LA DICHIARAZIONE PER LA CANDIDATURA DI BAYROU

27 novembre 2001


Fra cinque mesi, i Francesi sceglieranno il loro nuovo presidente.

Da anni, essi sono andati di delusione in delusione. Essi sono le vittime dell'impotenza pubblica.

Dovunque lo Stato dovrebbe essere forte, è debole.

Dovrebbe essere forte per garantire la sicurezza, far indietreggiare la delinquenza e proteggere le vittime.

Dovrebbe essere forte per assicurare l'uguaglianza delle opportunità, garantire un tetto a tutti e insegnare a leggere a tutti i bambini.

Dovrebbe essere forte per darci i mezzi di una difesa efficace e rispettata.

Dovrebbe essere forte per integrare le periferie, come per salvare il mondo rurale.

Su tutti questi soggetti, è debole, ciarla, nei fatti indietreggia, non prende partito.

Viceversa, quando dovrebbe dar fiducia, aiutare i Francesi, accompagnare le famiglie, le imprese, sostenere le iniziative locali per l'ambiente, le associazioni, esso è pesante, frena, scoraggia.

Quando dovrebbe ascoltare e capire, esso è sordo, chiuso nelle sue certezze.

I Francesi hanno anche capito che non c'era che un mezzo per farsi sentire: scendere in piazza! I poliziotti, le donne dei gendarmi oggi, le infermiere ieri, domani gli agricoltori, soltanto quando sono in piazza si risponde loro, altrimenti nessuno li ascolta!

Tutto ciò è il segno di una democrazia in panne!

I Francesi lo sanno! A ciascuna elezione, senza eccezioni, da venti anni, i Francesi rimandano gli uscenti.

Ma in Francia, contrariamente a tutte le grandi democrazie, gli uscenti non escono mai! Attendono tranquillamente l'elezione successiva, per ritornare, identici a loro stessi, con le stesse pratiche, gli stessi difetti, e gli stessi uomini.

Questa assenza di rinnovamento è il male francese. Bisogna curare il male alla radice.

Ci vuole un rinnovamento per la Francia!

Io ho la determinazione ed il coraggio per questa battaglia. Poiché voglio il rinnovamento per la Francia, io presento la mia candidatura alla Presidenza della Repubblica.

Il rinnovamento, sarà una generazione. Voglio che si elevi una generazione nuova per andare verso le responsabilità, delle donne e degli uomini nuovi, che troveranno onorevole ed entusiasmante prendersi carico dei destini del loro Paese.

Il cimento di questa generazione del rinnovamento, saranno le sue convinzioni.

Voglio dirvi questo: per cambiare la Francia, la prima necessità è la diffusione della responsabilità.

Quando i Francesi vogliono lamentarsi, o prendere un responsabile, essi non trovano mai nessuno. E' il regno dell'irresponsabilità!

Io voglio, al contrario, che s'imponga ovunque lo spirito di responsabilità.

In primo luogo, voglio che si affermi la responsabilità del Presidente della Repubblica. E' il solo eletto dalla nazione intera a suffragio universale. Bisogna che assuma responsabilità, che governi, e che risponda del bilancio. Bisogna uscire dal sistema nefasto nel quale i presidenti dicono: "non è mia, è dell'altro!".

Io sono per la responsabilità del parlamento: eletti veramente presenti, che legiferano e controllano realmente il governo.

Io sono per la responsabilità degli eletti a livello locale, con delle competenze chiare ed i mezzi di loro competenza, per esempio in materia di sicurezza.

Io sono per la responsabilità delle imprese e dei sindacati. La rifondazione della vita sociale della Francia è il loro affare.

Io sono per dei cittadini responsabili, disponendo dell'informazione necessaria, obbligando i poteri alla trasparenza, e potendo decidere, in ultima istanza, se necessario, per referendum.

La generazione del rinnovamento rifiuta di separare l'economico dal sociale.

Io rifiuto di opporre l'interesse del salariato a quello dell'impresa. Quando si oppone l'uno all'altro si nuoce a entrambi. Sostenere l'impresa, è al tempo stesso garantire il salariato.

Un grande Paese che sappia valorizzare e mobilitare le forze della creatività, le forze della ricerca, le forze del lavoro, è un Paese capace di energia e di risultati. La liberazione delle energie è la condizione preliminare della solidarietà.

La generazione del rinnovamento riprenderà la fiaccola della battaglia per l'Europa.

In Francia, lo si vede bene, il nazionalismo che si credeva dimenticato è di ritorno. Dall'estrema sinistra e dall'estrema destra, si mobilita e si raggruppa. Il nostro popolo merita di meglio. Io combatterei questo nazionalismo che isola la Francia. Il mondo è cambiato: nel secolo dell'Euro, e degli attentati al World Trade Center, la nostalgia dell'isolamento è un trappola e un impasse. Porterei l'idea europea: un giorno, se noi siamo coraggiosi, l'Europa sarà nel mondo l'eguale degli Stati Uniti, questo equilibrio cambierà il mondo, e la Francia sarà all'origine di questo nuovo equilibrio.

La generazione del rinnovamento, infine, vuole riunificare i Francesi.

L'America viene a dimostrarci ciò che può fare un grande popolo, quando si unisce per far fronte a grandi rischi. Noi pure, noi abbiamo le nostre minacce ed i nostri rischi, più difficili ancora a far allontanare!

Voglio essere il presidente che invita i Francesi, quando l'essenziale è in gioco, a riunirsi per essere più forti.

Il rinnovamento è un bisogno, e il rinnovamento è un dovere!

Capisco bene che mi si ripete: "sarà difficile, voi partite da lontano". Ebbene tanto meglio! Io rinnovo questa sfida! Nella vita di un uomo e nella vita di un popolo, niente di importante, di grande, niente di ciò che valga la pena è mai facile. E' perché questo è difficile che mi impegno. Ed è perché questo ne vale la pena che noi riusciremo.


Francois Bayrou
27 Novembre 2001



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