossime generazioni, al bene comune, mentre i politici di oggi pensano solo alle prossime elezioni"
Piero Melograni, storico, a proposito del cinquantenario della morte di De Gasperi, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 20/8/2004

"La Chiesa avrebbe fatto bene [per il Giubileo dei politici nell'Anno Santo 2000, ndr] a dire: gli uomini di Stato del mondo si presentino dove credono, si deve pregare per tutti loro perché hanno la responsabilità di interi popoli. Quando ci fu la sfilata dei politici in piazza San Pietro, frazie a Dio, ritenni di non andare. Non condivisi il sistema, con tutto il rispetto per la Chiesa e per le procedure inventate in certe manifestazioni"
Oscar Luigi Scalfaro, ex presidente della repubblica, a proposito del Giubileo dei politici del 2000, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 20/8/2004

"Alcuni dirigenti DS sono stati a casa mia e mi hanno detto: abbiamo bisogno di Romano Prodi per vincere, ma come faremo poi a sbarazzarcene? E io ho dichiarato, come l'altra volta, la mia disponibilità al complotto. Solo che questa volta potremmo disporre di molti più miliardi di quelli di cui disponemmo la volta passata"
Francesco Cossiga, ex presidente della repubblica, tratto dal quotidiano "Il Gazzettino" del 15/8/2004

"Berlusconi ha una sola via per vincere [le prossime elezioni politiche, ndr]: forzare la mano per fare la sezione italiana del Partito popolare europeo. E mettere in difficoltà la componente cattolica del centrosinistra. Per riuscirci deve mettere brutalmente sul piatto - facendosi aiutare dai Radicali che potrebbero presentare le proposte - il no al riconoscimento delle coppie di fatto, ai matrimoni tra gay, alle adozioni da parte di single e omosessuali, e l'accettazione invece delle proposte di Giuliano Amato sulle modifiche alla legge sull'aborto"
Francesco Cossiga, ex presidente della repubblica, tratto dal quotidiano "Il Gazzettino" del 15/8/2004

"A differenza di tanti leaders occidentali Reagan era convinto che la lotta contro l'URSS potesse sfociare in una vittoria e non in un semplice compromesso. E come Papa Wojtila riteneva che il comunismo non fosse solo un sistema sbagliato ma anche e soprattutto un male morale"
Luigi Geninazzi, a proposito della morte di Ronald Reagan, tratto dal quotidiano "Avvenire" del 8/6/2004

"Ha cambiato la vita di milioni di persone, specialmente in Europa, portando libertà e democrazia"
Papa Giovanni Paolo II, a proposito della morte di Ronald Reagan, tratto dal quotidiano "Avvenire" del 8/6/2004

"I tedeschi debbono molto a Reagan. Il suo impegno per la libertà ha contribuito in maniera determinante a superare la divisione della Germania e dell'Europa. Grazie alla sua fermezza, i regimi comunisti furono costretti a concedere una serie di garanzie democratiche che ebbero conseguenze a catena"
Helmut Kohl, ex cancelliere tedesco, a proposito della morte di Ronald Reagan, tratto dal quotidiano "Il Giornale" del 7/6/2004

"Ricordate la prima Repubblica e la "balena bianca" ? Alla vigilia di ogni votazione veniva data in difficoltà. Tanto nelle chiacchiere dei salotti che nelle trattorie, nessuno sembrava disposto a votare la Diccì, che veniva raccontato come un partito decadente e fuori dal tempo. Era poco scic e poco "moderno" trovarsi d'accordo con dei baciapile che difendevano il lavoro, la salute, la libertà e una democrazia che odorava un po' di sacrestia. I sondaggi, tutti all'ingiù. Ma il giorno del voto, voilà, la "balena" con un guizzo occupava il suo posto ai vertici della politica"
L'Opinione, quotidiano, del 29/5/2004

"Umberto Agnelli fu senatore democristiano di Roma nella settima legislatura (quando Susanna andò alla Camera eletta tra i Repubblicani). Gli curò la propaganda personale Luca di Montezemolo, con opportuna parsimonia che gli avevamo raccomandato per non suscitare nelle sezioni aspettative di lucro, alle quali tutti noi non saremmo stati in grado di far fronte né allora né per il futuro"
Giulio Andreotti, senatore a vita, tratto dal quotidiano "Il Tempo" del 29/5/2004

