HANNO GIA' DETTO
NELL'ANNO 2002


"Ciò che offende [...] è il tentativo di insinuare l'idea che la storia di 50 anni della DC e di chi -come Andreotti - ha potuto incarnare nell'immaginario collettivo, potesse in qualche modo intersecare una storia di corruzione ... Tutta la politica che ha governato il sistema-Paese dall'avvento della Repubblica alla caduta del muro di Berlino si reggeva sul patto tra DC e PCI, sull'epicentro parlamentare in luogo dell'epicentro governativo, sul riconoscimento reciproco di ruoli e legittimazioni. E non possono essere sottoscritti patti tra un soggetto gentiluomo e l'altro delinquente!"
Clemente Mastella, Pino Pisicchio, Mauro Fabris, esponenti dell'UDEUR, tratto dal quotidiano "Il Giornale" del 22/11/2002

"Quando ho avuto il primo procedimento ho potuto dire quello che mi aveva raccontato il capo della polizia Vincenzo Parisi, che quando questi [i pentiti di mafia, ndr] testimoniavano contro di me venivano retribuiti di più ... Non dimentichiamo Balducci Di Maggio al quale avevano dato mezzo miliardo ... ed era previsto che ne prendesse tre volte tanti"
Giulio Andreotti, ex Presidente del Consiglio, tratto dal quotidiano "L'Unità" del 19/11/2002

"Forse l'abbiamo convinto [Claudio Scajola, ndr]: è ora che torni al partito, che riprenda la guida, d'intesa con Dell'Utri. L'inerzia di Forza Italia sta creando troppi spazi e in politica gli spazi si occupano. Non lamentiamoci poi dell'attivismo dei centristi. Se a un certo punto scopriremo che ne hanno preso troppo, sarà colpa nostra, non merito loro"
Enzo Ghigo, Presidente della Regione Piemonte, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 18/10/2002

"Anche noi [ex democristiani, ndr], da questa parte [nel centrodestra, ndr], abbiamo pagato il doveroso tributo allo spirito del tempo. Ed anche nella nostra coalizione c'è più di una difficoltà a conciliare l'identità centrista e moderata di cui siamo interpreti con argomenti, posizioni e stati d'animo di segno assai diverso ... Del resto, per rimanere nel tema democristiano, vorrei ricordare che una parte di questa stessa difficoltà la attraversò appunto la DC. Partito democratico e moderato che covava dentro di sé umori e pulsioni che spingevano verso esiti molto più drastici. Li covava eppure riusciva a dominarli. Ne teneva conto con realismo, senza distaccarsene ma senza abbandonarvisi. Li accompagnava verso soluzioni più costruttive esercitano una pedagogia politica severa ma non saccente"
Marco Follini, Presidente del CCD, tratto dal quotidiano "Il Messaggero" del 18/10/2002

"Traduzione libera [delle parole di D'Alema sul Messaggero, ndr], ma credo non impropria: il valore e l'orgoglio della storia democristiana sono stati evocati dai popolari con ritrosia e timidezza, a tutto vantaggio del centro-destra. E' curioso che sia il leader della sinistra a lamentare il ripiegamento della bandiera centrista nell'accampamento ulivista"
Marco Follini, Presidente del CCD, in risposta ad un articolo di Massimo D'Alema, tratto dal quotidiano "Il Messaggero" del 18/10/2002

"La trovo [quella di D'Alema sul Messaggero, ndr] una contestazione infondata e provocatoria. Fatta per giunta da uno che ha dato il sangue per legittimare ed erigere un monumento a Berlusconi"
Pierluigi Castagnetti, capogruppo della Margherita alla Camera ed ex segretario del PPI, in risposta ad un articolo di Massimo D'Alema, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 18/10/2002

"Ricordo benissimo che a quei tempi [Tangentopoli, ndr] Rosy Bindi guidava, in quella regione [il Veneto, ndr] la cosiddetta Costituente del Partito popolare veneto e rammento ancor meglio, perché ero in prima fila, che nelle assemblee di Abano Terme e di Roma (entrambe del luglio 1993) usava nei confronti della classe dirigente democristiana toni e valutazioni al cui confronto le parole di La Russa appaiono, in tutta franchezza, poco più di un buffetto"
Moreno Morando, avvocato ed ex segretario dei popolari veneti, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 18/10/2002

"Berlusconi si è presentato agli italiani come l'incarnazione politica di Alcide De Gasperi, come l'uomo che avrebbe impedito, in circostanze storiche mutate, agli eredi del comunismo di accedere al governo dell'Italia. E' mia opinione che tale operazione gli sia riuscita anche per responsabilità del nostro campo [il centrosinistra, ndr], e in particolare per il ritardo da parte degli eredi dell'esperienza democratico-cristiana dentro l'Ulivo di una riflessione su quanto di vitale o di definitivamente superato vi fosse in quella tradizione. Coll'effetto di non aver rivendicato a sufficienza, avocandoli alla propria parte, i meriti e i contenuti di quella storia, e agevolando, in tal modo, la commedia di Berlusconi sull'eredità degasperiana"
Massimo D'Alema, Presidente dei DS, tratto dal quotidiano "Il Messaggero" del 17/10/2002

