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di Francesco Butini
Dalla riunificazione della città (e dell'intero Paese) del 1989, dopo la caduta del Muro, il governo di Berlino è stato retto dalla grande coalizione CDU-SPD. In questo ambito, la CDU ha svolto un ruolo primario, grazie anche al vasto consenso elettorale raccolto nella parte ovest della città. Una delle critiche che vengono oggi rivolte ai democristiani locali è stata quella di non aver curato a sufficienza la parte orientale di Berlino. Ma la sconfitta è maturata soprattutto ad ovest. La città-stato di Berlino, negli ultimi anni, si è trovata in una delle crisi finanziarie più profonde d'Europa, rischiando il non felice primato di divenire la prima capitale che va in bancarotta. In questo ambito, la peggiore conseguenza si è avuta sull'elettorato democristiano. Dall'altra parte, gli ex (o neo?) comunisti della PDS hanno raccolto il 22,6% dei voti, incrementando il proprio risultato rispetto al 1999 del 4,9%. Ma è tutta la sinistra berlinese che vince: i socialdemocratici della SPD aumentano del 7,3% diventando il primo partito della città (29,7%), i Verdi sostanzialmente mantengono le stesse percentuali (e questo è già molto nel quadro di una lunga serie di sconfitte elettorali per i Verdi in Germania). Il successo maggiore è stato dei Liberali della FDP: ereditando parte dell'elettorato democristiano in fuga dalla CDU, sono aumentati del 7,7%, partendo dal 2,2% del 1999. Secondo quanto riporta la Frankfurter Allgemeine Zeitung, l'esecutivo della SPD di Berlino ha raccomandato la costituzione di un governo a tre con Verdi e Liberali, la cosiddetta "coalizione semaforo" per il rosso (SPD) il verde (i Verdi, appunto) ed il giallo (FDP), escludendo l'ipotesi di una alleanza con gli ex comunisti del PDS. E' la soluzione preferita dal cancelliere Schroeder, in vista delle future elezioni politiche federali del 2002 e degli assetti futuri della politica tedesca: legare i Liberali della FDP ad un governo di sinistra non solo per la città-stato di Berlino, ma per il futuro governo federale, isolando i democristiani. Francesco Butini 30 Ottobre 2001
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