LA FIRMA DELLA COSTITUZIONE EUROPEA



Logo della cerimonia organizzata a Roma per la firma della Costituzione europea il 29 ottobre 2004 (tratto dal sito web della Presidenza del Consiglio italiana)Il 29 ottobre 2004, i 25 Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri dell'Unione Europea hanno firmato il Trattato e l'Atto finale che istituiscono la Costituzione europea.
La cerimonia di firma si è svolta a Roma nella Sala degli Orazi e dei Curiazi, al Campidoglio. Nella stessa Sala, il 25 marzo 1957, furono firmati i Trattati istitutivi della Comunità Economica Europea (CEE) e della Comunità Europea per l'Energia Atomica (EURATOM).
Riportiamo, oltre al testo integrale della Costituzione, gli interventi pronunciati nella cerimonia dal Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, dal Presidente di turno dell'Unione Europea, il democristiano Balkenende, e dal Presidente designato della Commissione Europea José Manuel Durão Barroso.
Quest'ultimo ha citato un'affermazione di Alcide De Gasperi, tratta da un intervento dello statista democristiano pronunciato alla Camera dei Deputati il 16 giugno 1952: "la costruzione dell'Europa è un problema complesso, difficile, che esige molta pazienza e che esige soprattutto volontà e fede nell'avvenire".

* * *

Foto conclusiva della cerimonia organizzata a Roma per la firma della Costituzione europea il 29 ottobre 2004 (tratta dal sito web della Presidenza del Consiglio italiana)

Scarica il testo integrale della Costituzione europea

* * *

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ITALIANO SILVIO BERLUSCONI ALLA CERIMONIA DI FIRMA DELLA COSTITUZIONE EUROPEA

Eccellenze, cari colleghi, care amiche, cari amici, due date. Roma, 25 marzo 1957. Roma, 29 ottobre 2004. E' passato quasi mezzo secolo. La sala dove tra poco firmeremo il Trattato costituzionale è la stessa nella quale i sei Paesi precursori firmarono i Trattati di Roma.

L'Europa era spaccata in due. I nostri popoli erano ancora divisi, bisognosi di aiuto esterno, impegnati in una difficile ricostruzione economica e politica che si sarebbe protratta per anni. Eppure, qualcuno già cominciava a pensare con preveggenza e con coraggio all'Europa del domani, a gettare le basi per la riunificazione. Il processo d'integrazione europea, nato con queste premesse, tra molti scetticismi e riserve, si è rivelato invece la più proficua e duratura utopia del secondo dopoguerra.

Quell'idea era per dirla con Erasmo da Rotterdam una "lungimirante e visionaria pazzia". L'apparente follia dei nostri padri fondatori è diventata invece una meravigliosa realtà, che si arricchisce oggi di un nuovo fondamentale capitolo.

Attraverso queste due date, 1957-2004, corre il filo delle nostre identità, prima disperse, oppresse e calpestate in molti Paesi da un odioso totalitarismo, oggi finalmente ritrovate attorno a un ideale comune di libertà, di democrazia, di giustizia e di prosperità. L'Europa che stringe i suoi vincoli sul piano delle istituzioni è arrivata a questo traguardo attraverso successivi avanzamenti, realizzati con pazienza e tenacia, senza aver mai abbandonato il metodo del consenso: uno spazio economico senza barriere interne, la moneta unica, una politica di libertà e sicurezza, una proiezione sempre più condivisa nelle relazioni esterne e nella politica estera.

Il 4 ottobre 2003, sempre qui a Roma, inaugurammo la Conferenza intergovernativa. Era un momento di grandi speranze, ma anche di grandi incertezze. Ci stavamo assumendo rilevanti responsabilità di fronte ai nostri cittadini. Non potevamo, non dovevamo, fallire. Dissi allora che eravamo chiamati a compiere, più che un atto di fede, un atto di volontà. Che quella doveva essere la Conferenza della volontà europea.

Oggi, dopo poco più di un anno da quel solenne momento, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo e mantenuto fede al nostro impegno. Mai nella storia si era visto l'esempio di Nazioni che decidono volontariamente di esercitare insieme i propri poteri sovrani, nell'esclusivo interesse dei loro popoli, superando ragioni secolari di rivalità e di diffidenza. Mai nella storia i valori fondamentali della libertà e della democrazia hanno avuto un ruolo così importante nel legare il destino di centinaia di milioni di persone.