"E' difficile definire le cose stolte. Ma se in queste sortite grevi di Umberto Bossi e di un esponente di AN c'è qualche finalità politica ciò è dovuta a propositi, magari inconsci, di provocare dei ribaltoni. Sì, ribaltoni. Così da far ricadere la colpa di ciò su altri rispetto a chi li coltiva ... Gli amici del CCD dovrebbero capire cosa c'è dietro certe dichiarazioni a freddo. Comunque tocca a loro portare elementi di razionalità e di equilibrio dentro questo coacervo di contrasti, di volgarità e di diseducazione civile"
Arnaldo Forlani, ex segretario politico della DC, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 15/10/2002

"Tocca a loro [il CCD, ndr], per primi, invitare chi oggi tenta di riprocessare in pubblico la vecchia DC a restituire ai fatti di Tangentopoli una valutazione più onesta e giusta. Penso agli aiuti finanziari ai partiti, compreso la Lega; a certe sentenze giudiziarie, che soltanto per stupidità o settarismo sono state considerate eque e giuste ... se coloro che vogliono impegnarsi a guidare il Paese non sono neppure d'accordo nel giudicare con serenità gli ultimi dieci anni della vita politica italiana è difficile che possano stare insieme. O no?"
Arnaldo Forlani, ex segretario politico della DC, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 15/10/2002

"Se si deve fare un'indagine per arrivare a certificare gli aiuti finanziari che il PCI ha ricevuto dall'URSS o dalle intermediazioni commerciali con i paesi dell'Est, la Commissione [d'indagine su Tangentopoli, ndr] non ha senso. Che il PCI avesse mezzi finanziari più di tutti gli altri partiti messi insieme è stato confessato dagli stessi dirigenti comunisti. Il nostro Carlo Donat Cattin ne fece addirittura una specie di trattato"
Arnaldo Forlani, ex segretario politico della DC, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 15/10/2002

"Certo anche da parte degli amici della sinistra DC molti si sarebbero aspettati un'azione più decifrabile per ristabilire la verità storica. In passato c'è stata molta ipocrisia in giro; anche interesse a confondere le cose. Le ultime sortite di Bossi e AN non contribuiscono davvero a diradare i sospetti e i dubbi su quella tormentata stagione di travisamenti e di bugie"
Arnaldo Forlani, ex segretario politico della DC, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 15/10/2002

"Vedo con preoccupazione che continua la caccia agli ex democristiani di cui la prima vittima è stato Claudio Scajola. Fucilato alla schiena. Ma neppure gli ex PSI, PSDI e PLI sembrano sfuggire alla battuta in atto nella riserva della Prima Repubblica. Passi per AN che ha le sue radici nel giustizialismo dell'idealismo tedesco. Lo stesso che ha fornito la cultura al fascismo. Mi chiedo soltanto come due ex DC come Selva e Fiori possano continuare a far parte di un partito in cui alla Camera sono rappresentati dal prode La Russa. Dovrebbero lasciare AN e passare subito in FI"
Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 14/10/2002

"Siamo tutti democristiani!"
Renzo Patria, deputato di Forza Italia, a seguito delle dichiarazioni a Montecitorio del capogruppo di AN Ignazio La Russa, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 11/10/2002

"Si mette a fare [Ignazio La Russa, ndr] una dichiarazione del genere quando qui siamo per il 70 per cento ex DC"
Massimo D'Alema, Presidente dei DS, a seguito delle dichiarazioni a Montecitorio del capogruppo di AN Ignazio La Russa, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 11/10/2002

"Quello che ha detto La Russa è inaccettabile. Non si può dire che dal '92 al '94 i giudici hanno fatto bene a massacrare quella classe politica, mentre quando sotto accusa finiscono Berlusconi e Bossi i giudici diventano politicizzati e un pericolo per la democrazia ... Berlusconi la pensa esattamente come me, tanto che alla commemorazione del povero Moroni ha citato il mio libro sulla vicenda di Mani pulite. La Russa invece mette in discussione i fondamenti stessi dell'alleanza [di governo, ndr]"
Carlo Giovanardi, ministro del governo Berlusconi, tratto dal quotidiano "Il Messaggero" del 11/10/2002

"Nel '96 lo schema partito socialdemocratico - Ulivo aveva un senso perché c'era il PPI e c'era il PDS. Oggi invece, di fronte alla Margherita che non è il PPI, il nostro spazio politico si accavalla con quello della Margherita ... la teoria delle due gambe viene smentita dai nostri elettori, che in maggioranza si dicono non di centro o di sinistra, ma di centrosinistra ... Quello che in Europa svolgono i partiti socialdemocratici, in Italia lo fa l'Ulivo"
Massimo D'Alema, Presidente dei DS, in un intervento alla riunione del gruppo DS al Senato, tratto dal quotidiano "Il Messaggero" del 10/10/2002

"Vede, lei ha citato una frase di Fini [di elogio ai magistrati di Milano per Tangentopoli, ndr]. Mi sarebbe stato facile, onorevole Franceschini, dire come mai quelle frasi poteva dirle Fini, poteva dirle Bossi, ma non potevano dirle esponenti del partito in cui lei allora militava [la DC, ndr]"
Ignazio La Russa, capogruppo di AN alla Camera, nelle dichiarazioni di voto alla Camera sulla cosiddetta "legge Cirami", tratto dal resoconto stenografico dell'Assemblea di Montecitorio del 10/10/2002

