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di Francesco Butini Le elezioni politiche anticipate hanno portato in Austria ad un evento di sicura portata storica per il Paese. Per la prima volta da 36 anni a questa parte, i democristiani austriaci divengono il primo partito, sorpassando nettamente i socialisti e soprattutto prosciugando i liberal-democratici di Haider. Il cancelliere uscente, il popolare Wolfgang Schüssel, ha ottenuto ben più di un pur importante successo elettorale. Con la vittoria dei democristiani, e la contemporanea dura sconfitta degli scomodi alleati di governo di Haider (hanno perso quasi due terzi del proprio elettorale), Schüssel vince la scommessa europea dell'Austria, per il proprio Paese e agli occhi di una Europa volutamente sospettosa nei confronti della democrazia austriaca. I democristiani austriaci hanno smontato il "pericolo" Haider, con soluzioni di governo che hanno trovato un notevole sostegno nell'elettorato austriaco. Il messaggio elettorale è stato un messaggio di continuità nell'azione governativa, purché affidata nelle mani dei popolari, riducendo drasticamente ogni potere di interdizione di Haider. La sconfitta dei socialisti è stata superiore, forse, alle loro stesse attese, e confermano un trend europeo che vede i cittadini europei assemblarsi intorno ai partiti aderenti al Partito Popolare Europeo. Francesco Butini 2 dicembre 2002
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