"Non vorrei essere nei panni di Prodi. La decisione, da lui imposta all'Ulivo, di chiedere il ritiro delle truppe, potrebbe essere con severità considerata l'involontario segnale alla "resistenza irachena" che l'Italia è l'anello debole ed è quindi giunto il momento di "picchiare" sugli italiani per ottenere un effetto Zapatero"
Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 17/5/2004

"Mi dispiace per D'Antoni ma egli è lo strumento di lotta di Romano Prodi. Lo schema di Prodi è sempre lo stesso: spaccare e distruggere il partito democristiano, è la sua ossessione. Lo fece con Buttiglione nel '95 usando i capigruppo del tempo, Mancino e Andreatta. Adesso cerca di spaccare e spegnere anche l'UDC"
Gianfranco Rotondi, parlamentare UDC, a proposito dell'uscita di Sergio D'Antoni dall'UDC, tratto dall'agenzia Asca il 29/4/2004

"La Siria è un paese arabo considerato "ostile" dagli Stati Uniti, non certo "amico" come la Giordania, ma i terroristi non hanno risparmiato nemmeno la Siria. Dunque l'equazione "ritiro = fine del pericolo" è fasulla"
Clemente Mastella, leader di Udeur - Alleanza Popolare, a proposito del ritiro dei soldati italiani dall'Iraq, tratto dal quotidiano "Il Giornale" del 29/4/2004

"Ora la situazione è grave e le decisioni sono non facili e possono essere dolorose e tragiche. Ci ricordiamo ancora che siamo una Nazione e uno Stato? Ci ricordiamo ancora che per battere il terrorismo interno noi democratico-cristiano, comunisti, repubblicani e liberali abbiamo sacrificato Aldo Moro alla Ragione di Stato e non ci siamo arresi e ci siamo anche lasciati comprensibilmente maledire?"
Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica, a proposito del rapimento degli italiani in Iraq, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 28/4/2004

"Molti spagnoli, come me, si vergognano per la ritirata delle nostre truppe. E, molto di più, siamo preoccupati per le conseguenze che avrà per la sicurezza comune e per la difesa delle nostre libertà contro il terrorismo"
José Maria Aznar, ex premier di Spagna, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 27/4/2004

"Due ore dopo il sequestro dell'onorevole Aldo Moro, il comitato di crisi fu informato di un episodio che riguardava il pedinamento del presidente della Democrazia Cristiana da parte di uno strano personaggio, lo studente borsista russo Feodor Sokolov, cha a distanza di anni si sarebbe scoperto essere il capo delle operazioni speciali del KGB in Italia. Le operazioni speciali consistevano in sequestri di persona e omicidi"
Ferdinando Imposimato, magistrato, nel libro "La nebulosa del caso Moro", tratto dal quotidiano "Il Giornale" del 23/4/2004

"La storia italiana dal 18 aprile in poi fino alla crisi del sistema politico dei grandi partiti di massa, se sarà rivisitata col necessario senno di poi, rivelerà il debito contratto dal Paese con la politica di De Gasperi, che ha consolidato le libertà democratiche, richiamando tutti al rispetto del Parlamento, ha guidato gli anni della ricostruzione, ponendo le basi del progresso economico sociale e morale del Paese"
Paolo Casavola, costituzionalista, nell'anniversario delle elezioni del 18 aprile 1948, tratto dal quotidiano "Il Messaggero" del 18/4/2004

"[La generazione di De Gasperi, ndr] aveva esperienza della drammaticità della politica e della fragilità di costruzioni non fondate sulla roccia di grandi persuasioni morali. Aveva visto vincere la libertà, De Gasperi, ma proprio per questo, con severità e trepidazione insieme, ammoniva: 'E' necessario che ci persuadiamo che il regime democratico è veramente un regime molto duro, un regime che esige un addestramento ed una vigilanza continua. Bisogna creare, con lo sforzo quotidiano, la democrazia nell'abitudine, nel Parlamento, nel Governo, nei partiti e nelle associazioni. Ogni giorno è necessario riconquistare la democrazia, dentro di noi, contro ogni segno di violenza, fuori di noi, con l'esperienza della libertà' "
Paolo Casavola, costituzionalista, nell'anniversario delle elezioni del 18 aprile 1948, tratto dal quotidiano "Il Messaggero" del 18/4/2004

