L'ITALIA DI OGGI - 100 ANNI FA

Come gli studiosi inglesi Bolton King e Thomas Okey vedevano l'Italia (e i cattolici) nei primissimi anni del Novecento

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SECONDA PARTE
La forza dei cattolici in Italia


" ... E' grandemente difficile il valutare con una qualche approssimazione di esattezza le forze dei Cattolici: la valutazione che ne fanno gli Italiani, è talmente turbata dalle passioni di partito che non è prudente darle troppa credenza.

La stessa parola "Cattolico" bisogna sia definita. In un certo senso tutta la gran maggioranza degli Italiani sono cattolici, come quelli che non sono né protestanti né ortodossi né ebrei: ovvero il termine si può limitare ai praticanti, cioè a quelli che regolarmente osservano i precetti del culto cattolico.
Ma un uso più stretto della parola - come generalmente s'adopra nella politica italiana - include quelli soltanto che obbediscono al pontefice in ogni materia, spirituale e civile, in cui egli prescriva la condotta che i Cattolici devono tenere.

Ogni calcolo delle forze cattoliche bisogna che cerchi di rispondere a questo quesito; fino a che punto, cioè, le due categorie ultime si confondano. Ambedue per altro, senza verun dubbio, sono andate parecchio decadendo nella seconda metà dello scorso secolo.

L'ostilità del Vaticano per l'Unità d'Italia, la difficoltà per gl'Italiani di essere a un tempo buoni cattolici e buoni cittadini, il diffondersi dell'indifferentismo, la generale laicizzazione della vita, - tutto ciò ha staccato un gran numero dalla Chiesa.
A Torino in un vecchio edificio di convento alcuni studenti hanno findato un "laboratorio di economia politica": ebbene, fuori la sala vi è ancora un affresco della Crocifissione, e all'interno sono i ritratti a fresco di Adamo Smith e di Carlo Marx. Questo contrasto e passaggio è tipico di molte cose della vita italiana.

Le influenze sopraccennate hanno naturalmente agito più di tutto sulle classi colte, e a confessione degli stessi Cattolici, non si può negare che il Cattolicismo ha ora minor presa su di queste.
La classe di coloro che seguono una professione e la gran maggioranza degli studenti universitari sono e sono stati, per molti anni, o indifferenti o anticlericali.
Siffatto modo di pensare è talmente radicato che dei Deputati, che a casa loro vanno a messa e inviano i loro figliuoli alle scuole cattoliche, a Roma non si arrischierebbero a fare lo stesso.

Gli artigiani nel Settentrione sono più divisi: qua e là, a Bergamo in particolar modo, i Cattolici hanno ancora un largo seguito; ma in quelle città, dove i Socialisti hanno delle forze, essi vanno perdendo terreno. Dove si riempiono le sale dei Socialisti, le chiese rimangono vuote, disse un sacerdote di Biella in un recente congresso cattolico.
A milano, una volta cittadella dei Cattolici, le loro forze elettorali nelle elezioni amministrative declinano rapidamente, di guisa che ora sono di un terzo inferiori a quelle dei Socialisti.
A Roma i Liberali, quando sono uniti, possono sempre sconfiggerli.
Financo a Bergamo, mentre i Cattolici sono inerti - dice l'organo della locale Unione Sociale Cattolica, - i Socialisti guadagnano terreno e portano via gli operai e le operaie.