"I nostri avversari vogliono dividerci e questo scontro [tra Claudio Scajola e Marcello Dell'Utri, ndr], vero o supposto che sia, non serve né a voi, né al partito"
Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 9/10/2002

"L'arroganza non aiuta il partito. Questi sono tutti convinti che i voti siano in cassaforte, ma si sbagliano. In Piemonte abbiamo perso città imperdibili: Alessandria, Asti, Cuneo. In Veneto abbiamo perso Verona per un braccio di ferro di potere dentro il partito. Lo scontro tra governatori e coordinatori in molte regioni ci sta azzoppando. Sono troppi coloro che antepongono il proprio interesse personale a quello comune"
Roberto Antonione, coordinatore di Forza Italia, tratto dal quotidiano "La Repubblica" del 3/10/2002

"Alcune procure, a cominciare da Milano, trasformarono il reato di finanziamento illecito in corruzione, con un meccanismo semplice ma terrificante. Si imprigionava un imprenditore che aveva dato un contributo ai partiti o a qualche uomo politico e non lo si liberava sino a quando non confessava l'avvenuta corruzione. Una volta che aveva confessato, l'imprenditore o il politico di decima fila veniva liberato e avviato rapidamente al patteggiamento, mentre si imbastivano i processi ai leader politici più autorevoli. Nel dibattito in aula, chi aveva confessato si avvaleva della facoltà di non rispondere, per cui rimaneva cristallizzata giudiziariamente quella verità, nata dalle dichiarazioni fatte quasi sempre in carcere o sotto la minaccia del carcere"
Paolo Cirino Pomicino, ex Ministro della Repubblica, tratto dal settimanale "Corriere della Sera - Sette" del 3/10/2002

"La sensibilità di Sabelli Fioretti [giornalista, ndr] non si è mai indignata per i due mesi di carcere di Clelio Darida o di Franco Nobili o, addirittura, per i due anni trascorsi all'Ucciardone da Calogero Mannino, tutti naturalmente innocenti"
Paolo Cirino Pomicino, ex Ministro della Repubblica, tratto dal settimanale "Corriere della Sera - Sette" del 3/10/2002

"Sabelli Fioretti [giornalista, ndr] mi ha cortesemente invitato a presentare il mio libro a Lavarone e nel dibattito mi chiedeva sempre di Berlusconi e di Forza Italia. Quando gli ho ricordato che nel libro parlavo anche del PCI, della sua oggettiva convergenza con la politica mafiosa o dei suoi finanziamenti occulti, mi ha risposto candidamente 'Non ci credo'. Il giacobinismo è fatto così. Feroce con gli avversari, tenero con gli amici"
Paolo Cirino Pomicino, ex Ministro della Repubblica, tratto dal settimanale "Corriere della Sera - Sette" del 3/10/2002

"... già l'altra volta [per l'invio dei soldati italiani in Afghanistan, ndr] non ho votato e, coerentemente, mi comporterò allo stesso modo ... Non c'è nessuna continuità [nell'attuale invio degli alpini rispetto a quello precedente, ndr], no"
Rosi Bindi, esponente della Margherita ed ex PPI, tratto dal quotidiano "La Repubblica" del 3/10/2002

"Io resto sulle posizioni espresse in modo maggioritario dall'Ulivo un anno fa in Parlamento quando votammo a favore"
Nicola Mancino, esponente della Margherita ed ex PPI, tratto dal quotidiano "La Repubblica" del 3/10/2002

"Nei giorni scorsi si è parlato di una riduzione delle cifre trasferite dallo Stato alle Regioni. Poi si è parlato di un blocco ... Se fosse così, se i trasferimenti saranno uguali e dovremo affrontare solo il costo dell'inflazione, sarà un sacrificio ma potremo sopportarlo. In caso contrario, le cose si faranno molto difficili"
Roberto Formigoni, Presidente della regione Lombardia, tratto dal quotidiano "Il Sole 24 Ore" del 2/10/2002

"Certo non è la Finanziaria che volevamo, e ci auguriamo che su alcuni punti il Governo accetti di modificarla: in particolare, sul credito d'imposta e sulla trasformazione in prestiti agevolati degli incentivi a fondo perduto destinati alle imprese. Ma la congiuntura economica internazionale è nota a tutti, ed è comunque un segno di grande attenzione per il Sud la decisione del presidente Berlusconi di presiedere il Fondo gestito attraverso il Cipe"
Raffaele Fitto, Presidente della regione Puglia, tratto dal quotidiano "Il Messaggero" del 2/10/2002

"Se l'Europa vorrà incidere stando al fianco degli Stati Uniti nelle operazioni di pace nel mondo, non dovrà più seguire la strada dei singoli eserciti completi in tutto ma di una forza nella quale i singoli Stati partecipino dentro una regia generale e collettiva"
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, tratto dal quotidiano "La Nazione" del 1/10/2002