"Il cattolicesimo italiano della seconda metà dell'800 è stato vissuto in antitesi con la "nazionalità" di Mazzini e di altri. Ma siamo nel XXI secolo, e questa contrapposizione si è sciolta. Nessun cattolico, ormai, avverte in modo problematico il rapporto con la patria. L'identità italiana non si risolve nel cattolicesimo, ma il cattolicesimo ne è grande parte"
Card. Camillo Ruini, Presidente della Commissione Episcopale Italiana, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 28/3/2004

"Non bisogna odiare, ma nemmeno fuggire. Credo che occorra rimanere a Nassiriya con un atteggiamento costruttivo, aiutando gli iracheni a combattere l'eversione che colpisce il loro Paese. Ma è necessario anche evitare iniziative che allarghino il fossato tra l'Occidente e il mondo islamico. Altrimenti si rischia di far vincere la logica del terrorismo"
Card. Camillo Ruini, Presidente della Commissione Episcopale Italiana, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 28/3/2004

"E se, per un Ulivo che si trovasse oggi, da un giorno all'altro, a dover assumere la responsabilità del governo, il problema fosse quello di decidere se continuare o interrompere la partecipazione a questa guerra, non ho esitazione a dire che la scelta sarebbe quella di porre fine all'intervento"
Romano Prodi, leader dell'Ulivo, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 27/3/2004

"L'europeismo italiano nasce con Luigi Einaudi, che sostenne De Gasperi nel firmare il trattato di pace dopo la seconda guerra mondiale. Ma fu proprio De Gasperi, deputato di Vienna, il primo che si sentì davvero figlio di uno Stato multietnico e multinazionale. La sua idea di Europa fu, inannzitutto, un'idea pratica: alla fine della guerra si convinse che nessuno Stato avrebbe potuto avviare da solo la ricostruzione"
Sergio Romano, ambasciatore, in un incontro su Alcide De Gasperi organizzato dalla Fondazione Corriere della Sera e dalla Fondazione Alcide De Gasperi, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 18/3/2004

"La DC che ho amato, e amo ancora, detestava il potere monarchico, impediva sempre il governo assoluto di qualcuno, fosse Fanfani o De Mita"
Paolo Cirino Pomicino, esponente di Alleanza Popolare - Udeur, alla presentazione del libro di Antonio Ghirelli "Democristiani", tratto dal quotidiano "La Repubblica" del 4/3/2004

"Non sono più entrato a piazza del Gesù da quando [la DC, ndr] ha cambiato nome"
Giulio Andreotti, senatore a vita, alla presentazione del libro di Antonio Ghirelli "Democristiani", tratto dal quotidiano "La Repubblica" del 4/3/2004

"L'identità valtellinese di Ezio Vanoni e Pasquale Saraceno è ben riassunta da un passaggio della lettera con la quale, tre settimane dopo l'armistizio, il futuro ministro annuncia alla madre l'intenzione di dedicarsi all'impegno politico: 'Bisogna che tutti superiamo lo sconforto che ci ha preso, mettiamo da parte le nostre sofferenze individuali e le angosce per le nostre famiglie, e pensiamo ed operiamo per il bene di tutti ... Bisogna dimenticare i nostri egoismi, le nostre preoccupazioni per il domani per darsi interamente a risolvere i problemi comuni ... Ogni sacrificio, ogni dolore ci sembrerà lieve, se preparerà l'avvenire e la rinascita ...' "
Battista Bonfanti, esponente della Margherita, tratto dal quotidiano "Europa" del 3/3/2004

"Viva la gloriosa Prima Repubblica"
Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica, tratto dal quotidiano "La Nazione" del 29/2/2004

"Questa decisione il governo Prodi prese [uso da parte della NATO delle basi NATO e americane in Italia, ed esclusione di una diretta partecipazione bellica italiana, ndr], sia per il tendenziale pacifismo di gran parte del Partito popolare italiano, Castagnetti, Rosy Bindi e soprattutto l'ex ds Dario Franceschetti in prima linea, sia per l' "anti-atlantismo", ma soprattutto l' "anti-americanismo" di matrice "dossettiana" e "cattolico-borghese", di Romano Prodi, ma soprattutto per il voto di Rifondazione Comunista"
Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica, a proposito dell'intervento militare NATO in Kosovo, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 25/2/2004