Più considerevoli sono le loro forze fra i contadini; ma anche qui in vari punti si vanno indebolendo.
I risultati della "Inchiesta agraria" nel 1883 sono divisi per metà sul punto se la religione sia in decadenza nei distretti rurali. L'influenza del maestro e del medico condotto, le idee più libere di quelli che tornano dal servizio militare, scalzano qualche volta l'influenza dei preti.
Nei villaggi dell'Emilia e della Romagna e del Mantovano i Socialisti contendono il suolo a palmo a palmo; e spesso una piccola città è divisa fra i circoli, società ed associazioni delle due forze rivali. Le Leghe hanno scosso di molto l'influenza dei preti. -
Ma, quantunque ordinariamente il contadino abbia scarso riguardo pei preti, nondimeno è devoto cattolico. In molti punti dell'Italia settentrionale e centrale, e in qualche caso anche nel Mezzogiorno, come presso Bari, la sua è una fede sincera e virile.
Ci sono vaste regioni in cui l'autorità del prete non è ancora scossa. Spesso egli è il solo amico del contadino; tratta le sue faccende, lo aiuta nei tempi di scarsezza, ha insomma con lui l'intimo legame sociale che ha del pari in Irlanda.
Nel Mezzogiorno ci è molta superstizione grossolana, e dovunque ci è qualche fittaiolo che crede che "la benedizione del sacerdote faccia crescere il ricolto più che una buona e abbondante concimazione".
Probabilmente la grande maggioranza dei contadini dovrebbe andar contata come cattolica. Dei 250.000 che nel 1900 sottoscrissero una petizione contro la legge del matrimonio civile, l'85% era rappresentato da essi.

A ogni modo, accanto all'indifferentismo e alla ostilità delle classi colte e delle città, ci è un notevole risveglio dell'attività cattolica.
Apparentemente il Cattolicismo non è mai stato così potente: nuove chiese si elevano, e i conventi, eludendo la legge di soppressione coll'intestare la loro proprietà a persone di fiducia, sono così numerosi e ricchi e certo più attivi, come nei giorni anteriori alla soppressione.
Il giovane clero, almeno nelle città del Settentrione, è attivo, abile a far proseliti, ricco di buone opere. Il suo zelo umanitario, che ha diffuso banche cooperative dai larghi guadagni e altre agenzie simili, ha rinforzato il suo ascendente sul contadino e l'ha esteso in parte all'artigiano.
"Ora si può entrare nell'officina di un operaio senza essere insultato," - dicono i preti di Murano.

Frattanto gli ordini monastici sono cresciuti alle spese del clero secolare, grazie alla loro ricchezza, all'esser ricorsi al metodo degli affari e alla loro accortezza: il Vaticano ha fatto del suo meglio per cancellare ogni vestigio di pensiero liberale nel clero: e ambedue le tendenze accrescono, almeno pel momento, la efficacia della Chiesa come strumento di lotta, comunque sotto la superficie ardenti attriti ci siano fra i cattolici nazionali e gl'intransigenti.
Il patrimonio dei nuovi conventi dà la prova di quanto danaro sia venuto da doni e lasciti privati.

Ci è pure un'attiva e aspra stampa cattolica: le scuole cattoliche attirano i giovani delle alte e medie classi più dei licei e ginnasi dello Stato, e probabilmente a ragione: imponente calca di pellegrini mosse a Roma per l'Anno Santo del 1900.

Fra questi contraddittori segni di forza e di debolezza è naturale che gli uni e gli altri, e clericali e liberi pensatori, gridino di aver guadagnato terreno; ed è di giorno in giorno più difficile tenersi in disparte o prendere una posizione media.

Il movimento per la Chiesa Cattolica riformata, - che tanto prometteva negli anni tra il 1860 e il 1870 - è quasi completamente svanito: il Protestantitismo, malgrado ogni zelo e devozione, fa scarsi proseliti. E così probabilmente e clericali e liberi pensatori hanno guadagnato.

Ma, qualunque delle due parti abbia effettivamente acquistato, la Chiesa Cattolica in ogni caso, in Italia, dà l'impressione di una potente forza, potente per la sua disciplina, per la sua abile condotta, spesso per le sue buone opere, e in fine, e più di tutto, per la debolezza del presente sistema di governo."

[tratto dal libro "L'Italia di oggi", di Bolton King e Thomas Okey, la cui seconda edizione Laterza è del 1904]





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