IL TERZO UOMO

di Francesco Butini


L'UDF, partito che raggruppa democratici cristiani, centristi liberali e di ispirazione sociale, aderisce al Partito Popolare Europeo, tanto che a seguito delle ultime elezioni europee un suo esponente (Nicole Fontaine) è stato eletto Presidente del Parlamento Europeo di Strasburgo.

Presidente dell'UDF è Francois Bayrou, le cui aspirazioni a diventare candidato del suo partito alla Presidenza della repubblica nelle prossime elezioni del 2002 sono molto note. Vuole esprimere il bisogno di una terza via francese, per una France humaine, per rompere quell'impotenza politica a risolvere le grandi questioni della Francia che sarebbe generata dall'attuale confronto destra - sinistra.

Bayrou ha espresso chiaramente la sua analisi politica all'Université d'été del suo partito, a Ramatuelle.
Jospin e Chirac sono i "fratelli siamesi dello stesso vecchio sistema". Jospin, secondo Bayrou, appartiene ad un mondo politico di 50 anni fa, quando si discuteva nella sinistra tra marxisti stalinisti e marxisti trotskisti. Chirac, un uomo "con idee a geometria variabile, idee che cambiano con il vento dei sondaggi".
Al "monopolio siamese", Bayrou contrappone una sorta di riconciliazione dei riformisti di entrambi i poli, "la destra moderna e la sinistra realista".

La crisi internazionale, a seguito degli attacchi terroristici contro gli USA e l'inizio delle operazioni militari degli alleati contro i terroristi e gli stati che li proteggono, sicuramente indebolisce la posizione del terzo uomo. Le crisi polarizzano l'elettorato intorno ai vertici nazionali.

Ma la via è complessa comunque. Anche per analisi e prese di posizione provenienti dall'interno del mondo UDF.

Innanzitutto, Christine Boutin, parlamentare apparentata all'UDF all'Assemblea nazionale, ha deciso di candidarsi anch'essa. Punto di riferimento della lotta contro l'aborto e a difesa della vita umana, attrae un elettorato cattolico vicino anche ad altri candidati, quali Philippe de Villiers. Ma rischia di essere anche una concorrente diretta nell'elettorato potenziale di Bayrou, quello attratto dal suo messaggio per una Francia umana. Con i sondaggi che non le danno più dell'1% delle intenzioni di voto dei francesi, Christine Boutin insiste nella sua strada.

Ma anche un ex Presidente della repubblica ha preoccupato l'entourage di Bayrou. Un nome importante per la storia dell'UDF, l'unico nella storia del partito che sia riuscito a diventare Presidente della repubblica, nel 1974. In una intervista a France 3 del 23 settembre scorso, Valéry Giscard d'Estaing ha confermato in effetti la necessità politica per la Francia di trovare un credibile terzo uomo da contrapporre al primo turno delle elezioni presidenziali al binomio Chirac - Jospin: "Bisogna rivivere nel 2002 il dibattito del 1995?".
Secondo una inchiesta CSA - France 3 - France Info, il 55% degli intervistati preferiscono "un duello tra uno di questi due candidati e un terzo uomo". Il problema è sempre il solito: quale sarebbe il terzo uomo?
Secondo Giscard d'Estaing, sarebbe auspicabile che i francesi possano scegliere tra almeno due candidati a sinistra ed almeno due candidati a destra. Il criterio di scelta secondo l'ex Presidente consiste nella credibilità presidenziale. Per la sinistra francese non sembrerebbe esistere il problema (oltre a Jospin, anche Jacques Delors, o Jean-Pierre Chevènement potrebbe svolgere egregiamente il loro ruolo). A destra sicuramente Chirac rientra nel criterio individuato da Giscard, ma gli altri ancora no: "Gli altri dicono cose interessanti, intelligenti. Bisogna attendere e vedere se essi acquisteranno la credibilità presidenziale". La conclusione è sibillina: "Io non ho intenzione di essere candidato alle elezioni presidenziali, ma non lo escludo del tutto". A febbraio-marzo del 2002 la questione sarà definita.


Francesco Butini
Ottobre 2001



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