"Guardi, anzitutto distinguerei tra pacifista e pacificatore: se vogliamo fare un esempio, Pilato rischia di essere un "pacifista" perché, per principio o per tranquillità, se ne lava le mani. Il pacificatore è Gesù, che paga di persona"
Mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni, a proposito del pacifismo, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 25/2/2004

"Si ripropone, come in altre precedenti occasioni, il significato della presenza dei cattolici in un mondo assai variegato, che vede tuttora, al suo interno, presenze e posizioni ambigue. Una dose di antiamericanismo che furbescamente non legge la realtà degli Stati Uniti per quella che è; la giustificazione della violenza contro la cosiddetta violenza di Stato; una attenzione ossessiva alle 'guerre occidentali' e meno a quelle tra paesi poveri; una difficoltà cronica a coniugare il piano dei valori e dei principi con quello della responsabilità; le azioni terroristiche che colpiscono i civili iracheni confuse con il mito della resistenza popolarei"
Edoardo Patriarca, Portavoce del Forum Permanente del Terzo Settore, a proposito della partecipazione dei cattolici alle manifestazioni pacifiste a favore del ritiro delle truppe italiane dall'Iraq, tratto dal quotidiano "Avvenire" del 25/2/2004

"Votare no sarebbe un grave errore. Si tratta ora di lavorare affinché la forza multinazionale in un breve futuro venga inquadrata sotto il comando NATO e perché la transizione venga gestita dall'ONU"
Gianni Vernetti, deputato della Margherita, a proposito del voto per il rifinanziamento delle missioni italiani all'estero, tratto dal quotidiano "Il Riformista" del 25/2/2004

"Il comitato che aveva il compito di preparare la manifestazione, infatti, aveva stabilito di trasmettere due video per esaltare il concetto di Europa. Uno con Alcide De Gasperi, l'altro con Altiero Spinelli. I filmati erano pronti quando è scoppiata la lite. La maggior parte dei DS si è indignata quando ha appreso che a rappresentare il triciclo sarebbero stati un segretario della DC e un signore che, per quanto eletto come indipendente nelle loste del PCI, nulla aveva a che fare con la 'storia patri' dei comunisti italiani. E' stato tutto un 'ma come, così annulliamo le nostre radici', 'non vogliamo morire berlusconiani, ma nenache democristiani'. Insomma, alla fine i due video non sono andati in onda"
Il Foglio, a seguito della convention del Triciclo per la lista unitaria alle elesioni europee, tratto dal quotidiano "Il Foglio" del 17/2/2004

"Imperversa ormai la cultura omologata dello spettacolo e dell'informazione, ma omologato è anche lo stile delle convention di Forza Italia e dell'Ulivo. Berlusconi e Prodi cominciano a rassomigliarsi, anche fisicamente, sempre di più. Per i D'Alema, per i Fassino, per i Veltroni, che doloroso deve essere stato sentire annoverare tra i padri dell'Ulivo De Gasperi, che non esitò a sacrificare la storia e l'ideologia del padre, don Sturzo, affogandoli in una Democrazia Cristiana in funzione anticomunista e antisocialista. Tanto vale che Berlusconi si appropri anche dei personaggi-simbolo del comunismo, da Antonio Gramsci a Palmiro Togliatti"
Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica, a seguito della convention del Triciclo per la lista unitaria alle elesioni europee, tratto dal quotidiano "La Nazione" del 16/2/2004

"Si tratta di conservare la tradizione, la nostra storia ma intercettando i nuovi bisogni della società. Dobbiamo mantenere le nostre radici, ma costruire anche nuovi rami. L'anima, i valori e le regole dell'Europa restano quelli intuiti per primi da De Gasperi, Adenauer e Schuman"
Francesco Fiori, parlamentare PPE e vice presidente del Parlamento europeo, a proposito del XVI congresso del PPE, tratto dal quotidiano "Avvenire" del 5/2/2004

