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Il 3 novembre 2004 si è svolto a Brescia, presso il Centro pastorale Paolo VI, un dibattito tra gli ultimi tre segretari politici della Democrazia Cristiana, nell'ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario della morte di Alcide De Gasperi. Arnaldo Forlani, Ciriaco De Mita e Mino Martinazzoli hanno parlato sullo statista trentino, moderati dal direttore del quotidiano "Il Giornale di Brescia". L'incontro è stato organizzato dalle segreterie provinciali di UDC, Forza Italia, Popolari-UDEUR e Margherita. Le tesi sostenuti dai tre ex-segretari della DC sono state riportate in due articoli del Giornale di Brescia.
Secondo Ciriaco De Mita, De Gasperi e la DC unirono nel governo nazionale forze politiche che avevano una visione politica comune (oggi non più?). La politica degasperiana è stata sostenuta, secondo De Mita, fondamentalmente da tre capisaldi: un'idea religiosa della libertà, il rifiuto della violenza nel regolare il conflitto degli interessi sociali, la dimensione internazionale della politica. Arnaldo Forlani ha insistito sull'assenza di solitudine di De Gasperi: "Chi dice questo [De Gasperi è solo e senza eredi, ndr] è chi vorrebbe sperare in un De Gasperi senza Democrazia Cristiana, anzi a un De Gasperi nonostante la Democrazia Cristiana ... Sarebbe stato offensivo per De Gansperi non essere considerato pienamente democristiano". Altri sono stati lasciati soli, come Piccioni, Sturzo, Moro. E gli eredi ci sono, sono i democratici cristiani, pur divisi come oggi. Martinazzoli ha fatto di De Gasperi il Cavour del Novecento, come protagonista della modernizzazione del Paese, con il ricordo contenuto in una lettera di De Gasperi al fratello sacerdote: "Facevamo notte fonda per parlare non del passato, ma del futuro".
democraticicristiani.it
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