L'evento odierno segna dunque una data storica: l'Europa si dà finalmente una Costituzione, basata sul duplice ed inseparabile consenso dei cittadini e degli Stati membri. Nel firmare questa Costituzione dobbiamo aver ben presente che nessuna costituzione, nessuna istituzione politica, nessuna istituzione giuridica, vive di vita propria. Il momento costituzionale dell'Europa unita sarà quindi sempre legato alla continua affermazione delle volontà dei popoli e delle Nazioni europee di integrarsi sempre di più sul piano politico, sociale ed economico, e di agire insieme in una serie di ambiti vitali per il loro futuro. La Costituzione che firmiamo oggi dovrà pertanto essere supportata da un impegno continuamente rinnovato, tanto dei suoi cittadini quanto dei suoi Governi.

L'Europa unita è, e sempre più sarà, un plebiscito quotidiano. Care amiche, cari amici, da oggi inizia il processo di ratifica del Trattato costituzionale da parte degli Stati membri. Ci impegneremo affinché l'Italia ratifichi subito il nuovo Trattato. Il sentimento europeista è parte della nostra storia di italiani, è solido, è entusiastico e spero possa essere anche contagioso.

È mia ferma convinzione, prima ancora che mio forte auspicio, che tutti i popoli, i parlamenti ed i governi degli Stati membri daranno il loro consenso perché intimamente convinti che il loro destino di libertà, di pace e di prosperità, si identifica con quello dell'Europa unita, quell'Europa che in questa "urbs urbium", in questa "città delle città", compie oggi uno storico passo avanti.

* * *

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DI TURNO DELL'UNIONE EUROPEA JAN PETER BALKENENDE ALLA CERIMONIA DI FIRMA DELLA COSTITUZIONE EUROPEA

Concittadini europei, Se una cosa questa cerimonia mette in luce, è la capacità dell'Europa di rinnovarsi costantemente, di reinventarsi continuamente, costruendo sul passato. Noi europei abbiamo offerto al mondo, nel corso della nostra storia, nobilissime idee e opere d'arte splendide. Ma siamo anche stati portatori nel mondo di una brutale violenza e di un'oppressione senza pari.

Dopo gli anni bui della seconda guerra mondiale ci siamo resi conto che soltanto insieme potevamo edificare un'esistenza libera, pacifica e prospera. Mano nella mano ci siamo avviati insieme verso questo obiettivo. Insieme abbiamo creato una nuova prosperità e nuove opportunità. Abbiamo conseguito, come europei, la libertà di recarci e di stabilirci dove vogliamo, di allacciare contatti con chi ci aggrada, di intraprendere quanto desideriamo.

Abbiamo visto con i nostri occhi trasformarsi in democrazie le dittature di un tempo. Abbiamo assistito alla riunificazione dell'Europa. Sempre più paesi si sono uniti a noi, non perché costretti, bensì per libera scelta.

Il prossimo anno festeggeremo sessant'anni di pace in gran parte dell'Europa. Nel corso della nostra storia mai si era sperimentato prima un così lungo periodo di pace e di libertà. Con la firma che apponiamo in calce al Trattato costituzionale mostriamo oggi che vogliamo continuare insieme il percorso intrapreso. Confermiamo nuovamente e con profonda convinzione il nostro impegno a un'esistenza scevra di guerre e ingiustizie.

Alla libertà che ci sta a cuore.

Una cosa voglio dire ai miei colleghi, che in nome dei loro paesi e dei loro popoli tra breve firmeranno. La nostra firma non è una conclusione, bensì un nuovo punto di partenza.

Dopo questa tappa, il cammino prosegue. La Costituzione offre a noi, così come alla Commissione europea, al Parlamento europeo e ai Parlamenti nazionali, migliori opportunità di rendere l'Europa più sicura, economicamente più solida e più giusta. Opportunità che dobbiamo insieme sfruttare appieno. La nostra missione non è conclusa. L'Europa appartiene a tutti noi. Il successo dell'Unione è il successo di tutti gli europei. In molti luoghi del pianeta gli uomini guardano con ammirazione a quanto sappiamo creare insieme. In Europa non vige più il diritto del più forte. In questa nostra terra crediamo nella pace, nella libertà, nella cooperazione e nel dialogo. La Costituzione per l'Europa ne è la conferma ed è qualcosa di cui possiamo andare fieri.

L'Europa rappresenta una minaccia per la nostra propria identità?

Sono in molti a porsi questa domanda. Ma non è forse proprio grazie alla libertà e allo spirito di apertura in Europa - grazie ai contatti con gli altri - che possiamo scoprire chi siamo?

Il Trattato costituzionale che oggi firmiamo rappresenta un saldo fondamento del nostro comune futuro. La pace, la sicurezza e la prosperità sono tanto preziose quanto fragili. Questa Costituzione le rafforza, e per ciò stesso rafforza anche noi. Questa cerimonia è quindi un messaggio di speranza. Un nuovo inizio.