"La Spagna è una leale amica degli Stati Uniti, e la posizione [sull'Iraq, ndr] sarà quella di un Paese che si preoccupa di lottare contro il terrorismo. Credo che comunque gli Stati Uniti e l'Europa debbano agire di concerto. Non siamo obbligati ad essere d'accordo su tutto, ma non dobbiamo dimenticare che gli europei e gli americani sono alleati, e che dividerci rappresenterebbe un grosso rischio. Soprattutto per l'Europa"
José Maria Aznar, Primo ministro di Spagna, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 30/9/2002

"Io dico che serve un ramo federale del Parlamento, sia la Camera che il Senato, non importa. Il governo delle ottenere la fiducia da uno dei due rami del Parlamento, e poi anche quella di questo secondo ramo eletto da tutte le autonomie locali quando si occupa di problemi che le riguardano. Ma serve una Camera federale, non 3 o 12"
Roberto Formigoni, Presidente della Giunta regionale della Lombardia, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 18/9/2002

"Piaccia o no, la manifestazione di Piazza San Giovanni è l'ultimo colpo, forse quello mortale, per la destrutturazione della politica nella sua forma partito ... Politica e partiti sono due concetti che hanno sempre camminato a braccetto nella storia democratica dell'umanità ... Nessuno potrà mai sostenere che la politica democratica possa incanalarsi attraverso vie diverse da quelle dei partiti ... Ci sgomenta, infatti, l'affermazione di chi, come Moretti, ha convocato in piazza centinaia di migliaia di persone per dire loro che si devono sentire 'slegati da qualsiasi logica di qualsiasi partito'."
Paolo Cirino Pomicino, con lo pseudonimo di Geronimo, a proposito del "girotondo" a Roma del 14 settembre, tratto dal quotidiano "Il Giornale" del 17/9/2002

"Hanno ragione [Moretti e i girotondini, ndr] quando tutti insieme reclamano che la legge sia uguale per tutti. Purtroppo così non è. Non lo è per il povero cristo extracomunitario, ma non lo è neppure per gli uomini politici dell'area moderata che da dieci anni a questa parte sono trascinati, a turno, nelle aule giudiziarie da un nugolo di inquirenti politicizzati che tradiscono il loro giuramento di fedeltà alla Costituzione. Chi di questi cantori della legalità, ad esempio, ha fatto il girotondo intorno al Palazzo di Giustizia di Palermo che ha processato Giulio Andreotti eha mantenuto in carcere per due anni pur essendo innocente un leader politico come Lillo Mannino togliendolo alla sua Sicilia e al suo Paese ? Questi difensori della legalità a senso unico forse non sanno che negli anni del centrosinistra sono tornati in libertà, e lo sono ancora oggi, decine e decine di mafiosi a cominciare dagli esecutori della strage di Capaci in cui morì Giovanni Falcone la cui salma è stata più volte offesa dalla ipocrisia di chi lo ha duramente combattuto in vita per poi appropriarsene politicamente dopo la morte"
Paolo Cirino Pomicino, con lo pseudonimo di Geronimo, a proposito del "girotondo" a Roma del 14 settembre, tratto dal quotidiano "Il Giornale" del 17/9/2002

"Voglio proprio dire grazie a Nanni Moretti"
Dario Franceschini, coordinatore della Margherita ed ex PPI, a proposito del "girotondo" a Roma del 14 settembre, tratto dal quotidiano "L'Unità" del 16/9/2002

"Con questo sistema elettorale, io sono costretto all'abbraccio con Bertinotti e Follini con Bossi. Un sistema che divide me e Follini è guasto ... In queste settimane sto mettendo in piedi un comitato bipartisan per la riforma del sistema elettorale. Le adesioni vanno da Andreotti ad amici di Rifondazione Comunista, ad esponenti di Forza Italia e anche della destra"
Pino Pisicchio, capogruppo dell'UDEUR alla Camera dei Deputati, tratto dal quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 16/9/2002

"L'errore della Margherita è stato proprio questo, aver abbandonato le identità. E' sotto gli occhi di tutti il disagio di tanti amici Popolari a stare in una coalizione dove a portare la battuta sono Rutelli e Parisi"
Pino Pisicchio, capogruppo dell'UDEUR alla Camera dei Deputati, tratto dal quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 16/9/2002

"Prendiamo Santoro. Lui ha fatto molti girotondi, guadagnandoci miliardi, tra la RAI e Mediaset. Ora si lamenta, si sente un disoccupato ... Ma, insomma, siamo seri, danno a me del voltagabbana, credo però che Santoro mi superi abbondantemente"
Clemente Mastella, leader dell'UDEUR, a proposito di alcuni "girotondini", tratto dal quotidiano "La Nazione" del 14/9/2002

"Vede, chi guadagna 130 milioni a puntata non può dire che la RAI è di regime"
Clemente Mastella, leader dell'UDEUR, a proposito di alcuni "girotondini", tratto dal quotidiano "La Nazione" del 14/9/2002

"Stamani leggevo sulla cronaca locale di Benevento: 'la CGIL a Roma'. Mi chiedo: che spontaneità c'è?"
Clemente Mastella, leader dell'UDEUR, a proposito della spontaneità del "girotondo" a Roma del 14 settembre, tratto dal quotidiano "La Nazione" del 14/9/2002

