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Il 19 settembre 2004 i cittadini di due länder dell'est in Germania (Sassonia e Brandeburgo) hanno rinnovato il proprio landstag e governo, con conferme e sorprese annunciate. In entrambi il partito socialdemocratico del cancelliere Schröder ha avuto una sconfitta, e questa è una conferma della lunga serie di sconfitte che ha segnato negli ultimi anni la maggioranza di sinistra a livello federale. Il fatto nuovo sta nelle dimensioni: non si è trattao del "solito" tracollo. A differenza delle recenti elezioni in altri länder tedeschi, in Sassonia ed in Brandeburgo hanno perso anche i democristiani della CDU, e in entrambi la protesta sociale ha preso la via della rappresentanza di estrema sinistra (i comunisti della PDS, erede del defunto Partito comunista della Germania Est prima della caduta del Muro di Berlino) e dell'estrema destra.
La CDU ha perso dunque la maggioranza assoluta nel parlamento sassone: nel 1999 aveva 76 seggi (i comunisti 30 e i socialdemocratici 14), quest'anno solo 55. Gli altri partiti ottengono la seguente rappresentanza parlamentare: 31 seggi i comunisti della PDS, 13 i socialdemocratici della SPD, 12 i "nazionaldemocratici" della NPD, 7 i liberaldemocratici della FDP, e 6 i verdi.
Oggi, il partito di maggioranza è la SPD con il 31,9% (perdendo rispetto al 1999 il 7,4%), la CDU ottiene il 19,4% (perdendo il 7,2%), la PDS ha il 28% (aumentando del 4,7%). I socialdemocratici perdono 4 seggi, i democristiani 5. I commenti degli osservatori tedeschi si concentrano sulle sconfitte dei partiti tradizionali di governo (SPD e CDU) e sui risultati positivi di un voto di protesta (comunisti e neonazisti) che attraversa la parte orientale della Germania. Non sembrano comunque facile costituire i due nuovi governi in Sassonia e Brandeburgo prescindendo da una grande alleanza tra democristiani e socialdemocratici. democraticicristiani.it (F.B.) 22 settembre 2004
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