La campagna elettorale di Francois Bayrou, parlamentare europeo del PPE e presidente dell'UDF, risulta particolarmente turbolenta, sia per lo scarso seguito elettorale che fino ad ora ha suscitato (i sondaggi lo danno al 4% delle intenzioni di voto), che per le vicende interne al suo partito.
L'UDF è una federazione di piccoli partiti, alcuni dei quali (per esempio, il cosiddetto Partito radicale) hanno già espresso la volontà di votare per il candidato gollista Chirac fin dal primo turno delle presidenziali.
Non solo, ma un numero consistente di parlamentari dell'UDF hanno firmato insiema ad altri parlamentari del centro-destra francese un appello comune per sostenere da subito Jacques Chirac.
Il documento La relève des idées è stato presentato ed approvato dal Consiglio nazionale dell'UDF all'inizio della campagna elettorale per le Presidenziali, e costituisce il punto di riferimento del partito (membro del PPE a livello europeo) in questo anno elettorale.
Il documento si articola su tre capitoli.
Il primo ("Per uscire dallo Stato ingiusto, inefficace e giacobino: la scelta dell'Europa e del decentramento") mette a fuoco le proposte dell'UDF sull'adesione della Francia ad una Unione Europea sempre più federalista, e le scelte politiche per valorizzare il decentramento dei poteri a livello locale.
Il secondo ("Far vincere i Francesi") si focalizza sulle necessità sociali e sul lavoro.
Infine, il terzo ("Verso una società di responsabilità e di giustizia") tratta dei rapporti tra Stato e Società.
Per uscire dallo Stato ingiusto, inefficace e giacobino: la scelta dell'Europa e del decentramento
Vi si ritrovano echi delle polemiche contro l'attuale gestione delle istituzioni europee, che scandalizzano tanto gli italiani ma che negli altri Paesi sono oggetto di analisi e critiche meno folkcloristiche ma altrettanto incisive. Scrive l'UDF:
"L'Europa dei Trattati illeggibili deve lasciare il posto all'Europa della democrazia. Nell'Europa come è oggi organizzata, il potere non è controllato dai popoli ed i cittadini non possono aderire alle sue scelte, perché non hanno alcuna idea di coloro che li governano, delle loro competenze. Non possono dunque rimpiazzarli se le decisioni prese in loro nome non piacciono."
Per fare fronte a ciò, le proposte dell'UDF vanno dalla realizzazione di una Costituzione europea alla elezione diretta del Presidente d'Europa, nonché alla realizzazione di una serie di riforma all'insegna della trasparenza, della semplificazione e della partecipazione.
I temi politici relativi al concetto di potenza europea risultano ben presenti all'attenzione dell'UDF. Si tratta di potenziare la politica estera comune dell'Europa, sin da subito nel processo di allargamento verso Est, ma anche con un'attenzione particolare verso il Mediterraneo.
Nel campo della difesa e della sicurezza, l'UDF sostiene la creazione di una Europa della Difesa come unico modo per riformare la NATO. Non solo: si tratta di creare strutture strategiche comuni nel campo dell'intelligence e della raccolta delle informazione, nonché nell'utilizzo non solo a fini militari delle tecnologie spaziali. Nel settore degli armamenti, l'UDF sostiene la necessità di creare una vera Agenzia europea degli armamenti, sostenendo così di inserire la costruzione della nuova portaerei francese in questo quadro di riferimento.
Per quanto detto, l'UDF considera favorevolmente la creazione dell'Istituto di Studi sulla Sicurezza dell'Unione europea (IESUE) fatto su impulso della Presidenza belga dell'UE, come centro di cultura strategica comune per l'Europa.
Il ruolo dell'Europa e delle organizzazioni internazionali deriva anche dalla lezione che i fatti dell'11 settembre 2001 hanno inequivocabilmente lasciato. Per questo l'UDF sostiene la necessità di creare una Corte penale riconosciuta da tutti i Paesi dell'ONU, nonché la rifondazione delle organizzazioni internazionali che trattano materie quali la cultura, il lavoro, la sicurezza, la finanza. Lo stesso ruolo delle Organizzazioni Non Governative deve essere rafforzato, nonché ovviamente la lotta alla povertà.
Per la Francia in particolare, viene ovviamente dato risalto alla sua funzione politica euro-africana in generale, e verso i Paesi francofoni in particolare.
La critica portata dall'UDF all'attuale sistema dei poteri istituzionali della democrazia francese è molto netta.
Le proposte per superare il "giacobinismo" istituzionale della Repubblica francese passano secondo l'UDF attraverso una chiarificazione dei ruoli tra il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro, il Parlamento, il Consiglio Superiore della Magistratura.
Per aumentare il potere dei cittadini, si propone l'introduzione dei referendum e delle leggi di iniziativa popolare sulle grandi questioni della società, nonché il potenziamento della cosiddetta "e-democrazia" (democrazia elettronica, via Internet). Molta attenzione viene posta anche alla riforma della funzione pubblica.
