LE PROPOSTE DEI DEMOCRISTIANI TEDESCHI PER LA CARTA COSTITUZIONALE DELL'UNIONE EUROPEA

di Francesco Butini


Il Comitato "European Constitution Contract", costituito dai due partiti democristiani tedeschi CDU e CSU, sotto la direzione di Wolfgang Schauble (ex ministro federale della CDU) e Reinhold Bocklet (ministro CSU del governo bavarese per gli affari europei e federali), ha elaborato un documento sul Contratto Costituzionale europeo, presentandolo a Berlino il 26 novembre 2001.

Il documento si inserisce nell'ambito delle proposte che i partiti politici europei predispongono di fronte alla sfida delle riforme delle istituzioni europee, in vista anche della operatività della Convenzione europea istituita dal vertice europeo di Laeken e presieduta da Giscard d'Estaing.

Il documento raccoglie una serie di raccomandazioni, soprattutto per quanto concerne la suddivisione delle responsabilità tra il livello europeo (le istituzioni comunitarie) ed il livello nazionale (i singoli Stati membri). Secondo i due partiti tedeschi, vi è la necessità di riguadagnare fiducia tra i cittadini nelle istituzioni europee, che troppe volte vengono viste come strutture burocratiche e non strutture efficienti. Per riconquistare tale fiducia, deve essere perfettamente bilanciato il raggio d'azione dell'Europa e la preservazione delle identità nazionali e regionali.

Ciò significa operare un trasferimento di poteri tra il livello nazionale ed il livello europeo, ma in entrambe le direzioni. Infatti, l'Unione Europea deve secondo CDU e CSU occuparsi solo di quello che può essere risolto solo a livello europeo. Il principio di "integrare ovunque possibile" era valido per strutture comunitarie ristrette a pochi Stati membri: l'allargamento pone la necessità di dare ordine alle competenze. Dice il documento:
"L'Europa continuerà ad essere un continente di nazioni. Queste nazioni debbono essere sempre responsabili per la distribuzione dei compiti tra il livello europeo ed i livelli nazionali ... Nazioni ed Europa sono interdipendenti. L'Unione Europea non crescerà in uno stato nel senso tradizionale del termine. Sarà qualcosa di nuovo"

Non vi è solo la necessità di chiarezza nelle competenze e nelle politiche. Vi è la necessità di garantire il controllo democratico dei poteri trasferiti a Bruxelles. E questo comporta una riforma dei poteri delle singole istituzioni comunitarie.

La filosofia generale che dovrebbe sovraintendere al nuovo equilibrio dei poteri tra i diversi livelli istituzionali (Europa, Stati membri) è il principio di sussidiarietà: viene trasferito al livello europeo solo quello che non può essere trattato adeguatamente a livello nazionale. In principio, quiandi, la responsabilità è singoli Stati nazionali: la responsabilità europea deve essere stabilita e autorizzata.

In particolare vede tra le responsabilità delle istituzioni comunitarie la politica estera, di difesa e di sicurezza, un Mercato europeo uniforme nel quadro di una salutare competizione economica, una rappresentanza esterna comuna, una moneta unica, una politica agricola riformata e, nei casi in cui si abbia un impatto oltre i confini dei singoli Paesi, politiche nel campo giuridico, della sicurezza interna, dei trasporti, delle infrastrutture, dei programmi di protezione ambientale e della salute.

Vi debbono essere competenze specifiche che rimangono ai singoli Stati nazionali: l'ordinamento delle amministrazioni locali, le politiche per la famiglia, la sicurezza sociale, il mercato del lavoro, l'immigrazione, il volontariato ed il no-profit, lo sport, l'educazione, la cultura.

In termini di politiche di sostegno dell'Unione alle aree depresse della Comunità, i democristiani tedeschi propongono di rimpiazzare i fondi strutturali e di coesione con un fondo di solidarietà che non richieda ai Paesi beneficiari obiettivi di espansione economica.

Nell'ambito dei singoli settori politici, il documento di CDU e CSU analizza le 16 politiche di interesse comunitario: politiche dell'occupazione e del lavoro, mercato unico, ricerca scientifica e tecnologica, turismo, salute, affari interni, politica giudiziaria, politiche sociali, politiche fiscali, politiche regionali e strutturali, le reti infrastrutturali trans-europee, le politiche ambientali, sicurezza dei consumatori, trasporti, competizione, politica estera e di sicurezza.



Francesco Butini
28 gennaio 2002





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