LA CAMPAGNA ELETTORALE DOPO L'11 SETTEMBRE

di Francesco Butini


L'ambasciatore Boris Biancheri, in un commento pubblicato sul quotidiano "La Stampa" del 29 ottobre 2001, parla di "mal francese", di una urgente ridefinizione della posizione strategica della Francia in Europa e nel mondo a seguito delle recenti trasformazioni politiche, dalla riunificazione della Germania alla nuova sfida del terrorismo internazionale. Il "mal francese" si ripercuote inevitabilmente sulla lunga campagna elettorale per la Presidenza della Repubblica. E le nuove paure terroristiche le condizioni dello scontro politico in Francia.

Francois Bayrou, presidente dell'UDF e aspirante candidato alle elezioni presidenziali francesi della primavera del 2002, sta svolgendo un tour in pullman ("con i colori della Francia") per il Paese molto simile a quello di Romano Prodi in Italia nel 1996.

Mentre Prodi guidava la sinistra italiana, Bayrou intende rappresentare il centro politico della Francia. Mentre Prodi non si stancava di sottolineare la propria vocazione bipolare, Bayrou fonda la propria campagna sul superamento della logica bipolare Chirac - Jospin, gollisti - socialisti. Se un paragone italiano potesse essere fatto, lo sforzo di Bayrou assomiglia oggi più al tentativo di Sergio D'Antoni del 2001: finirà nello stesso modo?

Bayrou sta viaggiando per 22 regioni, 95 dipartimenti, la Francia in tutti i suoi lati. Il suo messaggio si incentra sulla France Humaine, ed i giornali locali riportano le sue dichiarazioni "terzoforziste". Incontra i cacciatori dell'Eure, parla di insicurezza ed istruzione nazionale.

In una intervista al giornale Paris-Normandie del 12 ottobre 2001, Bayrou ha sostenuto che "sono 20 anni che i Francesi vedono che i loro problemi di tutti i giorni non trovano soluzione. Ad ogni elezione, senza eccezioni, dal 1981, i Francesi cercano una vera alternanza e non la trovano. Ciò che si offre loro non è un'alternanza, un'altra via, un cambio di squadra, è soltanto riprendere coloro che avevano scartato la volta precedente".

Anche altri candidati del centro destra francese valutano negativamente gli effetti della coabitazione ai vertici del potere. Charles Pasqua, ex Ministro degli interni, ex gollista, oggi presidente del movimento RPF, aspira anch'esso ad entrare nel ballottaggio del secondo turno delle elezioni presidenziali, criticando aspramente sia Bayrou che Madelin (ex UDF, oggi leader di DL, ed aspirante presidente per il centro destra).

Il "mal francese" sta moltiplicando i candidati alla Presidenza francese. Comune a tutti è il tentativo di interpretare il malessere verso i due vertici dello Stato (Chirac e Jospin), cercando di approfittarne elettoralmente. Ma ancora non c'è un decollo di consensi nelle simpatie dell'elettorato: nei sondaggi pubblicati sulla stampa francese, sia Bayrou che Madelin gravitano intorno al 5 - 6 % dei consensi, senza segnali di rapida crescita. Ciò che cresce è la concorrenza tra candidati del centro destra.

Ma gli attacchi terroristici contro gli USA e la conseguente risposta militare anglo-americana sull'Afghanistan cambia profondamente i termini del dibattito politico in Francia. Nel suo editoriale in "Démocratie Info" del 12 ottobre 2001, Bayrou accosta gli attacchi terroristici agli USA alla caduta del muro di Berlino, come profondità degli effetti conseguenti sulla vita internazionale dei popoli e degli Stati. Ma rileva altrettanto l'inesistenza dell'Europa, dell'Europa della difesa e della politica estera. Nello stesso numero di "Démocratie Info", il presidente del Parlamento Europeo Nicole Fontaine (anch'essa UDF), ricorda gli impegni che entro l'anno l'Europa intende adempiere per contrastare il terrorismo: mandato di cattura europeo, congelamento dei beni finanziari dei sospettati di terrorismo, ecc.

Ma il problema politico nel centro destra francese rimane lo scontro per entrare nel ballottaggio, indipendentemente dalle possibilità del Presidente uscente Chirac. Alain Madelin sostiene una posizione decisamente liberale e di destra, Francois Bayrou cerca uno spazio politico al centro a cavallo dei due schieramenti contrapposti. Ed ha convocato per l'1-2 dicembre prossimi, ad Amiens, la Convenzione nazionale dell'UDF per lanciare la sua candidatura.


Francesco Butini
30 Ottobre 2001



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