"Se nasce il partito Sacher [dei girotondini di Nanni Moretti, ndr], io farò il partito della pastiera"
Clemente Mastella, leader dell'UDEUR, a proposito dei "girotondi", tratto dal quotidiano "La Nazione" del 14/9/2002

"Bisogna creare una coscienza civile che porti un giovane a valutare la possibilità di spendere un anno di vita, volontariamente, a servizio degli altri, e perciò anche del Paese"
Carlo Giovanardi, ministro del governo Berlusconi, a proposito del servizio civile, al Forum veneto dei Giovani a Jesolo, tratto dal quotidiano "Il Gazzettino" del 13/9/2002

"Ogni manifestazione è libera e legittima e tutte le voci meritano di essere ascoltate. Detto questo, mia figlia ha nove anni e i girotondi ha smesso di farli. Per me la politica è altrove"
Marco Follini, Presidente del CCD, a proposito dei "girotondi" della sinistra, tratto dal quotidiano "La Repubblica" del 13/9/2002

"L'effetto peggiore che quell'attentato [dell'11 settembre 2001 in America, ndr], in Italia ed in Europa, è stato quello collaterale di scatenare nelle intellighentsie trasversali di destra, di sinistra e cattoliche integraliste la corsa alla dietrologia anti-americana e di far salire quel tasso già assai alto di odio verso l'alleato d'Oltreoceano"
Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica, tratto dal quotidicano "La Padania" del 13/9/2002

"L'ONU è diventato anche peggio [della Società delle Nazioni, ndr] grazie al terzomondismo imperante, pronto a mettere sotto accusa gli USA e Israele per ogni reazione armata al terrorismo e a mobilitare marce della pace quando c'è da eliminare individui come Saddam Hussein"
Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica, tratto dal quotidicano "La Padania" del 13/9/2002

"[I giudici, ndr] negli anni '90, mercè la tutela di Scalfaro, sono diventati i più forti in Italia usando il potere di mandare la gente in galera. E chi si prende certe prerogative poi non le vuole più mollare. Ci vorranno decenni per farli ritornare nel loro alveo di semplice ordine giudiziario"
Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica, tratto dal quotidicano "La Padania" del 13/9/2002

"Oggi non c'è niente che abbia sostituito quella stabilità. Ripeto: nel 1991 avevamo una classe politica"
Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica, tratto dal quotidicano "La Padania" del 13/9/2002

"Facciamo una Convenzione con rappresentanti di Parlamento, Regioni e Comuni, che disegni la nuova architettura dello Stato. Poi sarà il Parlamento a decidere se e come trascrivere questo disegno in legge costituzionale ... un organismo di questo tipo avrebbe il vantaggio di aprire un processo di ascolto. Una riforma nasce nel confronto con quella che una volta si chiamava un po' enfaticamente società civile, con l'associazionismo, gli ambienti economici, tutti i soggetti interessati a un miglioramento della macchina dello Stato. Né più né meno di ciò che Stoiber propone che possa avvenire in Germania, dopo il 22 settembre"
Marco Follini, presidente del CCD, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 5/9/2002

"In Senato non esistono più Popolari, Diniani, Democratici o altro, esiste il gruppo della Margherita che sulla legge dei rimborsi elettorali è giunta alla decisione di votare no dopo un lungo e approfondito dibattito. Quanto alle appartenenze, mai si sono affacciate nel dibattito ..."
Gruppo della Margherita al Senato, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 28/7/2002

"Non sono molto contento per come si sta comportando il Partito Popolare Italiano. Non vedo chiara la sua situazione, so che si è sciolto in un altro partito che è la Margherita senza comunicarci nulla"
Antonio Lopez Isturiz, segretario generale del Partito Popolare Europeo, tratto dal quotidiano "Il Giornale" del 24/7/2002

"Sullo sfondo c'è l'introduzione in Italia del bipolarismo europeo: una parte i socialisti, dall'altra i popolari"
Bruno Tabacci, deputato dell'UDC, tratto dal quotidiano "La Repubblica" del 23/7/2002

"I partiti servono: partiti afoni generano ministri canterini"
Marco Follini, presidente del CCD, tratto dal quotidiano "Il Messaggero" del 19/7/2002

"Nel '93 votai contro l'abolizione dell'immunità e ritengo oggi, come ieri, che il legislatore sia stato sciagurato. L'immunità è un istituto prezioso per la democrazia e non è un residuo del passato come tanti dicono. Nelle democrazie, per un riequilibrio dei poteri è necessario tener conto che ogni potere deve guardarsi dalla sopraffazione dell'altro. Ogni paese ha un filtro, solo in Italia non c'è"
Giuseppe Gargani, responsabile giustizia di Forza Italia, tratto dal quotidiano "Il Messaggero" del 19/7/2002

"Il capo [Berlusconi, ndr] dovrebbe rigenerare il governo come ha fatto Aznar. Cambiare, chessò, nove ministri di testa sua senza nessun rimpasto. Anche i nostri cominciano a dirgli che questa è l'unica strada per rilanciare il governo"
Paolo Ricciotti, deputato di Forza Italia, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 17/7/2002