La storia dell'Europa è stata per secoli una storia di inimicizie e di conflitti. È diventata ora una storia di amicizia e di collaborazione. La Costituzione per l'Europa ne è la conferma. In Europa e altrove, gli sguardi rivolti verso di noi sono colmi di attesa. L'Europa dà oggi avvio a una nuova fase. Cogliamo a piene mani le nuove opportunità che la Costituzione ci offre. Abbiamo dei buoni motivi per essere ottimisti, per essere pieni di fiducia nel nostro futuro comune e credervi fermamente. Vi ringrazio.

* * *

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DESIGNATO DELLA COMMISSIONE EUROPEA JOSÉ MANUEL DURÃO BARROSO ALLA CERIMONIA DI FIRMA DELLA COSTITUZIONE EUROPEA

Oltre un secolo e mezzo fa, in occasione dell'apertura del Congresso della Pace a Parigi, il grande scrittore francese Victor Hugo pronunciò un discorso che invitava le nazioni europee a riunirsi in un'entità superiore per costituire una «fraternità europea», senza tuttavia rinunciare alle loro qualità peculiari e alle loro gloriose individualità.

Sono parole che oggi ci sembrano profetiche. Le sento riecheggiare in questa sala, nel momento in cui i più alti responsabili politici dei nostri Stati appongono il loro suggello al trattato che stabilisce la prima Costituzione europea dando nascita a una nuova Unione, più democratica, più trasparente, più efficace.

Il nuovo trattato costituzionale determina importanti progressi per il processo di integrazione europea:
l'Unione disporrà di nuovi strumenti d'azione nei settori che sono al centro delle preoccupazioni dei nostri cittadini;
i cittadini europei disporranno di nuovi diritti che potranno far valere in sede di tribunale;
i parlamenti nazionali e i cittadini europei avranno, per la prima volta, la possibilità di contribuire all'elaborazione delle leggi europee;
l'attività legislativa dell'Unione avrà maggiore legittimità, trasparenza ed efficacia;
l'Unione si doterà di strumenti d'azione più efficaci nel settore delle relazioni esterne.

Adesso tocca ai governi firmatari ottenere la ratifica del trattato costituzionale. Non si tratta di una decisione che si possa dare per scontata. Il nuovo metodo di lavoro, più trasparente e democratico, che ha portato all'elaborazione del progetto di costituzione da parte della convenzione europea, ha generato - e me ne rallegro - una richiesta di informazioni e di maggiore coinvolgimento da parte dei cittadini europei.

La responsabilità principale della ratifica della costituzione ricade sui governi firmatari. Le istituzioni europee, dal canto loro, faranno il necessario per fornire ai responsabili politici e ai cittadini europei informazioni oggettive sul contenuto della costituzione. Occorre che i parlamenti nazionali o i popoli che si pronunceranno per via referendaria siano pienamente informati in modo da potersi esprimere con cognizione di causa.

La Commissione, che avrò l'onore di presiedere, ha intenzione di applicare, nello spirito, le disposizioni della costituzione che sono coerenti con le pratiche attuali e che non siano in contraddizione con i trattati in vigore. Inoltre, la Commissione avvierà i lavori preparatori di una serie di leggi europee la cui adozione, dopo la ratifica, è una condizione per l'attuazione effettiva della costituzione. I governi firmatari si assumono oggi le loro responsabilità per dotare l'Unione di una costituzione che le permetta di garantire il benessere economico e sociale dei suoi popoli e la pace nel mondo.

Mi auguro che nell'immediato futuro i parlamenti nazionali europei cittadini europei si assumano a loro volta le loro responsabilità e approvino questa costituzione, aprendo così la via alla nuova Unione, espressione vivente della solidarietà europea. Nel perorare dinanzi al Parlamento italiano la ratifica di uno dei nostri trattati fondatori, Alcide De Gasperi - membro d'onore del pantheon dell'Unione - aveva affermato solennemente che «la costruzione dell'Europa è un problema complesso, difficile, che esige molta pazienza e che esige soprattutto energica volontà e fede nell'avvenire».

Tutto questo resta di grande attualità. Oggi più che mai c'è bisogno di perseveranza, di una volontà di ferro e di una fiducia totale nel futuro per poter vincere le sfide cui si trova di fronte l'Unione europea. Mi aspetto che i governanti e i popoli d'Europa s'ispirino a tali parole per essere all'altezza delle sfide cui noi tutti ci troviamo di fronte.




Torna indietro

Home Page