"Non capisco dove vada la Margherita, non ne vedo le prospettive ... Analizziamo cosa accade nel PPE: dopo un periodo di convivenza tra democristiani e conservatori hapreso piede ormai il principio che l'importante è vincere, per cui si accettano tutti purché si sia messi in grado di prevalere sui socialisti. Non sono d'accordo, anche perché si mettono insieme europeisti e antieuropeisti, ma posso capire. Quello che non mi torna giusto invece è che a questo punto la risposta sia quella di emigrare, lasciando il nido al cuculo, dando tra l'altro l'impressione che siamo noi a cambiare politica"
Guido Bodrato, parlamentare PPE, a proposito del costituendo gruppo promosso da Romano Prodi, tratto dal quotidiano "Il Giornale" del 5/2/2004

"Me ne vado con la coscienza tranquilla, sereno, orgoglioso e soddisfatto, perché la Spagna di oggi è un Paese migliore rispetto al 1996"
José Maria Aznar, Premier popolare di Spagna, a seguito dell'annuncio della sua non ricandidatura alla guida della Spagna, tratto dal quotidiano "Il Sole 24 Ore" del 20/1/2004

"Vorrei dare un mio contributo perché le cose in politica andassero meglio. Non sono in cerca di un ruolo, l'età ormai è quella che è, ma l'equilibrio nella disgregazione degli schieramenti può essere trovati solo da chi ha vissuto l'esperienza della Democrazia Cristiana ... Senza gli ex DC i due schieramenti praticamente non dialogherebbero. In questi anni si è già visto che gli ex DC sono stati capaci di trovare le ragioni di un incontro costruttivo su temi molto importanti per la vita del Paese"
Arnaldo Forlani, ex segretario politico della DC, tratto dal quotidiano "La Nazione" del 17/1/2004

"Può darsi che la proporzionale abbia difetti, crei troppe forze politiche. Ma in fondo avevamo ottenuto la governabilità. Al massimo nella tradizione italiana c'erano stati governi da ventennio: la Sinistra, Giolitti, il Fascismo. Noi siamo durati 40 anni, con un sistema che ha retto"
Giulio Andreotti, senatore a vita, tratto dal quotidiano "Il Tempo" del 14/1/2004

"All'incontro a cui [l'ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, ndr] ha preso parte c'erano pure Occhetto e Di Pietro fra i principali protagonisti di una drammatica stagione. L'ex leader dei DS aizzava la magistratura e Di Pietro, dopo aver verificato che Sama aveva portato un miliardo anche a Botteghe Oscure, decise di non fare nulla. Con Scalfaro presente il trio si è ricostituito"
Carlo Giovanardi, ministro UDC, a proposito della partecipazione dell'ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro al raduno dei girotondini, tratto dal quotidiano "Il Mattino" del 12/1/2004

"Scalfaro girotondino che accusa l'UDC davanti ai due [Achille Occhetto e Antonio Di Pietro, ndr] e ad una platea forcaiola, di concorrere alla costituzione di un regime, è un'immagine miserabile che non avremmo mai voluto vedere e che ci motiva ancora di più nella difesa del nostro passato e nella costruzione del nostro futuro"
Carlo Giovanardi, ministro UDC, a proposito della partecipazione dell'ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro al raduno dei girotondini, tratto dal quotidiano "Il Mattino" del 12/1/2004

"Uniti fino alla vittoria!"
Oscar Luigi Scalfaro, ex Presidente della Repubblica, alla convention dei girotondini a Roma, tratto dal quotidiano "Il Messaggero" del 11/1/2004

"Per noi è evidente che se saremo noi il primo partito del Parlamento Europeo, ci aspettiamo che il Presidente della Commissione non appartenga come accaduto ora all'altra grande famiglia politica. Nel 1999 fu per noi molto difficile accettare che il leader della Commissione fosse di sinistra pur essendo noi vincitori"
Hans-Gert Poettering, capogruppo del PPE al Parlamento Europeo, tratto dall'agenzia "Adnkronos" del 13/1/2004

"E' inaccettabile che Prodi intervenga così massicciamente nella politica italiana e critichi la presidenza di turno italiana. Egli abusa della sua posizione di presidente della Commissione. Ci sono voci in Italia su una possibile lista del centro-sinistra guidata da lui. Se si vuole candidare, si deve dimettere, ma ritengo che sarebbe irresponsabile. Prodi dovrebbe essere esplicito che non finirà il suo mandato prima della scadenza del 1 novembre"
Hans-Gert Poettering, capogruppo del PPE al Parlamento Europeo, tratto dal quotidiano "Il Messaggero" del 8/1/2004




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