"...se vi fu mai un partito che non nacque al vertice, questo fu la democrazia cristiana. Se le si toglie la ramificazione della base, resta un gigante dai piedi di argilla. Sognare quindi che possa nascere una nuova DC da un'operazione di vertice è come sognare la creazione di un esercito fatto di colonnelli e privo di truppe"
Armando Plebe, opinionista del quotidiano "Libero", tratto dal quotidiano "Libero" del 16/7/2002

"Sono scomparsi i partiti e al loro posto sono arrivati 4-5 oligarchi nel centrodestra e 7-8 nel centrosinistra. Ci sono 6-7 formazioni politiche che scomparirebbero dalla sera alla mattina se i loro leaders avessero un incidente stradale"
Paolo Cirino Pomicino, ex ministro della Repubblica, tratto dal quotidiano "Il Tempo" del 14/7/2002

"C'è bisogno che alcuni uomini come Follini, D'Antoni, Buttiglione, ma anche Berlusconi da un lato, e D'Alema, Amato, Cofferati e Bertinotti dall'altro, ricompongano le due grandi culture politiche del Paese, quella socialista e quella cattolico-liberale, per metterci al passo delle altre grandi democrazie europee. Margherita, Forza Italia, Biancofiore, Ulivo, sono nomi un po' ridicoli dietro i quali rischiano di esserci solo spezzoni degradati delle culture politiche europee"
Paolo Cirino Pomicino, ex ministro della Repubblica, tratto dal quotidiano "Il Tempo" del 14/7/2002

"Mi pare che, tranne una breve parentesi, per otto anni l'Italia sia stata governata dalla sinistra ... La gente sa chi non ha voluto gli interventi che erano necessari, potrei indicare nomi e cognomi di chi ha bloccato strumentalmente le opere idriche"
Totò Cuffaro, Presidente della Regione Sicilia, a proposito dell'emergenza acqua in Sicilia, tratto dal quotidiano "Libero" del 14/7/2002

"Andiamo verso un'Europa dove la presenza della grande famiglia del popolarismo europeo sarà forte e significativa ... L'appartenenza politica nel nostro caso è legata ai valori. Siamo convinti che debba esserci un riconoscimento al ruolo delle radici cristiane e religiose della nostra Unione Europea"
Antonio Tajani, parlamentare europeo di Forza Italia, tratto dal quotidiano "Il Giorno" del 14/7/2002

"Il caso Scajola e la sua sostituzione con Giuseppe Pisanu dimostrano che nel modello politico di Forza Italia non esiste, come esisteva nella Democrazia Cristiana ed in altri partiti, un potere di contrattazione con il capo di Governo da parte di chi è investito autonomamente del rango ministeriale"
Francesco D'Onofrio, presidente dei senatori dell'UDC, tratto dal settimanale "Famiglia Cristiana" del 14/7/2002

"Non credo che Berlusconi voglia lasciare Scajola a lungo senza far niente, né Scajola è tipo da mollare. E poi non sarebbe davvero giusto""
Michele Saponara, deputato di Forza Italia, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 13/7/2002

"Rutelli non ha capito proprio niente: io nel centro sinistra sono come Zambrotta e la mia squadra è come il Senegal ... qui c'è qualcuno che fatica e qualcuno che mangia"
Clemente Mastella, leader dell'UDEUR, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 28/6/2002

"[Rivendico, ndr] l'esperienza politica dei democratici cristiani, la cui vitalità credo sia tuttora parte non secondaria di FI, soprattutto per quanto riguarda il consenso elettorale"
Rodolfo Gigli, parlamentare di Forza Italia, a proposito della riorganizzazione del partito di Forza Italia, tratto dal quotidiano "Il Messaggero" del 19/6/2002

"Ogni mattina quando mi alzo grido: evviva la prima Repubblica, viva la gloriosa Democrazia Cristiana, evviva il glorioso Partito Comunista. Ecco perché non sono un prodiano"
Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica, tratto dal quotidiano "La Sicilia" del 4/6/2002

"Lo capisco [Ciriaco De Mita, ndr], è stato per sette anni ininterrottamente al vertice della DC e ora, di fronte a una Margherita che forse non resterà nemmeno nel PPE comincia a guardare ai democristiani che stanno là [nel centro destra, ndr]"
Enzo Carra, della Margherita, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 4/6/2002

"[Marco Follini, ndr] è in gamba: misurato, intelligente, di buone letture ... Una cosa è certa: alla fine della legislatura questa maggioranza politica non sarà più come quella che ora conosciamo ... La verità è che i poli così come sono ora sono fasulli, nati sulla carta, fragili. Ecco perché credo che le novità che agitano il centro produrranno mutamenti in un fronte e nell'altro"
Ciriaco De Mita, della Margherita, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 3/6/2002

"Ho imparato a mie spese a capire che non bisogna prendere le affermazioni di D'Alema per oro colato. Alludo alla vicenda del Quirinale quando sembrava ormai cosa fatta per Rosa Russo Iervolino e invece alla fine è andata diversamente"
Franco Marini, della Margherita, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 3/6/2002

