IN RICORDO DI PIERO BARGELLINI

di Ivo Butini


Il 14 marzo 2005 si è svolta, in Palazzo Vecchio a Firenze, la commemorazione di Piero Bargellini nel XXV anniversario della scomparsa. Piero Bargellini è stato chiamato "il Sindaco dell'alluvione", essendo stato il primo cittadino della città di Firenze nel 1966, anno della rovinosa alluvione dell'Arno. La Commemorazione è stata tenuta dall'attuale Sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, e dal sen. Ivo Butini, presidente dell'Istituto Renato Branzi. Alla commemorazione ha partecipato il Presidente della Camera dei Deputati, on.le Pier Ferdinando Casini. Di seguito si riporta il testo integerale dell'intervento del sen. Ivo Butini.

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L'on. Pierferdinando Casini, il sen. Ivo Butini e la sig.ra Antonina Bargellini alla commemorazione del sindaco democristiano di Firenze Piero Bargellini (foto tratta dal sito web quotidiano.net)Nel marzo 1980, prima in Piazza della Signoria e, pochi giorni più tardi, nel Salone de' Dugento, popolo e Comune di Firenze dettero l'ultimo addio a Piero Bargellini, “un cattolico” fu ricordato “senza tempeste, sicuro senz'ombra di dubbio”.

Si legge, a questo proposito, nel capitolo dedicato a “Frontespizio” in “Pian dei Giullari”: “per i cattolici che vi scrivevano, la fede non doveva servire di scudo alla letteratura. Come cattolici partecipavano alla vita comune, ma come scrittori rispondevano personalmente dei propri meriti e demeriti”.

Più avanti negli anni, Piero Bargellini avrebbe affrontato nella politica una verifica severa di questa convinzione.

Tra i nostri strumenti culturali c'è la ricomposizione a posteriori della geometria degli eventi depurati delle loro originarie emozioni.

Nella commemorazione che si tenne 25 anni fa nel Salone de' Dugento le emozioni erano comprensibilmente più vive di quanto non possano esserlo oggi.

Non mancarono, però, i richiami di significato politico accanto a quelli evocativi dell'alluvione del 1966.

Il Sindaco del tempo, Elio Gabbuggiani, disse che l'esperienza di Piero Bargellini Sindaco non si poteva valutare usando i criteri che normalmente si usano per affrontare nel nostro Paese il tema delle maggioranze politiche. Riconobbe che la Giunta Bargellini non disponeva di un quadro politico sufficiente a sostenerla.

Giova ricordare che nel decennio 1956-1966 Firenze fu amministrata per circa quattro anni e mezzo da commissari prefettizi. Un tempo che copre quasi la metà del decennio.

Una eccitazione febbrile caratterizzava i rapporti tra le forze politiche. Ho letto che Bargellini ammetteva di avere un caratteraccio, molto impulsivo. La situazione esigeva che Egli fosse un moderatore.

Soccorrono qui due riferimenti di qualche importanza.

Nel suo “Diario di Sindaco”, sotto la data del 29 luglio 1966, Piero Bargellini racconta che qualche tempo addietro Mario Fabiani gli aveva detto: “Lei sarebbe il Sindaco ideale per Firenze, e sa perché? Perché è un signore”.

L'espressione “è un signore” non ha riferimenti di censo quanto piuttosto di comportamento e di stile. Il comportamento e lo stile di Piero Bargellini furono il risultato d'una disciplina culturalmente sensibile e civilmente educata.

Il secondo riferimento torna al Sindaco Gabbuggiani.

Egli parlò d'un “certo qual distacco” che Bargellini seppe tenere sia nelle istituzioni sia nelle piazze. E questo gli consentì forse di essere l'interprete più autentico di Firenze nei momenti del dolore. Altri sottolineò il modo di tenere il suo ruolo, che gli permise di unificare la volontà di rinascita dei fiorentini.

Tutti facemmo, se consentite, la nostra parte, ciascuno al suo livello di responsabilità e di operosa presenza.

Piero Bargellini fu punto d'unità di sentimenti e d'azione.

Così il giovane scrittore di “Frontespizio” diventato anziano onorò da Sindaco di Firenze l'antico impegno religioso e civile.

Sull'esperienza di Piero Bargellini Sindaco non sono state ancora scritte pagine criticamente soddisfacenti.

L'anno prossimo cade il 40° anniversario dell'alluvione di Firenze. Sarebbe l'occasione giusta per dare un giudizio maturo dell'esperienza breve e intensa di Piero Bargellini Sindaco.

La vita cosiddetta pubblica di Piero Bargellini si concluse degnamente e meritatamente in Parlamento prima nel Senato della Repubblica e poi nella Camera dei Deputati.

Anche qui con un'apparente sorpresa perché il celebrato scrittore fece parte, in Senato, della Commissione Lavori Pubblici e, nella Camera dei Deputati, della Commissione Trasporti. Sorpresa apparente perché Egli fu, oltreché maestro, geometra.

Geometra come Carlo Betocchi e Nicola Lisi che, in gioventù, avevano scoperto insieme che il difficile è fare il solco dritto.

On. Sindaco, Ella è Presidente dell'ANCI, un'associazione che esprime simbolicamente l'unità territoriale della Nazione.

Ella, on. Presidente della Camera, presiede per norma costituzionale (63.2) le riunioni del Parlamento in seduta comune, sintesi della unitaria sovranità popolare.

Credo che Piero Bargellini coglierebbe in pieno il significato della Vostra presenza, della quale sentitamente Vi ringrazio.

In un suo recente discorso a Bologna (8 febbraio), on. Presidente della Camera dei Deputati, Ella parlò della persistenza di forme di dogmatismo e di strumentalità altrettanto pericolose della contrapposizione delle avvelenate ideologie del '900.

Piero Bargellini conobbe e visse l'esperienza del '900.

Ella disse anche di considerare sacrosanti principi la continuità e la collaborazione istituzionali.

Per quanto conosco della vita pubblica di Piero Bargellini credo che Egli sentì questi principi.

Mi auguro che quanti conobbero, ricordano e magari amano Piero Bargellini, vogliano testimoniare la sua lezione civile e il suo personale servizio.

Ivo Butini
14 marzo 2005

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L'invito alla commemorazione di Piero Bargellini

L'articolo pubblicato cul quotidiano La Nazione del 15 marzo 2005 sulla commemorazione di Piero Bargellini



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