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di Francesco Butini Nelle elezioni politiche anticipate del gennaio 2003, gli elettori olandesi hanno confermato il partito democratico cristiano quale primo partito del Paese. Con 44 seggi su 150, la DC olandese ha confermato il proprio importante risultato elettorale conquistato nel maggio 2002, aumentando di un seggio il proprio gruppo parlamentare rispetto alla passata legislatura. Contestualmente, la lista Pim Fortuyn ha subito una disfatta completa, passando da 26 seggi a soli 8 nell'attuale legislatura. Il Partito Liberale VVD, che faceva parte della maggioranza di governo con DC e lista Pim Fortuyn, ha aumentato i propri seggi, passando da 24 a 28. In pieno recupero il partito laburista: alle passate elezioni raggiunse il suo minimo storico, oggi torna ad avere una importante presenza parlamentare (42 seggi), non ancora sufficiente per tornare ad essere il primo partito. La costituzione di una nuova maggioranza di governo appare complessa. Come in altri paesi europei, la destra ha avuto un successo momentaneo, suscitando pił paure apparenti che reali. Oggi, l'Olanda torna ad un quadro politico pił "tradizionale", con i democristiani ed i laburisti come forze politiche di riferimento, ed i liberali terza forza. Alcuni commentatori politici ritengono possibile una grande coalizione proprio tra democristiani e socialisti, per superare una fase non solo numericamente complessa per l'Olanda. Ma le trattative sembrano essere di lunga durata. Francesco Butini 24 gennaio 2003
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