"Io non alludo. Mi riferisco a Francesco Rutelli, che di fronte al congresso in cui l'Udeur decise di non sciogliersi in un «partito unico» lanciò una campagna di annientamento e organizzò il "mercato parallelo": il controcongresso con gli "spretati" dell'Udeur. Ma ora i dati elettorali stanno lì, a confermare che avevamo ragione noi a volere una federazione"
Clemente Mastella, leader dell'UDEUR, a proposito dei risultati delle elezioni amministrative del 26 maggio 2002, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 29/5/2002

"Quando Umberto Bossi parla della DC, farebbe bene a togliersi il cappello"
Marco Follini, presidente del CCD, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 17/5/2002

"Tra lui [Bettino Craxi, ndr] e Spadolini era tutta una gara a chi ne trovava di più [di cimeli garibaldini, ndr]. Tanto che a un certo punto fui costretto a esibire nel mio studio un busto di Pio IX. Così, per ristabilire le proporzioni"
Giulio Andreotti, all'inaugurazione di una mostra di fotomontaggi di Bettino Crazi a Roma, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 16/5/2002

"La politica è un dovere civico, un atto di carità verso il prossimo. Alla base del pensiero politico, umanistico e cristiano di don Sturzo vi è questa espressione valida per chiunque si ponga al servizio di governo della cosa pubblica"
Card. Camillo Ruini, in merito al processo di beatificazione di don Luigi Sturzo, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 4/5/2002

"Quella sera non potrà essere dimenticata da nessuno dei quaranta amici che si erano riuniti. Nulla avevo mai domandato, nulla cercato, ero rimasto semplicemente un prete. Accettai allora quella nuova carica di capo del Ppi con l'amarezza nel cuore, ma come un apostolato, un sacrificio"
Don Luigi Sturzo, dopo la fondazione del Ppi nel dicembre 1918, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 4/5/2002

"In questo Partito [PPE, ndr] noi ci siamo stati da sempre e vogliamo rimanerci con la nostra originale esperienza politica di democristiani italiani per concorrere a fare dell'Europa una grande comunità civile e un grande soggetto politico evitando una sua involuzione tecnocratica senza anima e senza passione. È sconcertante la disinvoltura con cui altri hanno deciso di metter fine alla propria esperienza confondendosi con Partiti e uomini che non solo hanno un diverso passato e storie culturali di segno diverso, ma ancora oggi scelgono di stare in Europa fuori dal partito popolare europeo ... partendo dalla nostra storia avevamo proposto la unificazione con il Partito Popolare perché il nostro comune bagaglio di valori meglio poteva esprimere il proprio peso politico in un'alleanza federata con gli altri partiti della Margherita. Purtroppo ancora una volta, invece di scegliere la strada della politica, si è preferita una scorciatoia di potere immaginando, così, di contendere più facilmente il primato della guida dell'Ulivo ai democratici della sinistra.
Clemente Mastella, leader dell'UDEUR, nella relazione al 1° Congresso nazionale del partito

"ci sono state e non solo in queste ultimissime ore, dichiarazioni di ministri che non mi sono piaciute. Anch'io in questi anni ho imparato a mordermi la lingua. Chi governa ha un dovere in più rispetto a chi sta all'opposizione. E' quello che chiamiamo il senso delle istituzioni. E' quello che nella dottrina cristiana è la grazia di stato"
Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 28/3/2002

"Se esponenti di primo piano della sinistra dicono che è andata al potere la criminalità, allora l'assassinio di Marco Biagi deve essere considerato alla stregua di un atto della guerra di liberazione, bisogna avere il coraggio di dirlo apertamente."
Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica, a proposito dell'assassinio del prof. Marco Biagi, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 20/3/2002

"Devi dire a Berlusconi di stare più attento all'immagine dell'Italia all'estero. Siamo alla vigilia dei lavori per la convenzione europea e dell'allargamento dell'Unione. E l'Italia, in queste fasi delicate, deve avere un ruolo decisivo"
Edmund Stoiber, leader della CSU bavarese, in un colloquio con il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 19/3/2002

"Sono un uomo di centro, un moderato per eccellenza ... Forza Italia potrebbe essere ragionevolmente descritta come un partito di centro sinistra"
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, tratto dal quotidiano "The Times" del 18/3/2002

"La mia posizione è una posizione, e mi dispiace che sia così, estranea a questo processo che porterà il Ppi all'interno della Margherita ... Credo che al Ccd vada riconosciuta, come dire?, una ostinazione nel ritagliarsi uno spazio nel Polo delle Libertà. Segno di una memoria non incoerente. Penso all'Europa. E non soltanto. Certo sono in una posizione scomoda. Però manifestano una inquietudine che c'è. Un malessere che c'è. Vedo che in una situazione ostile e avversa non tramonta l'idea di una organizzazione politica che abbia la sua originalità nell'ispirazione cristiana. Ovviamente non un ritorno al passato. Ecco perché mi piacerebbe che tra i due Centri su alcuni temi, dalla regola elettorale alla deriva presidenzialista, si ritrovassero per fare insieme resistenza. Sarebbe cosa utile."
Mino Martinazzoli, ex segretario politico del PPI, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 8/3/2002

"In un partito con un altro simbolo il Cdu non entra all'unanimità"
Gianfranco Rotondi, CDU, a proposito dell'utilizzo del simbolo dello scudocrociato da parte del nascente partito dell'UDC, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 1/3/2002