La politica del decentramento per la Francia è strettamente legata alla vocazione europeista del partito: Europa e decentramento costituiscono le due facce della stessa politica liberale e democratica.
La nuova democrazia locale passa attraverso il riconoscimento nella Costituzione francese delle libertà a livello locale (autonomia fiscale, libertà di sperimentare nuovi rapporti con i cittadini, ecc.) e del principio di sussidiarietà.
L'UDF sostiene il "federalismo locale", ossia la possibilità concessa a regioni e associazioni intercomunali di federarsi, senza sopprimere i dipartimenti ed i comuni.
Far vincere i Francesi
Il riconoscimento del passaggio della società francese da una "società industriale" ad una "società della conoscenza" comporta la centralità politica dell'educazione, della formazione, della scienza e della ricerca, dell'innovazione.
Nel campo dell'educazione, i punti di riferimento del sistema sono identificati nell'unità nazionale, nella laicità e nel'uguaglianza delle scelte. La piaga dell'analfabetismo persiste ancora, e ha da essere debellata. Contro la violenza nelle scuole, per ristabilire il principio che la scuola non è il luogo del 'non diritto', viene prevista la ricostituzione dei collegi. Per l'università, l'UDF prevede il potenziamento dell'autonomia gestionale e dell'apertura verso corsi di studio da realizzare all'estero.
Per quanto concerne il lavoro, l'UDF intende iscrivere il diritto alla negoziazione sociale nella Costituzione, e punta fortemente sulla creazione delle condizioni di pace sociale.
Il salario minimo garantito deve passare a 1000 euro (netto), senza aggravi sulle imprese in quanto queste avranno riduzioni sugli oneri sociali. Le imposte sul reddito non debbono superare l'aliquota del 40%. Lo stesso problema della delocalizzazione delle imprese francesi è presente nei programmi dell'UDF, e si individua nell'armonizzazione della pressione fiscale ai livelli europei lo strumento per combatterla.
La semplificazione del sistema di finanziamento è parte importante del programma per la formazione professionale.
Nel campo dell'agricoltura, l'UDF riconferma il proprio appoggio agli agricoltori, attraverso l'opposizione alla eliminazione delle "quote latte", e la creazione di un "fondo verde" per finanziare progetti compatibili con l'ambiente.
La politica per la famiglia prende corpo in alcune proposizioni quali il diritto alla pensione per il genitore che decide di dedicarsi all'educazione dei figli; l'allungamento delle prestations familiales fino a 22 anni; la deducibilità delle spese sostenute per l'assistenza a domicilio dei bambini, degli anziani o degli handicappati; il sostegno alle famiglie monoparentali, soprattutto per l'assistenza ai bambini.
Nella cultura, l'UDF conferma le convinzioni tipicamente francesi sull'eccezione e la diversità culturale del Paese, opponendosi alle aperture di un mercato percepito come massificante. Per questo si sostiene l'inserimento del principio della diversità culturale nella Costituzione europea. E per questo si dà rilievo all'accesso per tutti al patrimonio culturale, all'educazione artistica come fattore formativo essenziale per la creazione di una spirito critico dei cittadini.
Inoltre, si intende favorire la produzione e la distribuzione di opere francesi ed europee nel campo dei media, lottando contro tutti gli incitamenti alla violenza e favorendo la cosiddetta "televisione creativa".
Verso una società di responsabilità e di giustizia
In tema di sicurezza, descritta come una vera emergenza nazionale, l'UDF propone la creazione di un ministero della sicurezza pubblica che raggruppi tutte le competenze in materia, attualmente frammentate in vari ministeri ed enti statali, il tutto nel quadro di una riforma che vede coinvolte le forze di polizia ed i sindaci delle città.
Per il miglior funzionamento della giustizia si intende riproporre con forza la figura del "giudice conciliatore", per ridurre il carico di lavoro sull'amministrazione ordinaria della giustizia.
Sull'immigrazione, che in Francia assume proporzioni rilevanti, l'UDF propone il diritto di voto e l'eleggibilità nelle elezioni municipali ai residenti non comunitari dopo 10 anni di residenza in Francia. Questo diritto di voto apre le porte all'accesso alla nazionalità italiana.
Nell'ambito di una politica segnata sempre dai principi dell'uguaglianza e dell'accoglienza, l'UDF propone una politica di immigrazione basata su quote annuali, in modo da garantire l'integrazione dei nuovi arrivati in modo efficace. Resta obbligatoria per tutti la formazione civica e linguistica, poprio per favorire l'integrazione.
Sanità, pensioni, ambiente e energia completano il programma dell'UDF, in vista di una sfida elettorale tutta in salita.
Francesco Butini
20 marzo 2002