"Antistorico e offensivo per i padri della nuova Europa, tra i quali un posto preminente spetta ad Alcide De Gasperi"
Papa Giovanni Paolo II, a proposito dell'assenza del legame tra Europa e Vangelo nella Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, al III Forum della Fonazione De Gasperi, tratto dall'Agenzia SIR del 28/2/2002

"Mentre l'opposizione fa bla bla, Berlusconi fa Blair Blair"
Clemente Mastella, leader dell'UDEUR, tratto dal quotidiano "La Nazione" del 17/2/2002

"Quando Di Pietro mi interrogò, io intuii che era un politico. Che poi non sappia dove collocarsi, è un'altra storia ..."
Arnaldo Forlani, ex segretario politico della DC, a dieci anni da Tangentopoli, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 15/2/2002

"Fu una pagina bruttissima della storia della DC il trattamento riservato da Rosa Russo Iervolino a Citaristi, ad Andreotti, la campagna, che risultò funzionale al PDS, di escludere dalle liste alle future elezioni politiche chiunque avesse avuto non una condanna, intendiamoci, ma un avviso di garanzia. E con questa arma si esclusero dal Parlamento tanti galantuomini che aspetteranno anni prima di essere assolti, ma ai quali nessuno restituì il ruolo politico che avevano avuto e che proprio in quel momento di crisi, quando il loro partito veniva distrutto, non poterono esercitare. Brutta, bruttissima pagina."
Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica, a dieci anni da Tangentopoli, tratto dal quotidiano "Il Giornale" del 14/2/2002

"Possiamo allora dire, a consuntivo, che quello del 1992-1994 non fu il 'Parlamento degli inquisiti', ma il 'Parlamento dei perseguitati'. Con tanto di sentenze che hanno dimostrato l'infondatezza delle accuse nell'80% dei casi"
Carlo Giovanardi, Ministro per i Rapporti con il Parlamento, in una lettera a Paolo Mieli, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 28/1/2002

"La verità è che ancora una volta nella Margherita qualcuno ha deciso di non tutelare gli interessi degli ex democristiani. Anzi, ha scelto di mortificarli"
Clemente Mastella, leader dell'UDEUR, a proposito delle nomine parlamentari alla Convenzione europea, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 28/1/2002

"Fino a quando il Biancofiore esprimerà soltanto lamenti e tarderà a diventare un soggetto politico, continueremo ad essere considerati a titolo personale"
Francesco D'Onofrio, presidente dei senatori del Biancofiore, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 26/1/2002

"La verità è che se la Margherita non si trasforma in una specie di Biancofiore non va da nessuna parte"
Clemente Mastella, leader dell'UDEUR, tratto dal quotidiano "La Nazione" del 26/1/2002

"L'Italia è un Paese fondatore dell'Unione europea, un Paese amico e alleato della Spagna, cosa che spero si rafforzerà ulteriormente in futuro. Sono convinto che Berlusconi e il suo governo avranno un orientamento sicuramente favorevole all'integrazione dell'Unione europea. Lo spero, ne sono convinto e desidero che sia così"
José Maria Aznar, premier spagnolo, tratto dal quotidiano "Corriere della Sera" del 9/1/2002

"Anche lui [Amintore Fanfani, ndr], come oggi Berlusconi, sembrava il padrone d'Italia. Appena entrato a Palazzo Chigi, dove allora aveva sede quell'amministrazione, scoprì che i diplomatici arrivavano tardi, comunque dopo le 8, per cui ordinò di chiudere gli uffici e si fece portare le chiavi, che tenne sulla sua scrivania come un trofeo di guerra. I ritardatari avrebbero dovuto venire a prendersele di persona. Narra la leggenda della Farnesina che uno di quegli ambasciatori, giunto intorno a mezzogiorno, ordinò a sua volta con aria annoiata ai commessi: «Bene, me le manderete a casa». Tre anni dopo, su iniziativa del solito Fanfani e della sua squadra di ambasciatori (Manzini, Messeri, Manfredi, Marchiori e Malfatti di Montetretto), convenientemente ribattezzati «Mau-Mau» come certi spietati dirigenti dell'Africa nera, la diplomazia italiana fu traslocata a forza in uno dei più brutti palazzi di Roma e forse d'Italia ... Non è che si arriva lì [alla Farnesina, ndr], e si comanda. Se lo poté permettere Fanfani, con quei suoi modi. I «Mau-Mau» furono a loro modo risolutivi. Il «sindaco santo» La Pira, da un lato, e l'inventiva spregiudicatezza di Enrico Mattei, dall'altro, assecondarono dall'esterno la svolta efficientistica e il protagonismo internazionale di Fanfani"
Filippo Ceccarelli, giornalista, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 7/1/2002

"Ricordo solo che l´unico esecutivo dal quale i politici furono esclusi per principio fu il governo Badoglio. E non mi pare che la gestione dell´armistizio sia stata precisamente un bel successo..."
Giulio Andreotti, ex presidente del Consiglio, a proposito delle polemiche sui ministri tecnici e ministri politici a seguito delle dimissioni di Renato Ruggiero dal governo Berlusconi, tratto dal quotidiano "La Stampa" del 7/1/2002




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